Gli USA non hanno capito che il Muos è abusivo

I cantieri del sistema satellitare americano continuano ad andare avanti nonostante la bocciatura del Tar

05 marzo 2015

Un gruppo di donne ha bloccato a Niscemi i mezzi americani all'ingresso del cantiere che sta realizzando il sistema satellitare Muos della Marina militare americana.
Le mamme No Muos hanno annunciato una mobilitazione per l'8 marzo, quando si prevede l'afflusso di gente da tutta la Sicilia per far rispettare la recente sentenza del Tar di Palermo che ha accolto il ricorso di Comune, ambientalisti e comitati per la sospensione dei lavori nell'impianto militare.

Intanto, il Movimento 5 Stelle chiama in causa il governatore siciliano Rosario Crocetta e presenta all’Ars una mozione che mira ad impegnare il governo "a dare immediata esecuzione alla sentenza del tribunale amministrativo regionale siciliano del 13 febbraio scorso, a vigilare che non ci sia alcuna attività di completamento ed utilizzo dell’installazione e a denunciare all’autorità giudiziaria ogni attività illecita volta al completamento del Muos".
"Il provvedimento del Tar - spiega il presidente della commissione Ambiente, il Cinquestelle Giampiero Trizzino - ha disposto l’annullamento delle autorizzazioni in forza alle quali è stata realizzata l’installazione. Per cui appare evidente che, in assenza di un procedimento autorizzatorio, allo stato attuale l’opera è priva di qualsiasi autorizzazione e, pertanto, integralmente abusiva e carente dei requisiti per la permanenza e, tanto più, per la messa in esercizio". "In particolare - prosegue Trizzino - il Tar, accogliendo il ricorso di Legambiente e dell’associazione Movimento No Muos ha annullato il provvedimento dell’assessorato al Territorio e Ambiente, la famosa revoca delle revoche. Crocetta pertanto non ha scelta, deve dare esecuzione al pronunciamento del Tar, trattandosi di sentenza immediatamente esecutiva".

Inoltre, i legali impegnati nelle difese di chi si oppone all'istallazione del Muos, gli avvocati Paola Ottaviano, Sebastiano Papandrea, Goffredo D'Antona, Nicola Giudice, Daniela Ciancimino e Antonella Bonanno, con un comunicato stampa ribattono alla nota di propaganda diffusa dagli americani di Sigonella e danno notizia delle azioni legali intraprese e da intraprendere perché sia data immediata esecuzione alla sentenza del Tar.
Gli avvocati hanno così scritto: "Apprendiamo da un comunicato emesso il 3 marzo dall’ufficio stampa della base di Sigonella, che ogni azione avviene nel pieno rispetto della normativa italiana, compresa la sentenza del Tar e che le attività di collaudo e monitoraggio sono svolte in collaborazione con le autorità italiane. Sottolineano inoltre che gli studi sul MUOS e le antenne NRTF sanciscono che non vi sia alcun pericolo per la salute della popolazione, e che le emissioni delle antenne NRTF non superano i limiti previsti dalla legge".

"Come legali impegnati a vario titolo nella difese di chi si oppone all'istallazione militare statunitense, non possiamo esimerci dal rilevare che la Marina degli Stati Uniti sta invece contravvenendo apertamente ad una sentenza di un Tribunale italiano, che ha stabilito l’illegittimità dell’installazione per mancanza di autorizzazioni, e che pertanto in questo momento non può essere in alcun modo utilizzata per alcun tipo di attività, né di collaudo, né di monitoraggio. La sentenza è infatti immediatamente esecutiva, e non occorre che venga posto in essere un ordine di sospensione, come invece  sostengono gli Stati Uniti, essendo tutte le amministrazioni coinvolte obbligate a dare esecuzione, in via amministrativa, alla decisione del TAR di Palermo. Per questi motivi si è reso necessario l’invio di una diffida al Ministero dell’interno, alla Questura di Caltanissetta, al Commissariato di Niscemi, e ai Carabinieri di Niscemi al fine di ammonire le stesse forze dell’ordine che è loro preciso dovere prevenire e sanzionare il perpetrarsi di illeciti all’interno della base ad uso esclusivo della Marina Militare Statunitense di Contrada Ulmo".

"A tale azione - informano ancora gli avvocati - si è aggiunta quella dell’Associazione antimafie Rita Atria che attraverso il suo legale ha integrato le denunce già presentate presso la Procura di Caltagirone, con un’istanza di sequestro dell’area e con il video che prova l’utilizzo delle parabole anche dopo la sentenza del TAR. Chiediamo quindi che le istituzioni preposte a far rispettare le leggi e le sentenze, anziché collaborare con la Marina degli Stati Uniti nel contravvenire ad una decisione giurisdizionale, si attivino per garantire il funzionamento minimo di uno stato di diritto. Quanto al richiamo da parte degli Stati Uniti sul fatto che il MUOS e le antenne NRTF garantiscano la nostra sicurezza, ci limitiamo a ricordare che gli studi sul MUOS, compresa la perizia del Verificatore del TAR, hanno messo in luce il potenziale pericolo per la salute umana, per il traffico aereo e per l’ambiente. Va, infine ricordato che si tratta di istallazione classificata di "uso esclusivo" delle forze armate Statunitensi il cui utilizzo, quindi, non  è circoscritto alle missioni NATO che costituisce obiettivo sensibile posto a ridosso di un centro abitato anche in relazione a situazioni di conflitto alle quali come stato e come partner NATO siamo del tutto estranei".

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05 marzo 2015

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