I fratelli Lombardo non verranno arrestati

L'inchiesta sui rapporti fra mafia e politica: "I provvedimenti richiesti non riguardano il presidente Lombardo e il fratello"

05 agosto 2010

La Procura della Repubblica di Catania ha "ultimato l'esame e la valutazione delle posizioni dei singoli indagati" nell'inchiesta su presunti rapporti tra mafia, imprenditori e politica in cui risulta indagato anche, per concorso esterno all'associazione mafiosa, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Lo si apprende da fonti giudiziarie che commentano le indiscrezioni riportate ieri da alcuni giornali (LEGGI). Secondo quanto trapelato sono partite "conseguenti richieste" all'ufficio del Giudice per le indagini preliminari.
Le stesse fonti confermano che le richieste di provvedimenti sulle quali dovrà decidere il Gip Luigi Barone non riguardano né il governatore né suo fratello Angelo, deputato nazionale del Movimento per le autonomie.

La decisione sarebbe stata adottata all'unanimità dai magistrati che hanno concluso l'inchiesta: il procuratore capo Vincenzo D'Agata, gli aggiunti Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patané, e i magistrati della Dda Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Santonocito.
La decisione dei magistrati ruota attorno alla sentenza della Cassazione che ha disposto l'assoluzione dell'ex ministro Calogero Mannino stabilendo che per configurare il concorso esterno all'associazione mafiosa serve una prova sul "contributo determinante e consapevole" dell'indagato nell'aiutare i clan. Elemento che evidentemente, allo stato, la Procura ritiene non evidenziato con certezza dalle indagini dei carabinieri del Ros nei confronti dei due indagati, parlando invece di "condotte moralmente deprecabili". Le fonti della Procura definiscono "elaborazione giornalistica ogni differente informazione o notizia" come quella di una imminente richiesta di rinvio a giudizio.

L’indagine, vogliamo ricordare, è scaturita da un corposo rapporto dei Ros e riguarda presunti contatti tra uomini del partito fondato da Lombardo, il Movimento per l’Autonomia (Mpa), ed alcuni boss del clan Santapaola.
"Il governatore – come ha ricordato ieri il Fatto Quotidiano - ha sempre respinto ogni accusa e secondo alcune indiscrezioni, tra i titolari dell’inchiesta, è prevalsa la linea dei magistrati vicini al procuratore Capo di Catania Vincenzo D’Agata in netta contrapposizione con il magistrato antimafia Giuseppe Gennaro, ex presidente nazionale dell’Anm. Per questo, a differenza degli altri 70 indagati, la posizione del presidente della Regione potrebbe essere valutata in tempi più lunghi, verso febbraio 2011, che è anche la data prevista per la successione al posto di procuratore Capo. In quel mese matureranno i requisiti per la candidatura dell’avvocato generale Salvatore Scalia, consuocero del potente imprenditore Virlinzi, che insieme all’editore Mario Ciancio è una delle persone più influenti nel capoluogo etneo".

La prima reazione alle nuove notizie sulle indagini, Raffaele Lombardo le ha affidate al proprio blog: "Leggo con comprensibile soddisfazione la notizia dell’agenzia Ansa, che citando fonti della Procura di Catania, fa chiarezza su una vicenda devastante dal punto di vista umano e politico. La strumentalità politica è stata sempre evidente e l’obiettivo altrettanto palese: colpire le scelte innovative e  riformiste del Governo regionale. Tutto ciò conferma che le notizie evidentemente false e le relative anticipazioni, rivelatesi quantomeno avventate (su cui indagano la Procura di Catania e quella di Messina), sono state create ad arte da chi si è adoperato con ogni mezzo per la caduta del Governo regionale e lo scioglimento anticipato dell’Assemblea Siciliana. Da oltre quattro mesi si è cercato di demolire la mia onorabilità e la mia credibilità attraverso artate ricostruzioni che  costituiscono la puntuale esecuzione di di quella manovra delittuosa di cui  riferisce già nell’aprile 2008 Carmelo Frisenna; manovra che ho ripetutamente denunciato sia in sede di Commissione Nazionale Antimafia che al Parlamento siciliano e su cui si dovrà fare piena luce. Adesso si va avanti con rinnovato vigore nel percorso di profondo cambiamento che il governo regionale ha avviato  e sul quale intende procedere. Sempre pronto a rendere conto di ogni mio atto e a confutare ogni contestazione per qualsivoglia mio comportamento".

[Informazioni tratte da Ansa, LiveSicilia.it, Raffaelelombardo.it]

- Raffaele Lombardo indagato per mafia! (Guidasicilia.it, 29/03/10)

- Si allarga l’indagine che coinvolge Raffaele Lombardo (Guidasicilia.it, 31/03/10)

- Arrestate subito Raffaele Lombardo! (Guidasicilia.it, 12/05/10)

- Il fratello del governatore si difende: "Non sono mafioso" (Guidasicilia.it, 18/05/10)

 

 

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05 agosto 2010

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