Gli stranieri che vivono in Sicilia sono circa 90mila, e provengono per la maggior parte dall'Africa e dall'Europa

02 novembre 2006

La scorsa settimana Guidasicilia si è occupata di due rapporti riguardanti la presenza degli immigrati in Italia. Il Rapporto redatto e pubblicato dall'Istat e quello della Caritas, hanno mostrato sostanzialmente, che l'Italia di oggi è sempre più retta e ''fatta'' da quelli che abbiamo voluto chiamare i ''Nuovi Italiani'', ossia tutti quegli stranieri che oramai vivo no in pianta stabile in Italia, e che nel nostro/loro Paese hanno messo al mondo i loro figli.
Per essere precisi, i dati aggiornati del Rapporto Immigrazione Caritas/Migrantes 2006, dicono che alla fine del 2005, gli immigrati regolari in Italia erano esattamente 3.035.000, il 5,2% della popolazione, in pratica uno ogni 20 residenti. Un dato che colloca l'Italia tra i grandi Paesi europei di immigrazione: Germania (7.287.980), Spagna (3.371.394), Francia (3.263.186), Gran Bretagna (2.857.000).

Con una maggiore presenza di stranieri al Nord (59,2%), seguito dal Centro (27%) e dal Meridione (13,5%), vogliamo oggi soffermarci, proponendo sempre i dati del rapporto Caritas/Migrantes, sulla situazione vissuta dalla Sicilia, terra storicamente di emigrazione e immigrazione, nonché di integrazione.
I dati contenuti nel rapporto della Caritas, presentato a Palermo il 25 ottobre scorso, per ciò che riguarda la Sicilia, indicano a fine 2005 un incremento di circa 7.000 stranieri rispetto alle 83.750 persone del 2004. Una parte molto consistente (20,6%) dei migranti che abitano in Sicilia è costituita da minorenni: l'anno scorso ne sono nati in Sicilia 1.691 mentre altri 1.127 sono arrivati dai propri Paesi.
Il 90,3% degli immigrati regolari provengono da nazioni extracomuinitarie, il 70% da Africa e Europa, il resto da Asia (23,8%) e America (6%). L'Africa resta il continente da cui si parte di più per venire in Sicilia: sono africani il 43,4% del totale degli immigrati giunti nell'Isola l'anno scorso, in lieve calo (-1,6%). Da una analisi dei flussi, emerge che crescono gli immigrati europei (26,7% del totale degli arrivi, aumento del 6%) che superano quelli dall'Asia, rimasti invariati. In flessione del 4,6% le persone che provengono dall'America.

A Ragusa vi è la comunità africana più numerosa: 22,4% del totale regionale. Seguono Palermo (21,3%) e Trapani (15,5%). La maggior concentrazione di immigrati europei si registra invece a Messina (20,6%), a Catania (19,1%), a Palermo (16%) e a Ragusa (15,6%). Il maggior numero di migranti in Sicilia sono tunisini (17% del totale), marocchini e delle Mauritius.
Tra i Paesi asiatici d'origine, ai primi posti vi sono Sri Lanka, Filippine, Cina e Bangladesh, mentre tra quelli europei Albania, Romania e Polonia.

Nel 2005, sempre secondo il rapporto della Caritas, sulle coste siciliane sono sbarcati 22.824 migranti di cui 20.377 uomini, 849 donne, 1.598 minorenni che rappresentano il 91,3% di tutti gli extracomunitari giunti clandestinamente in Italia via mare.
La provincia siciliana in cui è stata registrata la maggiore ondata migratoria è Agrigento, che comprende Lampedusa, con 19.092 migranti intercettati, pari all'83,7% del totale regionale.
Gli extracomunitari sbarcati in Sicilia provengono da: Egitto, Marocco, Eritrea, Tunisia, Sudan, Etiopia, Bangladesh, Costa d'Avorio, Pakistan e Togo.
Dal 1998 al 2005, sostiene la Caritas, sono annegate nel canale di Sicilia 1.641 persone: 677 sono cadaveri mai ripescati.

- I ''nuovi Italiani'' (Guidasicilia.it)

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02 novembre 2006

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