Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS

1° dicembre 2003: ''Live and Let Live'' - ''Vivi e aiuta a vivere''. L'AIDS è la vera arma di distruzione di massa

01 dicembre 2003
''L'Aids è un'arma di distruzione di massa per alcune Nazioni e il mondo sta perdendo la battaglia contro l'epidemia''.
Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan in occasione della Giornata mondiale della lotta all'epidemia in programma oggi, primo dicembre. 
 L’AIDS colpisce tutti i Paesi del mondo, da ciò risulta come sia importante unirsi su scala mondiale per poter agire insieme contro un’epidemia che da quando ha avuto origine ha causato circa 20 milioni di morti. Il fatto che la malattia abbia un grosso raggio di diffusione porta ogni essere umano a poter entrare in contatto con il virus: le informazioni e le numerose pubblicazioni che riguardano il virus HIV e l'AIDS danno a ciascuno la possibilità di conoscere, sapere ed agire.

L’ultimo Rapporto Unicef, parla di "crisi di proporzioni gargantuesche". Undici milioni di orfani a causa dell'Aids in Africa. Più della popolazione dell'Austria.
Ma il peggio, avverte l'Unicef, deve ancora arrivare.
L'organizzazione delle Nazioni Unite ha chiesto alle agenzie di aiuto internazionali e alle comunità di aiutare questi bambini e definendo la situazione una "crisi di proporzioni gargantuesche" con gravi implicazioni per la società africana.
«Dobbiamo mantenere in vita i genitori e assicurare che gli orfani e gli altri bimbi vulnerabili stiano nelle scuole e siano protetti da abusi e sfruttamento», ha detto il direttore esecutivo della United Nations Children's Fund (Unicef) Carol Bellamy in un comunicato. L'Africa sub-Sahariana è la regione maggiormente colpita dall'Aids, con una stima di 26,6 milioni di persone infettate. Il rapporto spiega che entro la fine del 2001 oltre 11 milioni di bambini africani sotto i 15 sono rimasti orfani per colpa dell'Aids, dai poco meno di un milione del 1990.
Lo studio aggiunge che entro il 2010, circa 20 milioni di bimbi africani avranno perso almeno un genitore a causa di questa malattia. Nei paesi maggiormente colpiti come Botswana, Lesotho e Swaziland, dopo la prevalenza del virus dell'HIV supera il 30%, come in Zimbabwe, oltre un bambino su cinque resterà orfano entro il 2010, l'80% per colpa dell'Aids, dice ancora il rapporto. L'Unicef ha spiegato anche che la crisi continua anche in paesi come l'Uganda, dove il tasso di malattia è stato stabilizzato e diminuito, ma dove i genitori già ammalati continueranno comunque a morire.

Il 1° dicembre 2003: "Live and Let Live"
Il 1° dicembre è la data scelta dall’ONU e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come "Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS". Ogni anno l’UNAIDS (l’agenzia dell’ONU che si occupa di AIDS), invita la società civile di tutto il mondo a creare momenti di sensibilizzazione sulla problematica dell’AIDS.
L’iniziativa è nata da una decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 1988. Nel novembre 1988 si riunirono l’Assemblea Generale dell’ONU e il Summit mondiale dei Ministri della Salute che adottarono la Giornata Mondiale di lotta all’AIDS con l’intento di dimostrare l’importanza della lotta contro la pandemia e della solidarietà necessaria per combatterla.
Perché il 1° dicembre è la Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS
Dal 1° Dicembre 1988 partirono grosse campagne annuali di informazione e prevenzione contro una delle più devastanti epidemie che caratterizzano il nostro secolo e il nuovo millennio.
La prima campagna che lanciò l’UNAIDS fu "A World Unite Against AIDS" a cui seguirono campagne orientate a sottolineare diverse problematiche legate alla malattia: la situazione delle donne (1990), della famiglia (1994), dei bambini (1997). In quest’ottica va letta la campagna dell’UNAIDS 2002/2003.
Ogni anno la Giornata Mondiale per la lotta contro l'AIDS ha un tema preciso, una frase-chiave che unisce tutti i Paesi. Lo scorso ottobre, la Conferenza Internazionale delle persone che vivono con HIV/AIDS, ha mostrato come sia necessaria, nonostante siano passati 20 anni dalla scoperta dell’HIV, una sensibilizzazione maggiore contro le discriminazioni, in particolare per quanto riguarda il sistema di accesso alle cure.

"Live and let live", "Vivi e aiuta a vivere", è lo slogan che copre la campagna biennale dell’UNAIDS focalizzata per le annualità del 2002 e del 2003 sulla necessità di eliminare lo stigma e la discriminazione.
Con la "Dichiarazione d’Impegno della Nazioni Unite" del 2001, l’ONU, inoltre, sancisce l’obbligo per gli Stati, a partire dal 2003, di implementare strategie e finanziamenti per combattere l’AIDS, il silenzio e le discriminazioni, adottando una appropriata legislazione.
In quest’ottica "Live and Let Live" manda un messaggio positivo sia alle persone affette da HIV/AIDS, sia alla popolazione in generale, sia ai Governi e alle organizzazioni.
Il World AIDS Day 2003 è segnato da diversi eventi in tutto il mondo: alcuni strettamente correlati alla campagna UNAIDS, altri legati alle priorità locali. Dall’Africa agli Stati Uniti, dall’Europa all’Asia, vengono organizzati eventi nazionali e locali volte a sensibilizzare, muovere e attivare la popolazione.
Fonte: http://www.lilacedius.it

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01 dicembre 2003

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