I Novemilioni studenti d'Italia

Verso la conclusione il rientro a scuola degli studenti italiani, tra riforme attuate e riforme mancate

16 settembre 2005

Per gli studenti siciliani è questo l'ultimo weekend di vacanza, lunedì prossimo infatti (19 settembre), gli studenti della Sicilia insieme a quelli della Basilicata, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna e Veneto ritorneranno sui banchi di scuola raggiungendo chi già c'è ritornato lo scorso 12 settembre e aspettando i ragazzi della Liguria che rientreranno nelle scuole giorno 20 settembre.
In tutto si raggiungerà la cifra di nove milioni di studenti: 7.711.600 nelle scuole statali e 1.017.200 in quelle non statali.
La scuola dell'infanzia accoglierà 1.617.169 bambini (+3,01%, un aumento dovuto anche alla presenza di immigrati), l'elementare o primaria, come si chiama ora, 2.728.945 (+0,68), la media 1.728.910 (-1,71) e la scuola superiore 2.653.776 (+0,76).
Per gli studenti immigrati mancano dati aggiornati. Lo scorso anno erano 361.576, dei quali il 9,4% risultava iscritto a scuole non statali.

Per il ministro dell'istruzione Letizia Moratti questo sarà il quinto anno scolastico, e la riforma del primo ciclo (materne, elementari e medie) procede. Ci sono ancora cose da definire.
Manca, ad esempio, il regolamento del nuovo esame di Stato. Sulla figura del tutor è aperto il contenzioso con i sindacati. Molte scuole si sono viste censurare dal garante della privacy il proprio modello di ''portfolio'', che sostituisce la scheda.
L'anticipo ha funzionato: quest'anno se ne avvarranno 45 mila alunni. Sono partiti lo studio dell'inglese e l'informatica.
Entro il 17 ottobre, data di scadenza della delega del governo, il ministro intendeva poi approvare definitivamente il decreto di attuazione della riforma delle superiori, insieme a quello sulla formazione universitaria dei docenti. Ma il parere delle regioni, per quanto non vincolante ma molto importante per il governo, ha bocciato l'avvio di questo ''secondo ciclo''.

Diciassette Regioni hanno chiesto lo stop di almeno un anno alla sperimentazione del secondo ciclo dell'ordinamento scolastico, quello dei licei secondo la riforma Moratti, divisi in otto percorsi diversi, dal liceo tecnologico a quello artistico, passando per quello economico, scientifico, linguistico e musicale e classico,  tecnologico.
Un parere negativo motivato da alcuni governatori con l'oggettiva impraticabilità della sperimentazione scolastica per gli istituti statali del proprio territorio, criticatando l'incertezza dell'attuazione e la mancanza di una cornice legislativa che orienti istituti e famiglie in questo passaggio dal vecchio al nuovo sistema formativo.
Altre Regioni hanno aggiunto anche un giudizio negativo sui contenuti stessi della riforma che penalizzerebbe socialmente le famiglie costrette a scegliere il percorso professionale.
Di parere contrario quattro governatori (quelli delle regioni rimaste ai partiti della maggioranza di governo), convinti che la riforma targata Moratti dovesse invece essere accolta positivamente dalla conferenza.

Quindi, per le famiglie italiane rimangono invariate le modalità di iscrizione dei figli alle scuole superiori, come invariate rimarranno le strutture dei corsi, in una Scuola comunque in trasformazione, che vede un aumento di decine di migliaia di nuovi iscritti, dei quali un numero maggiore al Nord e sempre meno al Sud.
Nell'anno scolastico appena iniziato, ci saranno infatti nelle scuole statali settentrionali 46 mila studenti in più rispetto all'anno passato, mentre in quelle del Mezzogiorno saranno oltre 33 mila i banchi destinati a rimanere vuoti.
A registrare il fenomeno di migrazione degli studenti dal Sud al Nord della penisola è Tuttoscuola.com, secondo il quale nell'ultimo decennio la diminuzione del numero di alunni - e quindi di classi e di docenti - avvenuto nel Meridione (-220 mila unità, pari al -6% della popolazione scolastica meridionale del 1995) si è di fatto opposto all'incremento di studenti al Nord (+166 mila, pari al +6,3%), alimentato soprattutto dal maggior numero di studenti stranieri.

Secondo di dati di della rivista il decremento al Sud e nelle isole negli ultimi dieci anni è stato del: 3% degli iscritti nella scuola dell'infanzia, del 12%-14% nelle scuole primarie, del 12-13% nelle scuole secondarie di primo grado.
Gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado beneficiano, invece, in tutto il Paese degli effetti dell'innalzamento dell'obbligo scolastico che dal 1999-2000 ha determinato incrementi di iscritti ovunque (+30 mila iscritti nel nuovo anno scolastico).
Ovviamente i banchi vuoti generano chiusura di classi e quindi cancellazione di posti di docente: per quest'anno scolastico, anche contando le immissioni in ruolo di inizio anno e le verifiche, è stimabile, una riduzione di circa 1.500 posti di docente tra Sud e Isole.
Una tendenza, aggiunge la versione online del mensile scolastico, destinata a continuare almeno per i prossimi cinque anni. Ad esempio nell'anno scolastico 2010-2011, in base ai dati Istat sempre analizzati dal mensile Tuttoscuola, nella ex-scuola media vi sarà in Italia un decremento complessivo di oltre 56 mila studenti, pari al -3,4%, concentrato ancora una volta al Sud e particolarmente nelle isole.
Perdite che verranno compensate dal Nord dove, negli stessi 5 anni vi sarà un aumento, nelle ex-scuole medie, di 39mila alunni, e dal Centro, soprattutto nelle scuole primarie, con 32 mila alunni in più.

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16 settembre 2005

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