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Governi contro

Il Consiglio dei ministri contro i dirigenti regionali esterni voluti dalla giunta Lombardo

02 marzo 2010

Il Consiglio dei ministri di ieri, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha disposto l'impugnativa, con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, di 9 deliberazioni della Giunta regionale siciliana del 29 dicembre 2009, con le quali era stato confermato, o conferito ex novo, l'incarico di direttore generale a 9 soggetti non appartenenti agli organici regionali. Lo ha riferito una nota del ministero.

Le delibere impugnate, che hanno disposto l'assunzione di personale "esterno" nel limite del 30%, in contrasto con il limite del 10% imposto dal decreto legislativo 165/2001, sono state ritenute dal Governo in contrasto con i principi contenuti negli articoli 3 e 97 della Costituzione. Il Cdm ha inoltre deliberato la rinuncia all'impugnativa, proposta con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nella riunione del 9 ottobre 2009, contro il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 10 agosto 2009. Con il provvedimento regionale impugnato era stata disposta, da parte regionale, la proroga per un quinquennio della data di scadenza dei contratti di servizio in corso con le imprese del trasporto pubblico locale, in contrasto con le competenze statali in materia di tutela della concorrenza. La rinuncia al giudizio è stata imposta dal mutamento del quadro normativo, che riguarda le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.

Sbigottito per la decisione il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. "Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Fitto, avrebbe disposto l’impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la giunta regionale di governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni". "Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del ministro Fitto - ha aggiunto - Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%. Se le notizie trovassero riscontro saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale". "Infatti, secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto - ha spiegato Lombardo - la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti". "Ebbene, l'art. 9, comma 8, della l.r. n. 10/2000, come modificato dalla l.r. n. 19/2008, prevede che la percentuale di dirigenti esterni che possono essere nominati dalla Regione siciliana sia pari al 30% dei posti di dirigente generale disponibili in organico e, dunque, in presenza di una norma regionale espressa, la norma statale non può trovare applicazione". "Peraltro, la legge regionale è stata positivamente vagliata dal Commissario dello Stato - che in Sicilia non e' il Commissario del Governo - e, dunque, deve ritenersi perfettamente conforme alla Costituzione". Lombardo ha poi concluso dicendo: "Inoltre, posto che il conflitto si svolge a livello di legislazione statale e regionale (con prevalenza di quest'ultima: lo Statuto ha infatti rango di legge costituzionale), lo strumento del conflitto di attribuzioni è inidoneo allo scopo, essendo relativo, nel frangente, ai conflitti fra Organi dello Stato e fra Regioni che si svolgano mediante atti che non siano espressione di potestà legislativa".

[Informazioni tratte da LaSiciliaweb.it, ANSA, LiveSicilia.it]

- Berlusconi contro Lombardo. Punita la ribellione siciliana (SiciliaInformazioni.com)

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02 marzo 2010
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