Grande lutto per la Città di Palermo. E' morto il cardinale Salvatore Pappalardo, simbolo della lotta contro la mafia

11 dicembre 2006

Il cardinale Salvatore Pappalardo, 88 anni, arcivescovo emerito di Palermo, è morto ieri nell'oasi di Baida, dove risiedeva.
Migliaia di palermitani, appena appresa la notizia, si sono recati con mesto cordoglio nella sede del palazzo arcivescovile dov'è stata allestita la camera ardente con la salma. Dal pomeriggio di ieri sono giunti numerosi sacerdoti per dare l'ultimo saluto a quello che per oltre 25 anni è stato il loro pastore. Poi tanti palermitani in silenzio, commossi, famiglie con bambini, giovani, anziani, che hanno voluto bene al loro vescovo si sono recati nella sala Filangieri per posare un ultimo sguardo sul presule. In mezz'ora sono state riempite di firme dieci pagine del libro del lutto.
Di Salvatore Pappalardo si ricorda il suo impegno, sempre in prima linea, nella lotta alla mafia, contro la quale aveva scagliato più volte le proprie omelie. I suoi funerali saranno celebrati nella Cattedrale di Palermo dal cardinale De Giorgi. L'arcivescovo emerito di Palermo, nato a Villafranca Sicula, diocesi di Agrigento, il 23 settembre 1918, per le sue benemerenze nell'impegno sociale e nella lotta alla criminalità mafiosa, era stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. Fece scalpore pronunciando, durante l'omelia al funerale di Carlo Alberto Dalla Chiesa, la frase di Tito Livio ''mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata''.

Fu ordinato sacerdote il 12 aprile 1941 è incardinato alla diocesi di Catania. Nel 1947 fu chiamato in Segreteria di Stato dove fu Addetto alla sezione degli affari ecclesiastici straordinari, nella quale rimase fino al 1965. Negli stessi anni Pappalardo fu professore di diplomazia ecclesiastica nella Pontificia Accademia Ecclesiastica e di diritto nella Facoltà Lateranense, esercitando contemporaneamente il ministero sacerdotale nelle parrocchie romane di San Giovanni Battista dè Rossi e di Santa Lucia, dove si occupò in particolare modo delle organizzazioni giovanili cattoliche. Paolo VI lo nominò Pro-Nunzio apostolico in Indonesia il 7 dicembre 1965, assegnandogli la Chiesa titolare Arcivescovile di Mileto dove rimase per quattro anni. Il 17 ottobre 1970 fu nominato arcivescovo di Palermo, il 4 aprile '96 divenne Arcivescovo emerito di Palermo.

''Il Cardinale Salvatore Pappalardo è stato per tanti un esempio umano ed etico. E' stato, nel suo essere uomo di Chiesa e pastore di fede, un esempio di laicità, di attento rispetto per le istituzioni e di grande sensibilità ed attenzione nei rapporti fra Chiesa e Stato''. Leoluca Orlando ha commentato con queste parole la morte dell'Arcivescovo emerito di Palermo, che da anni era anche componente dell'Istituto per il rinascimento siciliano, la fondazione nata dopo la fine dell'esperienza di Sindaco di Orlando.
''Il Cardinale Pappalardo - ha proseguito Orlando - è stato soprattutto il protagonista ed il motore di una stagione di grandi cambiamenti in Sicilia, avendo chiaramente indicato come un cammino di fede sia del tutto incompatibile con un comportamento di incertezza, di silenzio o peggio di connivenza con il sistema di potere mafioso e la sua cultura. Oggi - conclude - la Sicilia ha perso un uomo che fino all'ultimo è stato un punto di riferimento per tantissime cittadine e cittadini, per tanti credenti e non credenti''.

Condoglianze sono arrivate anche da parte del capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena: ''Esprimo a nome di tutto il gruppo di Rifondazione al Senato profondo cordoglio per la morte di Salvatore Pappalardo, un uomo di chiesa che ha significato molto per tutti i siciliani impegnati a combattere la mafia''.

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11 dicembre 2006

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