I deputati dell'Ars guadagneranno un po' di meno...

Tetto di 11.100 euro per i parlamentari siciliani. Il M5S: "Una spending review alla siciliana molto, molto speciale"

12 dicembre 2013

Ieri sera l'Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera al "cuore" del ddl sulla spending review. Si tratta della riscrittura dell'art. 2.9 avvenuta nelle ultime ore e che, dopo una giornata di serrati confronti nella maggioranza, prevede la stabilizzazione del tetto massimo per lo stipendio dei parlamentari a 11.100 euro lordi. L'indennità e la diaria spettante ai deputati subirà la variazione dell'indice Istat del costo della vita. Finora ogni deputato regionale ha incassato circa 19 mila lordi. La riduzione, quindi, è di quasi 8 mila euro lordi al mese. Il Parlamento individuerà le cariche interne a cui spetterà un indennità di funzione nei limiti di 2.700 euro lordi mensili.

Al presidente della Regione e a quello dell'Ars spetterà un'indennità mensile lorda equivalente: "Così sapremo quanto guadagna il presidente della Regione", ha chiosato il numero uno dell'Assemblea Giovanni Ardizzone che si è speso molto per il recepimento dello spirito delle previsioni del decreto Monti.
Il testo di legge ha subito un'accelerazione con la rapida approvazione dei successivi articoli. Il voto finale al ddl è previsto la prossima settimana.

Ai parlamentari regionali nominati assessori è attribuita una indennità aggiuntiva per la carica di assessore pari all'indennità di funzione che spetta al presidente di commissione legislativa permanente dell'Ars. Agli assessori regionali che non siano deputati spetta un trattamento economico omnicomprensivo di 11.100 euro lordi.
Bocciati gli emendamenti del M5S che proponeva la riduzione delle indennità da 11.100 a 8.500 euro e del Pd.
Per il presidente dell'Ars si è così adottata una linea di rigore che introduce i criteri del decreto Monti. Non è così secondo il Pd e il M5S che si sono opposti all'emendamento perché non prevede espressamente l'applicazione del decreto Monti, ma solo l'adeguamento. La questione che separa i due schieramenti è se fare riferimento o meno al decreto 174, la legge Monti, cosa che farebbe perdere di autonomia l'Ars, adeguandola ad un qualsiasi consiglio regionale. In ogni caso gli importi, commenta Ardizzone, "non si discostano dal decreto Monti e dalle altre regioni".

"Non ci credevate, vero? Per troppo tempo siamo stati autolesionisti, abbiamo sbagliato la comunicazione esterna. Alla stampa siciliana dico: dobbiamo volerci più bene, da oggi si cambia" ha detto ai cronisti il presidente Ardizzone. "Potevamo approvarlo prima questo ddl - ha aggiunto Ardizzone - Grazie a presidente commissione, e a tutti i capigruppo. 11.100 lordi, la massima somma 13.800 per presidente Ars e e presidente Regione. Ci siamo rigidamente attenuti a contenuti decreto Monti". Ardizzone quindi ha lanciato un appello ai deputati dei Cinquestelle: "Non potete non votare questa legge".

Ma i 5stelle sono stati molto critici. "Questa legge passera alla storia dell'Assemblea come la legge Savona-Ardizzone. Voi avete cotto, servito e mangiato la pietanza e noi siamo solo spettatori. I nostri emendamenti sono stati sistematicamente bocciati o dichiarati inammissibili". Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri ha praticamente bocciato in aula la legge sulla spending review, ad un passo dall'approvazione.
"La tanto invocata specialità della nostra regione quale strumento per far valere le peculiarità della Sicilia - ha affermato - è stata mandata in soffitta dal Parlamento, che decide invece di essere speciale rispetto al resto delle regioni sul mantenimento dei privilegi. Il Palazzo vince ancora su tutto e su tutti e così si tiene fermo l'agganciamento al Senato, mentre il decreto Monti per amor di pace diventa una cifra al momento indecifrabile:11.100 per indennità e diaria, la cui determinazione viene demandata al Consiglio di presidenza dal quale il movimento 5 Stelle rimane ancora escluso. Chissà perché. Non indifferente sarà infatti quale parte costituirà la diaria esente da tasse e quale parte l'indennità invece tassata. Nessuna rendicontazione sulla diaria che verrà così erogata così come accade ad oggi a prescindere dalle effettive spese sostenute dal deputato per il vitto e l'alloggio a Palermo".

"L'unica soddisfazione - ha continuato Cancelleri - l'allineamento a quanto stabilito in conferenza Stato-Regioni per quanto concerne le spese dei gruppi parlamentari che da 2400 mensili passano ad €. 700 mensili per deputato. Nessun tetto massimo agli stipendi del personale della Regione e dell'Assemblea, come voluto dal Movimento, viene posto in essere, come se il costo del funzionamento della macchina burocratica regionale fosse legato ai compensi dei deputati che anche in questa circostanza sono stati bravi ad aggirare l'ostacolo. Solo una timida riduzione del 10% quale contenimento della predetta spesa, cifra ancora più bassa di quella voluta dallo stesso Savona. Scandalosa invece appare l'esclusione dei reati quali 416, 416 bis, 416 ter dalle cause di esclusione non solo dalla vita pubblica ma anche dalla erogazione a vita dei vitalizi e trattamento pensionistico. Una spending review alla siciliana molto, molto speciale".

[Informazioni tratte da AGI, ANSA, Adnkronos/Ign, Sicilia5stelle.it]

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12 dicembre 2013

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