I ragazzi corleonesi insieme in un grande corteo per dimostrare di saper distinguere il bene dalla mafia

28 novembre 2007

''Riina o Schirò?'' ha chiesto, da una panchina trasformata in un improvvisato palco, il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo. E le centinaia di studenti, scesi in strada ieri mattina per dire che ''i corleonesi non sono tutti uguali'', non hanno avuto dubbi. In coro, più volte, hanno risposto: ''Schirò'', dimostrando che, tra la prepotenza e la violenza del capomafia, e il coraggio e l'onestà del poliziotto Biagio Schirò, personaggio positivo della fiction di Mediaset su Riina, 'Il capo dei capi', loro scelgono il bene.
''Questa è la risposta che Corleone dà a chi dice che i giovani qui si riconoscono in Riina'', ha commentato Iannazzo, che non ha tuttavia negato, che la presenza di tanti adolescenti, nella piazza intitolata ai giudici Falcone e Borsellino, sia dovuta anche alla presenza di Daniele Liotti, l'attore che nella fiction interpreta appunto Schirò, unico personaggio inventato del telefilm.
''Ciò non toglie nulla al successo della nostra manifestazione - ha voluto aggiungere -. I ragazzi hanno accolto Liotti con entusiasmo, dimostrando di avere ben chiara la positività del ruolo che interpreta. Se, anche in futuro, uniremo la forza della tv e il sentire comune dei corleonesi, davvero, arriveremo a grandi risultati''.

E l'attore romano è stato letteralmente travolto da una folla di ragazzi. ''Non mi aspettavo una cosa simile: mi tremano le gambe'', ha detto Liotta, strattonato dai fans che gli scattavano foto con i cellulari. L'attore ha difeso con forza la fiction, accusata di evocare nei giovani un'immagine positiva del capomafia. ''Il regista - ha spiegato l'attore - ha scelto di raccontare Cosa nostra dal punto di vista dei 'cattivi': per questo i personaggi negativi sono più approfonditi. Il messaggio, però, è chiaro: tutti insieme contro la mafia''.
E al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che l'altro ieri aveva giudicato la trasmissione prodotta da Mediaset ''diseducativa'' e aveva detto che lui l'avrebbe sospesa, l'attore ha detto: ''Spegnere la tv non serve. Mastella dia risposte più serie e intelligenti, ad esempio, inserendo nelle scuole materie che spieghino cos'è la mafia e chi sono gli eroi che l'hanno combattuta''.

E gli studenti di Corleone cosa è la mafia sembrano saperlo. ''Riina è cattivo'', ha detto Antonino, 11 anni, alunno della V elementare che esibisce fiero la maglietta distribuita ai ragazzi con la scritta 'Non voglio essere mafioso'. ''E' un uomo che ha fatto cose cattive, che ha ammazzato persone buone''. Del rischio che la fiction possa condizionare negativamente i più piccoli ha parlato, invece, Giovanni, 17 anni, studente dell'istituto Agrario. ''Noi 'grandi' - ha detto ai giornalisti - conosciamo la storia e sappiamo dove sta il bene, ma i ragazzini potrebbero essere attratti dal potere e dal denaro conquistati da Riina''. ''Ciò non vuol dire che la tv sia da censurare - ha concluso - Magari, in questo caso, dovrebbero essere le famiglie ad aiutare i bambini a dare la giusta interpretazione a ciò che vedono''. [La Sicilia]

- Cattiva maestra... fiction (Guidasicilia.it)
- Di fiction in fiction... (Guidasicilia.it)

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28 novembre 2007

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