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Gli ammalati dell'Eni di Gela

La Procura di Gela indaga su 17 persone, tra tecnici e dirigenti del reparto Clorosoda dell'Eni

15 novembre 2012

Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Gela, Lucia Lotti, ha sottoposto a indagini 17 persone, tra tecnici e dirigenti del reparto Clorosoda, l'impianto dell'Eni per la produzione di ipoclorito, soda caustica e dicoloroetano, sostanze che avrebbe fatto ammalare decine di dipendenti, alcuni poi morti.
A vario titolo sono indagati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi, secondo responsabilità legate alle posizioni di garanzia occupate nelle diverse società (Anic, Enichem, Praoil, Syndial, ecc), alle quali ha fatto capo l'impianto Clorosoda.

Il pubblico ministero ha chiesto al gip di poter acquisire sin d'ora la testimonianza, attraverso incidente probatorio (cioè prova definitiva da portare a dibattimento), di uno dei 105 operatori di questo reparto, ormai in condizioni di malato terminale perchè affetto da "patologie assai gravi, tali da porlo in condizione di precarietà e pericolo di vita". Si cerca di appurare il nesso di causalità tra le malattie che lo hanno colpito e la sua attività di lavoratore a contatto con gli inquinanti in quell'impianto chimico dell'Eni.
Analogo provvedimento, in incidente probatorio, è stato richiesto allo stesso gip al fine di acquisire le perizie medico-legali di 12 lavoratori del Clorosoda, già deceduti negli anni passati, per i quali, non si esclude l'esumazione dei cadaveri e l'autopsia.

La procura ha comunicato con una nota di avere "acquisito una vasta mole di dati e documenti identificate le diverse patologie, spesso ricorrenti, riportate da tanti lavoratori e vagliata accuratamente la riconducibilità di tali malattie al contatto con le sostanze chimiche presenti nell'impianto ed alle modalità con cui queste venivano trattate nell'ambiente di lavoro".
"Per avere una prima ricostruzione del quadro specifico delle patologie e del nesso causale - prosegue il comunicato della procura - è stata quindi disposta ed acquisita una consulenza tecnica medico-legale che ha messo a fuoco, attraverso l'esame del materiale documentale raccolto, le posizioni dei lavoratori affetti da patologie o deceduti e i profili di possibile riconducibilità alle lavorazioni dell'impianto clorosoda". [Fonte: Lasiciliaweb.it]

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15 novembre 2012
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