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I 24 tentativi 'sovversivi' dei magistrati

Silvio Berlusconi al processo Mediatrade: "Per 24 volte i giudici hanno tentato di colpirmi"

03 maggio 2011

"Bene, bene. Tutto tranquillo". Queste le parole di Silvio Berlusconi all'uscita dal tribunale di Milano dove ieri, per la seconda volta, ha preso parte all'udienza preliminare - aggiornata al 30 maggio - del processo Mediatrade che lo vede imputato di frode fiscale e appropriazione indebita.
Al suo ingresso in tribunale il premier era tornato ad attaccare i magistrati che per 24 volte avrebbero tentato di accusarlo di vari reati. 24 tentativi "sovversivi" ha ricordato, sottolineandolo, il presidente del Consiglio.
"Sarebbe bastato - ha affermato - che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c'è perché il popolo lo ha scelto con elezioni democratiche. Pensate 24 tentativi di accuse che i magistrati - ha sottolineato - hanno trovato non veritiere, infondate ma bastava che un colpo solo di questi 24 fosse andato a buon fine per avere un risultato eversivo sulla volontà popolare".
Quanto alla sua presenza in aula ha affermato: "Certamente qualcosa non va nella direzione giusta per la democrazia visto che il proprio responsabile di governo è costretto a passare ore in tribunale mentre c'è una situazione internazionale importante che richiederebbe la sua presenza nel Paese". Quanto alle contestazioni dei pm che lo vedono al centro del processo il premier parla di "fatti di pura invenzione".

Nell'udienza a porte chiuse poi, per la prima volta dopo 8 anni, Berlusconi ha preso la parola per brevi dichiarazioni spontanee, per spiegare i meccanismi di compravendita dei diritti televisivi sui mercati internazionali e per delineare il ruolo e l'importanza, in questo settore, degli intermediatori.
In giornata hanno preso la parola anche i difensori del banchiere Paolo Del Bue, di Frank Agrama, di Gabriella Ballabio, e di due cittadini di Hong Kong, Paddy Chan e Catherine Hsu Chun.
Per la discussione mancano ancora all'appello 7 posizioni tra le quali quelle di Silvio e Pier Silvio Berlusconi e del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Una lunga scaletta di interventi che ha reso necessaria la fissazione di una ulteriore udienza oltre al 30 maggio.
Nella sua discussione l'avvocato Roberto Pisanu, difensore di Frank Agrama, ha respinto l'accusa in base alla quale il suo assistito sarebbe stato per anni il socio occulto di Silvio Berlusconi nell'ambito della compravendita di diritti tv e cinematografici. Un'accusa, quella mossa dalla procura di Milano che, ha dichiarato il legale "è del tutto inconsistente perché Agrama è un intermediario reale ed effettivo e perché il prezzo d'acquisto di diritti all'interno di Mediatrade-Rti veniva deciso da organi sociali quali il Comitato Diritti e il cda che erano competenti sia in materia di acquisto che per il prezzo dei diritti".
Fuori dal palazzaccio anche questa volta s'è ripetuto il teatrino delle curve contrapposte tra sostenitori e contestatori del premier. I due gruppi sono stati tenuti a debita distanza dalle forze dell'ordine. [Adnkronos]

 

 

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03 maggio 2011
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