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I francesi in Europa hanno mandato i fascisti

Marie Le Pen trionfa in Francia. In Gran Bretagna vincono gli euroscettici, mentre in Grecia Syriza è il primo partito

26 maggio 2014

Questa mattina il presidente francese Francois Hollande ha convocato i suoi ministri in una riunione all’Eliseo per "trarre le conseguenze" dei risultati del voto europeo che ha visto il Front National di Marine Le Pen uscire vincitore e il Partito socialista conquistare solo il terzo posto.

Quello del partito della Le Pen è stato un vero e proprio boom, al primo posto con il 25% dei consensi (24 seggi in europa), seguiti dai gollisti dell'Ump al 21%. In netto calo i socialisti di Hollande poco sopra il 14%, per quello che è il peggior risultato della storia.
Le richieste politiche (interne) di Marine Le Pen non si sono fatte attendere: la Le Pen ha chiesto al presidente Hollande di procedere allo scioglimento dell'Assemblea nazionale dopo lo storico risultato del suo partito, che ha visto quadruplicare i voti rispetto alla ultime europee.

Il premier Manuel Valls ha però escluso lo scioglimento dell’Assemblée Nationale e le dimissioni del suo governo. "Un mandato è stato affidato per 5 anni. Il quinquennio deve arrivare a compimento", ha dichiarato, confessando di "non essere sorpreso" dal risultato di ieri sera e sostenendo che - malgrado l’impegno profuso - "probabilmente" sarebbe stato impossibile modificare la direzione in cui si stava andando: "In otto settimane non si cambia uno stato d’animo", ha dichiarato alludendo al risultato delle recenti municipali. Per il premier l’esito del voto va attribuito alla "collera contro le istituzioni europee" unita "all’astensione degli elettori socialisti".

Collera contro le istituzioni europee che si è registra nettamente un po’ tra tutti i paesi dell’Unione. In Gran Bretagna, ad esempio,  i voti scrutinati collocano il partito Ukip di Nigel Farage al 29 per cento, il che equivale a 22 seggi "euroscettici" nel nuovo Parlamento europeo.
Farage ha teso una mano al Movimento 5 Stelle: "Vorrei incontrare Beppe Grillo e discutere con lui delle nostre politiche che hanno molto in comune", ha dichiarato. "Ora è tempo che la Gran Bretagna divorzi dall'Unione europea", sono però state le prime parole pronunciate dal leader dell'euroscettico, al suo arrivo al municipio di Southampton, Inghilterra del sud-est. "Abbiamo atteso per anni questa vittoria", ha aggiunto, sottolineando che spera si vada ora verso un "divorzio amichevole" del Regno Unito dall'Ue. Si è compiuto quindi il "terremoto politico" che Farage aveva più volte pronosticato.

In Germania l'Union della cancelliera Angela Merkel ha retto: 36% per la Cdu/Csu. Buoni i numeri anche per i socialdemocatici della Spd, oltre il 27% (+6%). Poi ci sono i Verdi al 10% e la Linke quasi all'8%, stabile. Un dato inedito riguarda gli anti-Ue dell'Afd (Alternative fuer Duetschland) che sarebbero al 7% mentre i neo-nazisti dell'Npd, intorno all'1% entreranno per la prima volta a Strasburgo.

Numeri ottimi per Alexis Tsipras, con il partito Syriza primo in Grecia con il 26% delle preferenze. Il leader greco ha parlato di risultati che "sconfessano" il governo Samaras e le sue politiche di austerità, invocando le elezioni politiche anticipate.
Buona affermazione anche per Alba Dorata: la formazione neonazista sarebbe attorno al 9%.

In Spagna ha sostanzialmente perso il bipartitismo. Pp e Psoe sono stati "puniti" dagli elettori. All’indomani delle elezioni europee, El Pais ha sottolineato come "i due principali partiti spagnoli, che hanno governato il Paese ininterrottamente dal 1977, hanno ottenuto il peggiore risultato della storia democratica", fermandosi "leggermente sotto il 50%". Hanno perso, si legge ancora sul sito spagnolo, più di cinque milioni di voti rispetto alle elezioni europee del 2009, quando ottennero l’80% dei voti.
Sorpresa autentica la nuova formazione "Podemos", movimento di sinistra nato nei mesi scorsi e guidato dal 36enne Pablo Iglesias, professore di scienze politiche all'Università di Madrid che al loro esordio avrebbero conquistato 5 eurodeputati con 1,2 milioni di voti.

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26 maggio 2014
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