H5N1

Un nuovo focolaio in Russia. Nuovi casi scoperti in Croazia. Tanti i casi sospetti. In Europa c'è paura per l'influenza aviaria

24 ottobre 2005

In Svezia, la morte di un'anatra aveva fatto temere il peggio, ma il virus che aveva attaccato il volatili, dopo gli esami effettuati, non è risultato altamente patogeno, dunque non è l'H5N1.
L'anatra faceva parte di un gruppo di sette pennuti trovati morti venerdì scorso a Eskilstuna, a ovest di Stoccolma.
In Gran Bretagna, sempre la scorsa settimana, è morto un pappagallo importato dal Suriname nel settembre scorso. Subito sono scattati gli interventi per appurare la causa del decesso. Una nota del ministero dell'Ambiente britannico, dopo i test effettuati, ha confermato che il pappagallo e morto a causa della variante peggiore del virus, l'influenza aviaria del ceppo H5N1.

In Croazia sono stati scoperti - e la conferma è arrivata da una fonte autorevole, il portavoce del ministero dell'Agricoltura, Mladen Pavic - alcuni casi di influenza aviaria. Il virus è stato rilevato su dodici cigni morti, trovati la scorsa settimana in una riserva vicino alla cittadina di Zdenci, in Slavonia centrale, nell'est del Paese. La Commissione europea, come ha reso noto un comunicato di Bruxelles, sta preparando il bando delle importazioni di pollame dalla Croazia. La decisione sarà adottata oggi con procedura d'urgenza. Zagabria ha assicurato che, da questo momento, i prodotti in questione non saranno in ogni caso esportati nei paesi dell'Unione europea.

In Thailandia la preoccupazione è ancora tanta, dove il figlio di un uomo deceduto dopo aver contratto l'influenza aviaria è risultato positivo al test sul virus letale H5N1. Il piccolo, secondo fonti dell'ospedale Siriraj di Bangkok dove è ricoverato, sta rispondendo però bene alle cure e si sta riprendendo. Il bambino non ha più la febbre e ha ripreso a giocare e a mangiare. Intanto è rientrato l'allarme per le condizioni di salute di un altro bambino e di suo padre, ricoverati in ospedale a Jakarta perché colpiti da sintomi che facevano pensare al virus dei polli. Il ministero della Sanità indonesiano, sulla scorta di questo caso fortunatamente rientrato, aveva espresso la convinzione che l'influenza aviaria avesse iniziato a trasmettersi da essere umano a essere umano. Affermazione smentita dall'Organizzazione mondiale della sanità.

In Russia è stato individuato un nuovo focolaio nella regione di Celiabinsk, negli Urali. Lo ha detto un responsabile dei servizi d'emergenza citato dall'agenzia russa Interfax. Nel villaggio di Sunali sono morti 31 uccelli e il virus dell'influenza aviaria è stato diagnosticato in sei di essi.

La Cina ha invece annunciato che chiuderà i suoi confini se ci sarà anche un singolo caso di trasmissione da uomo a uomo dell'influenza. L'anticipazione è stata data da un quotidiano di Hong Kong. ''Salvare vite è la principale priorità di Pechino nel tentativo di contenere una possibile epidemia di influenza aviaria, anche se significa rallentare l'economia'', ha detto Huang Jiefu, vice-ministro della salute, al South China Morning Post. 
Il direttore della Salute di Hong Kong, P.Y. Lam, ha spinto le società locali a preparare mascherine e disinfettanti in caso di una epidemia e insegnare allo staff come gestire la malattia.

A Malta, una nave porta-container proveniente da Taiwan è stata posta sotto sequestro a Malta, e i sette uomini dell'equipaggio sono attualmente in quarantena dopo la scoperta, sul mercantile, di due polli morti. A dare l'allarme, i doganieri saliti a bordo per i normali controlli durante le operazioni di scarico. Sul posto è giunta una squadra di medici e veterinari del ''Response team'' costituita dalle autorità maltesi in relazione all'emergenza legata al virus. In attesa dei risultati delle analisi sulle carcasse dei volatili e sugli uomini dell'equipaggio, anche la zona del porto franco di La Valletta, dove è ormeggiato il mercantile, è stata posta sotto sequestro.

Il vaccino ungherese. Per il Ministero della Sanità ungherese ormai non ci sono dubbi: il vaccino contro il virus attuale dell'influenza aviaria elaborato nei suoi laboratori è efficace. Lo ha annunciato all'agenzia di stampa magiara Mti il ministro della Sanità Jeno Racz. ''Ora possiamo confermare inequivocabilmente che il vaccino è efficace'', ha affermato Racz. In precedenza il governo ungherese si era detto sicuro dell'efficacia del vaccino, ma che avrebbe atteso ulteriori test per confermarne l'efficacia al 100%.
Occorre precisare però che il vaccino ungherese in ogni caso è stato testato contro il virus attuale e non contro quello della possibile, futura, pandemia, vale a dire contro il virus che si potrà trasmettere direttamente da uomo a uomo. Il vaccino ungherese andrebbe invece a bloccare la mutazione del virus nel salto di specie da uccello a uomo. Questo il parere che Mihaly Kokeny, l'ex ministro della Sanità magiaro, ha espresso parlando alla tv di stato ungherese. ''Il vaccino quindi va inoculato alle persone che lavorano a diretto contatto con gli animali'', ha spiegato Kokeny.

