I ricercatori Ketos e quelli dell'Università di Catania avviano il monitoraggio dei cetacei nel Tirreno meridionale

27 luglio 2010

Ricercatori dell’Associazione Scientifica Ketos e dell’Università di Catania, sono imbarcati a bordo dei traghetti della Grimaldi Lines lungo la rotta Catania-Civitavecchia, per il monitoraggio di cetacei. Già dai primi survey sono stati realizzati numerosi avvistamenti di diverse specie (tra cui stenelle, tursiopi, capodogli, grampi e delfini) e di centinaia di esemplari.
I ricercatori siciliani, imbarcati dal porto di Catania, per tutto l'anno esploreranno una delle regioni marine meno conosciute in Italia, scopo principale della campagna di monitoraggio è, infatti, quello di incrementare le conoscenze delle popolazioni di cetacei dei mari dell’Italia meridionale.
Molte specie di cetacei che vivono nei nostri mari sono protette da leggi nazionali o accordi internazionali. Queste normative richiedono informazioni e programmi di monitoraggio anche al fine di attivare azioni specifiche di tutela e conservazione.

Il gruppo di ricerca entra così nel network Italiano di monitoraggio coordinato dall’ISPRA. Dal 2007, infatti, il Dipartimento Difesa della Natura, ha attivato un network con una rete di enti per realizzare un progetto di monitoraggio dei cetacei in simultanea e su larga scala che copre ad oggi i mari che vanno dal Tirreno al Mar Ligure occidentale. I diversi gruppi di ricerca, che sono responsabili per una o più tratte, sono: Università di Genova e Fondazione CIMA per la Savona-Bastia e Nizza-Calvi; Università di Pisa per la Livorno-Bastia; Accademia del Leviatano - Fondazione CARICIV, Università La Sapienza di Roma per la Civitavecchia-Golfo Aranci. La rete in Italia è destinata ad ampliarsi e parteciperà al network europeo che condivide la metodologia e i dati raccolti.
Il progetto si avvale della preziosa collaborazione della Corsica-Sardinia Ferries e, dal luglio 2010, della Grimaldi Lines che ospitano i ricercatori a bordo delle proprie navi; anche Confitarma ha una parte attiva nel programma. Il metodo è relativamente semplice ed economico ma efficace: dai 2 ai 4 ricercatori esperti si imbarcano settimanalmente su alcune rotte fisse trans-regionali percorse da navi o traghetti di linea registrando la presenza delle diverse specie di cetacei incontrate, tutti i dati ambientali ed il traffico nautico. I risultati disegnano nel tempo tanti fotogrammi, che indicano quali specie sono più frequenti e dove e come cambia la situazione nel corso dei mesi e degli anni. Informazioni che permettono di "monitorare" sincronicamente e spazialmente lo stato delle popolazioni, correlandolo ai diversi fattori antropici ed ambientali che possono influenzare la presenza di questi animali, i loro ritmi migratori ed il loro diverso utilizzo degli habitat. Inoltre, il monitoraggio permette di individuare, lungo le principali rotte commerciali (le autostrade del mare) quali sono le aree ad alta densità di cetacei. La mappatura di queste aree permetterà, insieme a determinati comportamenti di navigazione, di prevenire collisioni tra le navi e le grandi balene.

 

 

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27 luglio 2010

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