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I Siciliani sono dei coglionazzi...

Il professor, emerito, Richard Lynn sostiene che i Meridionali sono i meno intelligenti d'Italia

17 febbraio 2010

"Gli italiani del Settentrione sono più intelligenti dei Meridionali, e questo spiega statura, mortalità infantile e istruzione nel Meridione d'Italia".
Questa è in soldoni la teoria di Richard Lynn, professore emerito di psicologia all'Università dell'Ulster, già noto per le sue tesi controverse su razza ed intelligenza.

L'anno scorso lo studioso ha pubblicato uno studio sulla rivista Intelligence che chiama in causa direttamente il nostro Paese. Il titolo è: "In Italy, north-south differences in IQ predict differences in income, education, infant mortality, stature and literacy" ("Le differenze nel QI tra nord e sud Italia corrispondono a differenze nel reddito, educazione, mortalità infantile, statura e alfabetizzazione"). Ecco la teoria: il sud Italia è meno sviluppato del nord perché i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Anzi, mentre nel nord Italia il quoziente intellettivo è pari a quello di altri Paesi dell'Europa centrale e settentrionale, più si va verso sud più il coefficiente si abbassa. La causa, spiega Lynn, è "con ogni probabilità da attribuire alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del nord Africa". In sintesi, nel sud Italia, sostiene l'emerito professor, "la qualità del cibo è più scadente, si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce 'figure di spicco' nelle arti e nella politica"... Mah?
Evidentemente l'emerito Lynn non ha avuto il tempo di scorrere l'annuario dell'accademia di Stoccolma, perché in quel caso si sarebbe accorto del premio Nobel per l'Economia e di quello per la Fisica assegnati ai romani Franco Modigliani ed Enrico Fermi, quello per la medicina assegnato al catanzarese Renato Dulbecco o di quelli per la letteratura ai siciliani Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo.

Insomma, l'emerito professor Lynn liquida con un niente secoli di studi sulla questione meridionale teorizzando che al pari della statura, dell'istruzione e del reddito, da nord a sud l'intelligenza media della popolazione scenda fino a toccare il punto più basso in Sicilia (QI 89). Dunque, i più intelligenti d'Italia, secondo Lynn, sono concentrati in Friuli (QI 103).
Oltretutto spesso, nella sua relazione, l'emerito professor Lynn, usa suoi precedenti studi come fonte... Mah?

Roberto Cubelli, presidente dell'Associazione italiana di psicologia, ha criticato lo studio per i "gravi limiti teorici, metodologici e psicometrici (inadeguatezza degli strumenti di misura, arbitrarietà della procedura di analisi, mancata definizione di intelligenza), attualmente in discussione presso la comunità scientifica". Inoltre Cubelli attacca lo studioso irlandese per l'uso di "modelli teorici che si sono già rivelati falsi e ingiustificati e che possono legittimare comportamenti individuali e scelte politiche di impronta razzista e di discriminazione sociale".
Insomma, fare affidamento all'emerito professor Lynn è come eleggere, come primo consigliere di un ministro degli interni, un ferreo sostenitore, oggi, delle teorie di Cesare Lombroso.
Certo, c'è da dire che l'emerito professor Lynn, che siede nel comitato editoriale di Intelligence, non è nuovo a teorie discutibili: negli anni '70 sostenne che gli abitanti dell'Estremo Oriente sono più intelligenti dei bianchi e nel 1994 nel libro "La curva a campana" teorizzò che nella popolazione di colore, una pigmentazione più chiara corrisponde a un quoziente intellettivo più alto, derivato proprio dal mix con i geni caucasici, teoria rafforzata nel 2002, con "Skin color and intelligence in African America" dove sostiene che i neri americani chiari siano più intelligenti a causa della loro mescolanza con i bianchi.

Be', noi pensiamo che sarebbe veramente da stupidi replicare alle affermazioni emerite del professor emerito. Aspettiamo solo il prossimo, illuminante saggio antropologico che la rivista Intelligence sicuramente gli pubblicherà.

[Nella foto l'emerito professor Richard Lynn]

 

 

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17 febbraio 2010
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