I conti della Corte...

L'allarme della Corte dei Conti: "La Regione Siciliana ha troppi dirigenti e dipendenti ed è ancora troppo alta la spesa per la Sanità"

01 luglio 2010

È diminuita del 2,4% la spesa sostenuta dalla Regione siciliana per i propri dipendenti che ammontano, tra personale a tempo determinato e indeterminato a 20.642 persone. Un numero definito comunque "elevatissimo" dal Procuratore generale della Corte dei Conti siciliana, Giovanni Coppola, che ieri allo Steri di Palermo ha pronunciato la requisitoria di rito nel giudizio di parificazione del rendiconto generale del 2009.
Nel dettaglio, sono 2010 i dirigenti a tempo indeterminato, 32 quelli esterni e 9 quelli generali, mentre la spesa sostenuta ammonta a 845.867.566,91 euro, contro gli 866.879.995,18 del 2008, per una diminuzione di 21 milioni di euro.
La Regione siciliana ha 1428 dirigenti in più, contro i 528 previsti dalle tabelle allegate alla Legge regionale numero 41 del 1985. Diminuiscono, invece, i dipendenti a tempo indeterminato, ora 13.528 contro i 13.986 del 2008, mentre resta "emblematico il rapporto tra personale e dirigenti": nel 2008, infatti, c'era un dirigente ogni 5,6 dipendenti, dato rimasto invariato nel 2009. Determinanti, secondo Coppola, i presupposti che si sono creati con la nuova dotazione organica: i dipendenti a tempo indeterminato sono 4.808, per un aumento pari al 45% del totale.
Duro il giudizio del procuratore sui criteri di assunzione, "forse frutto del sistema della stabilizzazione e comunque dai dubbi profili di legittimità costituzionale ed eticamente scorretta, poichè rappresenta una mortificazione per le centinaia di migliaia di giovani disoccupati ignorati a beneficio di soggetti che sono stati selezionati senza concorso, non per maggior merito o intelligenza, ma solo in ossequio a logiche clientelari che hanno avuto di mira le prossime elezioni, anzichè le prossime generazioni". Secondo Coppola, la stabilizzazione pura toglierebbe definitivamente a tutte le centinaia di migliaia di giovani disoccupati anche la "speranza, almeno per i prossimi 30 anni, di un futuro nella pubblica amministrazione siciliana".

SANITÀ - E' ancora alta la spesa per la sanità siciliana, costata alle tasche dei contribuenti un milione di euro l'ora, nonostante sia diminuita, rispetto allo scorso anno, di 118 milioni di euro, per un totale di 8 miliardi e 775 milioni di euro. I dipendenti della sanità nell'Isola sono 52.184, mentre le consulenze e gli incarichi ad esterni, 1065, sono costati 13 milioni di euro. Non accennano a diminuire i cosiddetti "viaggi della speranza" dei siciliani che scelgono di curarsi in regioni diverse dalla Sicilia (Lombardia in testa). Per questi si sono spesi quasi 235 milioni di euro, a fronte di un incasso di 52 milioni dovuto ai non siciliani che scelgono la nostra regione per curarsi.

APPALTI - Sotto la lente della Corte dei Conti è finito anche il settore degli appalti pubblici, passati dai 1.022 del 2007 ai 676 del 2009, per un importo complessivo di un miliardo di euro. Nella sua relazione la Corte dei Conti siciliana si è soffermata anche sul numero degli appalti, 456, aggiudicati nel 2005 e non ancora terminati, mentre per 35 non sono nemmeno iniziati i lavori e 287 non sono stati ancora collaudati. Infine, da riformare è la modalità di aggiudicazione degli appalti regionali: grazie al sistema normativo vigente, che obbliga a "complicatissimi calcoli per la selezione delle offerte" si è registrata una convergenza dei ribassi verso l'unico valore di 7,3152. Con questa cifra matematica le ditte "hanno la quasi certezza di aggiudicarsi l'appalto", come dimostrano alcuni esempi "curiosi di imprese particolarmente fortunate": 10 hanno ottenuto 6 appalti, 2 imprese 7 e una, addirittura, nove appalti.

Un appello ad accelerare la spesa dei fondi europei é stato lanciato dal presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti in sede di controllo, Rita Arrigoni, che ha poi tracciato il bilancio della Sanità in Sicilia sintetizzato in questa maniera: una riduzione consistente del deficit ed un aumento contenuto dei costi, in linea con il trend nazionale.
Diminuiscono nel complesso i costi dell'assistenza in regime di convenzione, mentre crescono i costi dell'assistenza diretta. Il principale intervento strutturale riguarda la riduzione e l'accorpamento del numero delle Aziende (da 29 a 17) mentre è in corso di realizzazione la rimodulazione della rete ospedaliera che consentirebbe l'allineamento della Sicilia ai parametri nazionali relativi al numero di posti letto per abitante. Tra gli altri interventi di rilievo la razionalizzazione della rete delle strutture di medicina di laboratorio, che tende a ricondurre i parametri di attività ai valori nazionali e a migliorare i livelli di qualità delle prestazioni. Una valutazione positiva è stata riconosciuta dalla Corte dei Conti anche per quanto riguarda i dati relativi alla degenza media, con un basso indice di "letti vuoti" e una "buona rotazione di pazienti per letto, sia pure con accentuate differenze tra pubblico e privato".
Il presidente Arrigoni, infine, ha definito "gravi" le situazioni di deficit come quella dell'azienda sanitaria provinciale di Catania (ove sono confluite l'Asl 3 di Catania e l'azienda ospedaliera Gravina di Caltagirone) che nel 2009 ha registrato un passivo pari a 89 milioni, o come quella del Civico di Palermo (ora Arnas Civico) con un "buco" di 66 milioni e, infine, l'azienda provinciale di Messina (ove è confluita la Asl numero 5 di Messina) con un deficit di 52 milioni.

L'ESOSO 118 -
Secondo la relazione del Pg Giovanni Coppola, il servizio di emergenza 118 continua a costare "tantissimo" alla Sicilia. Se nel 2002 (secondo anno di attivazione del servizio) sono stati spesi circa 9 milioni di euro, nel 2009 la Regione ne ha spesi circa 87,5 soltanto per il personale e i mezzi. Da questa cifra sono escluse le spese generali, rimborsate a consuntivo "mentre dovrebbero essere invece rimborsate a percentuale".
In aumento anche i costi del personale di servizio e dei mezzi, progressivamente aumentati. "Secondo la convenzione stipulata originariamente tra Regione siciliana e Croce rossa italiana - ha precisato Coppola - il servizio 118 doveva essere assicurato con 157 ambulanze, di cui 10 in stand by, quindi con 147 mezzi circolanti". A fine 2009, però, le ambulanze ammontavano a "256 circolanti con equipaggio, oltre 10 senza equipaggio" per la sostituzione eventuale dei mezzi in caso di manutenzione o avaria. In aumento anche il personale addetto a ciascuna ambulanza, passato da 10 a 12 unità. Così nel 2008 gli autisti/soccorritori sono stati 3038 contro i 3083 del 2009, per un costo complessivo di 81.793.123 euro.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it]

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01 luglio 2010

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