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Gli sbarchi a Lampedusa sono aumentati

Il resoconto del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, alla camera dei deputati

17 luglio 2008

Sono 9.342 le persone sbarcate a Lampedusa dall'inizio dell'anno; 1005 gli immigrati che ad oggi sono nel Cpt dell'isola che ha 381 posti elevabili a 762 in caso di necessità.
Questi alcuni dei dati riferiti ieri dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenuto al question time di Montecitorio per rispondere ad una interrogazione a risposta immediata del deputato Raffaele Volpi (Lega Nord) circa lo stato delle trattative con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo in relazione alla questione dei flussi migratori illegali diretti verso l'Italia.

Volpi, riassumendo i termini della questione, ha ricordato che "in questi giorni a Lampedusa si sono toccate punte di sbarchi e di intercettazioni in mare che hanno portato il centro di accoglienza a registrare fino a 1.300 presenze. Rispetto a ciò, e quindi rispetto alle politiche di contrasto all'immigrazione clandestina, chiediamo di conoscere lo stato di avanzamento delle trattative con i Paesi rivieraschi che ci sembra uno dei pochi modi per poter contenere questa immigrazione. Vorremmo inoltre sapere quali sono i rapporti, il coordinamento e le forme di iniziativa intraprese tra il nostro Paese e l'agenzia europea Frontex sul tema delle politiche di sicurezza, sapendo anche che tale agenzia europea è sicuramente destinataria di molti fondi che arrivano da tutti i Paesi della Comunità".

Il Ministro Maroni ha esordito rilevando che "l'immigrazione clandestina che arriva a Lampedusa è la più evidente, quella che ha l'onore o il disonore delle prime pagine dei giornali, anche se non è in termini assoluti la più numerosa in Italia. Nell'ultimo semestre, peraltro, gli arrivi a Lampedusa sono aumentati. Al 30 giugno sono risultati 9.342, mentre la struttura del centro di prima accoglienza di Lampedusa ha una ricettività ordinaria di 381 posti elevabile a 762 in caso di necessità. Attualmente, sono presenti nel centro 1005 persone".
D'accordo sul fatto che "la situazione può essere affrontata solo sulla base di accordi con i Paesi rivieraschi o i Paesi da cui provengono maggiormente i flussi di immigrazione", Maroni ha ricordato che "attualmente, l'Italia ha intese bilaterali con trenta Stati (quattordici di questi si affacciano sul Mediterraneo) e sono in corso negoziati per altri quattordici accordi tra cui quelli con Libano, Siria, Turchia, Ghana, Niger e Senegal (che sono i Paesi che, da questo punto di vista, ci interessano di più). Ma l'accordo più importante - ha sottolineato il Ministro - è quello con la Libia, perché dalla Libia arriva il maggior flusso di clandestini di varia nazionalità. Con la Libia l'accordo c'è - è stato siglato nel dicembre dello scorso anno - e prevede l'utilizzo di sei navi per effettuare il pattugliamento all'interno delle acque territoriali libiche: noi abbiamo le navi pronte, abbiamo gli equipaggi pronti, l'accordo è stato firmato e gli accordi attuativi tecnici sono stati firmati".
"Lo scorso 27 giugno - ha ricordato Maroni - il Presidente del Consiglio, Berlusconi, ha incontrato il leader libico Gheddafi per ottenere il via libera che purtroppo non è ancora arrivato. Dobbiamo insistere perché la Libia consenta finalmente l'attuazione di un accordo che il Governo libico ha firmato con quello italiano. In tale modo risolveremmo definitivamente la questione dell'immigrazione clandestina su Lampedusa".

Quanto al coinvolgimento dell'agenzia europea Frontex, per Maroni "rappresenta una buona iniziativa", ma a suo dire, "non è molto efficace nel Mediterraneo mentre lo è stata molto di più nell'Atlantico in ordine all'immigrazione dal Marocco. Ho posto la questione all'ultimo Consiglio dei Ministri europei perché si tratta di un'agenzia molto costosa, onerosa, che però non garantisce, in termini di risultati, la prestazione che vorremmo. Ma questa è la strada, quella indicata: accordi bilaterali, accordi con gli stati e Frontex. Mi auguro - ha concluso - che l'Unione europea e la Presidenza francese sappiano insistere in tale direzione perché gli accordi sono l'unico modo per porre fine all'immigrazione clandestina".

Fonte: Agenzia Internazionale Stampa Estero

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17 luglio 2008
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