Questo è il quadro più recente riguardante l'arrivo dell'influenza aviaria in Europa. Nulla fa per ora ravvisare che ci possano essere possibilità che l'allarme, sia dei governi che delle popolazioni, possa stemperarsi. Si ha paura, l'allarmismo peggiora la situazione, ma la poca chiarezza generalizzata che continua a permeare nelle diverse zone colpite e la continua presenza di nuovi casi, o presunti nuovi casi, atterrisce le persone e preoccupa i governi.

L'influenza dei polli in Italia
La scoperta di alcuni casi di volatili ammalati in Croazia, aumenta la preoccupazione degli italiani. Le vendite di pollame continuano a scendere e il timore di una grave crisi economica oramai diventa sempre più un dato di fatto. A poco, per ora, sembrano aver valso le rassicurazioni del Ministero della Salute, i nuovi obblighi di legge che gli allevatori hanno nel segnalare la filiera avicola, la campagna di informazione televisiva che sottolinea il pregio e la sicurezza dei polli italiani.
Intanto oggi ad Ottawa (Canada) si aprirà un summit, al quale prenderà parte anche l'Italia, per fare il punto sullo stato di attuazione dei programmi di prevenzione internazionali. Oltre alle organizzazioni promotrici (Oms, Fao, Oie) si siederanno cinque Paesi europei (oltre l'Italia la Francia, il Regno Unito, la Germania e l'Olanda) ma anche Stati Uniti, Messico, Giappone e alcuni paesi colpiti dal virus H5N1 come la Thailandia e il Kazakistan. Secondo il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, che rappresenterà il nostro Paese, ''occorre trovare linee di lavoro condivise, studiare i risultati sui programmi già attuati e trovare una strategia comune anche su vaccini e farmaci''.

Timore in Sicilia
La Confcommercio di Palermo presenterà oggi alla stampa, alle autorità competenti ed agli operatori di settore, un cartello sul quale indicare tutte le informazioni sulla provenienza e la macellazione delle carni di quelli che la normativa definisce ''volatili da cortile'', tra cui i polli.
L'ordinanza del ministero della Salute che impone l'etichettatura delle carni bianche è entrata in vigore lo scorso 2 settembre, ma le disposizioni sono diventate obbligatorie il 17 ottobre. L'obbligo di etichettatura riguarda non solo le carni fresche ma anche le preparazioni ed i prodotti a base di carne.
A Licata (AG) il ritrovamento di un airone cinerino agonizzante e di 10 polli morti, abbandonati nella periferia del paese, hanno fanno scattare i controlli di prevenzione e l'inevitabile timore.
L'intervento dei poliziotti del locale commissariato e del medico veterinario dell'Asl 1 è scattato ieri mattina, dopo che una telefonata anonima segnalava la presenza sul canalone per la raccolta di acque piovane che si trova lungo la Strada comunale Licata-Comuni, di alcuni polli di cui tre agonizzanti. Una strana situazione che ha indotto i poliziotti a richiedere l'intervento sul posto del dott. Paolo Mulè, medico del servizio veterinario dell'Asl 1 di Agrigento. Nel corso del suo intervento il dott. Mulè, ha prelevato alcuni campioni inviandoli al laboratorio igiene e profilassi di Agrigento per accertare le cause i motivi della morte degli animali. E a far crescere la psicosi nella zona, il ritrovamento, nel pomeriggio di ieri, di un airone cenerino rinvenuto in stato d'agonia in una zona montana da alcuni agricoltori e consegnato al comando della polizia municipale di Salita Garibaldi per essere poi trasportato presso l'ambulatorio medico veterinario dell'Asl 1 Agrigento per  accertamenti . L'airone è stato poi inviato a Palermo per tutti gli esami del caso. La presenza di uccelli migratori a Licata non è rara, i volatili, infatti, durante il loro lungo viaggio verso i paesi caldi, si fermano alla foce del fiume Salso per riposarsi. Il Wwf, che gestisce un osservatorio avifaunistico nel corso d'acqua, negli ultimi 2 anni ha censito ben 60 diverse specie di migratori.
Per il momento, naturalmente, non c'è alcuna conferma riguardo al fatto che gli animali siano morti a causa del virus letale, ma considerato che nulla può essere escluso, le autorità sanitarie hanno dato il via immediatamente ai test. Solo gli esami clinici, che verranno eseguiti oggi, stabiliranno le cause della morte delle galline e del malore dell'uccello migratore e quindi ogni allarmismo è per il momento ingiustificato.

Stando invece ad uno dei tre provvedimenti immediati adottati la scorsa settimana dalla Commissione dell'Unione europea, per evitare l'espansione in Europa dell'influenza di polli (''divieto in tutto il territorio Ue della raccolta di uccelli in mercati, mostre, esibizioni ed eventi culturali''), risulta incomprensibile l'avvenuta mostra ornitologica inaugurata venerdì scorso a Catania e conclusasi ieri. Nella mostra, organizzata dal centro di educazione ambientale, dalla Scuola internazionale di falconeria, e dalle associazione ornitologiche Etnea e Misterbianchese e che si è tenuta alle Ciminiere di viale Africa, erano presenti migliaia di volatili di diverse specie.

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24 ottobre 2005

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