I precari della pubblica amministrazione siciliana...

Il governo Letta "ha fatto tutto ciò che era in suo potere" e i leghisti protestano

23 dicembre 2013

"Non ci sono problemi per la norma che riguarda i precari della pubblica amministrazione contenuta nella Legge di stabilità". Il ministro per la Funzione pubblica Gianpiero D'Alia, in visita a Palermo, ha parlato dei provvedimenti inseriti nella legge di Stabilità che consentono la proroga dei contratti degli oltre 24 mila precari degli enti locali siciliani.
"Il Governo - ha aggiunto - ha voluto adeguare al massimo la normativa che abbiamo approvato qualche mese fa con il decreto di razionalizzazione della pubblica amministrazione, alla condizione particolare della Regione siciliana e credo che oggi si siano realizzate condizioni per superare il precariato nelle P.a. e stabilizzare questi lavoratori che stanno in questa condizione di incertezza da quasi 20 anni. Credo ci siano tutte le condizioni perché questo avvenga senza aumentare la spesa pubblica, facendo tagli laddove ci sono sprechi e razionalizzando le risorse, facendo sì che tutto questo avvenga nell'arco di un triennio".

"La Regione oramai non ha più alibi e deve fare questo lavoro che non ha fatto in passato, aggravando la situazione del precariato siciliano. La Regione deve fare la sua parte, il governo centrale ha fatto tutto ciò che era in suo potere e anche di più, ora spetta alla Regione, nell'autonomia del parlamento regionale, ci auguriamo che si approvi la legge che adegua la disciplina del decreto 101 e le norme che saranno approvate definitivamente lunedì prossimo al Senato, la legge di Stabilità, al contesto siciliano". "No alla macelleria sociale. È il nostro impegno e apriremo un tavolo tecnico con alcuni delegati del sindaco di Palermo e i dirigenti della Funzione pubblica, per soluzione che servono agli enti locali della Sicilia. I precari siciliani per la prima volta possono avere un percorso certo di stabilizzazione, senza la necessità di fare anticamera nelle segreterie di qualche politico. Nel decreto 101 e nella legge di stabilità la condizione per poter utilizzare questi benefici per il superamento del precariato è che non si facciano più contratti di questo tipo, che sono politicamente criminali", ha aggiunto.

L’azione governativa per i precari siciliani non è piaciuta ai leghisti che, tramite il quotidiano del loro partito, hanno evidenziato la propria contrarietà. "Il Clan dei Siciliani". Così recita la prima pagina del quotidiano La Padania di oggi, che mostra in apertura i volti di Letta, Saccomanni e dello stesso D'Alia, imputando al ministro per la Pa la proroga dei contratti dei precari siciliani, definita ''l'ennesima regalia di una legge di stabilità dove la lobby del sud ha fatto la parte del leone''.

''Ringrazio gli amici de 'la Padania' per la bella prima pagina che mi hanno voluto riservare oggi. La critica politica non mi spaventa, anzi credo che in certe occasioni sia necessaria e aiuti a crescere: ma il fotomontaggio del quotidiano leghista, quella rappresentazione stereotipata e grottesca della Sicilia e dei siciliani, non è critica politica, ma solo propaganda rozza e volgare''. Così sul suo profilo Facebook il ministro D'Alia commenta la prima pagina del quotidiano. ''Con la stessa franchezza - conclude D'Alia, che 'posta' sul suo profilo la prima pagina della Padania - voglio dire loro che è meglio spendere i soldi per il lavoro che per comprare diamanti, barche e lauree finte''.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

23 dicembre 2013

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia