I Patronati si difendono dagli attacchi del ministro dell'Economia Giulio Tremonti

''Il nostro lavoro fa valere i diritti dei Cittadini''

11 ottobre 2005

Riceviamo dall'Ufficio Stampa  del Ce.Pa c/o Inas-Cisl e pubblichiamo...

Centro Patronati (Ce.Pa.: Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil)

Il nostro lavoro fa valere i diritti dei Cittadini
Il presidente del Ce.Pa, Giancarlo Panero: ''Non siamo finanziati dallo Stato''


In seguito alle dichiarazioni rilasciate lo scorso 8 ottobre, a Capri in occasione dell'incontro con i Giovani di Confindustria, dal ministro dell'Economia Tremonti contro i patronati, siamo costretti - ancora una volta - a fare precisazioni sul nostro ruolo e la nostra attività.
Come abbiamo spiegato più volte, non siamo finanziati dallo Stato, ma dai contributi versati agli enti previdenziali da lavoratori autonomi e dipendenti. Su questi versamenti si opera uno storno dello 0,226% che costituisce il fondo per i patronati. Tali risorse vengono poi ripartite in base alle attività certificate dagli ispettori del ministero del Lavoro.
E' chiaro che questo finanziamento non ricade in alcun modo sulla spesa pubblica. Senza contare il fatto che buona parte della nostra attività è legata all'informazione e all'assistenza per l'utenza, un tipo di lavoro che non è finanziato dal fondo.

Inoltre, il nostro lavoro è fondamentale per il supporto alla Pubblica amministrazione: la verità è che se effettivamente avvenisse un passaggio di gestione delle attività dal patronato alla pubblica amministrazione, quest'ultima non sarebbe concretamente in grado di garantire il necessario livello di informazione e assistenza, in particolare ai più deboli. Con buona pace di coloro la cui attività - in questo campo - è a pagamento, mentre la nostra è gratuita.
Il nostro ruolo di assistenza, informazione e soprattutto tutela degli utenti, delle persone più bisognose è dunque imprescindibile. La rappresentanza ''di parte'' (per il lavoratore nei confronti degli enti previdenziali) è un diritto di tutti i cittadini. Lo conferma il fatto che l'esistenza di istituti di patronato - definiti come organizzazioni private di pubblica utilità - è prevista dall'articolo 38 della Costituzione e confermata da una sentenza della Corte Costituzionale.
Parlare di liberalizzazione per i patronati è dunque un controsenso, un inutile attacco di chi - negando l'evidenza - ci ritiene enti inutili. Senza comprendere che, senza organismi come i patronati, lo Stato sociale ne uscirebbe indebolito, meno democratico poiché non a tutti sarebbe concesso di esigere i propri diritti, attraverso il lavoro che noi portiamo avanti ogni giorno, al servizio di tutti i cittadini.

GianCarlo Panero
Presidente Ce.Pa.
Presidente Inas-Cisl

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11 ottobre 2005

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