Guida Sicilia affianca Amnesty International ribadendo il ''NO'' alla guerra in Iraq

Pubblichiamo di seguito gli ultimi comunicati arrivati in redazione riguardanti il conflitto iracheno

29 marzo 2003
L'organizzazione Amnesty International è sempre stata in prima linea in qualsiasi conflitto si combattesse, partendo dal presupposto (che dovrebbe essere condiviso da tutti imprescindibilmente) che nessuna guerra può essere giusta, e che nessun conflitto può sostanzialmente risolvere problema alcuno.

Con un attivismo unico, che ha fatto la storia dell’attivismo, Amnesty ha da sempre richiesto fortemente, a qualsiasi paese, risposte e garanzie per l’incolumità di tutte le vittime innocenti dei conflitti, combattuti matematicamente per fattori economici, e che mai hanno portato ad un’equilibrio ma solo a tragedie che hanno chiamato tragedie, in una incessante spietata sequela.

L'attività di Amnesty International nei riguardi della guerra in Iraq, si è prodotta in questi giorni frenetica ed incessante. Noi di Guida Sicilia siamo lieti di appoggiare (come possiamo) gli intenti di Amnesty, pubblicando regolarmente i comunicati e le notizie che l’associazione – con puntualità e prontezza lodevole – ci recapita purtroppo (perché ciò sta a significare che all’ordine del giorno avvengono misfatti contro gli innocenti) quotidiamente.  

Di seguito gli ultimi comunicati riguardanti il conflitto iracheno

Amnesty International sui prigionieri di guerra: No ai doppi standard
Amnesty International ha chiesto oggi a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iraq di trattare i prigionieri di guerra nel pieno rispetto della III Convenzione di Ginevra.
"Chiediamo ai governi di Iraq, Stati Uniti e Gran Bretagna di rispettare le leggi di guerra e di trattare tutti i prigionieri in modo conforme alla III Convenzione di Ginevra" - ha dichiarato l'organizzazione per i diritti umani. "Dovranno essere trattati umanamente, non dovranno essere sottoposti ad alcuna forma di tortura o maltrattamento e dovranno avere immediato accesso al Comitato internazionale della Croce Rossa".
Il 23 marzo, dopo la diffusione delle immagini dei soldati statunitensi catturati dagli iracheni, il presidente George Bush e il primo ministro Tony Blair hanno accusato l'Iraq di aver violato la III Convenzione di Ginevra e hanno chiesto che i prigionieri siano trattato in modo equo. Il medesimo principio va applicato nei confronti dei prigionieri di guerra iracheni.
Lo stesso giorno, tuttavia, altri 30 prigionieri sono stati trasferiti dall'Afghanistan alla base navale statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba. Sale così a circa 660 il numero delle persone, di circa 40 diverse nazionalità, detenute nella base.
"Nonostante molte richieste, Amnesty International si vede ancora negato l'accesso alle prigioni di Bagram e di Guantanamo Bay. Chiediamo nuovamente al governo statunitense di ascoltare le nostre preoccupazioni sul trattamento di questi prigionieri".
Amnesty International ha sollecitato un'inchiesta esauriente e imparziale sulle denunce di torture e maltrattamenti che sarebbero stati commessi da personale statunitense a Guantanamo Bay, ai danni di detenuti sospettati di essere talebani o membri di al-Qaeda.
L'organizzazione per i diritti umani ha infine invitato tutti i mezzi d'informazione ad assicurare che le loro immagini rispettino la dignità di tutti i prigionieri di guerra.

Comunicato del 25 marzo 2003

Dichiarazione di Amnesty International sul bombardamento della sede della Tv di stato irachena
Amnesty International ha dichiarato oggi che il bombardamento contro la sede della televisione di stato irachena potrebbe costituire una violazione delle Convenzioni di Ginevra.
"Il bombardamento di una stazione televisiva, semplicemente perchè è usata a scopi di propaganda, non può essere tollerato. E' un obiettivo civile e pertanto e' protetto dal diritto internazionale umanitario" - ha affermato l'organizzazione per i diritti umani.
Secondo l'Articolo 52 (2) del I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra, "gli attacchi dovranno essere strettamente limitati aobiettivi militari’’. Gli obiettivi militari sono circoscritti a quelli che per la loro natura o locazione, il loro scopo o uso possono dare un effettivo contributo all'azione militare e la cui distruzione - totale o parziale - cattura o neutralizzazione, nelle circostanze del momento, offre un chiaro vantaggio militare.

Comunicato del 26 marzo 2003

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29 marzo 2003

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