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I tempi che cambiano

I tempi cambiano e con essi le vite delle persone: è sempre avvenuto, perché stupirsene?

07 settembre 2005


 



Noi vi segnaliamo...
I TEMPI CHE CAMBIANO
di André Téchiné

Antoine vuole riconquistare Cécile, che non vede da trent'anni ma che ama sempre 'à la folie'. Cécile si è risposata e l'ha dimenticato. Vive a Tangeri con il marito ed ha un figlio, che vive a Parigi con una ragazza marocchina. Riflessione su quanto e come ci cambi il tempo, che a sua volta cambia, attraverso la storia di due amanti che dopo trent'anni si ritrovano a Tangeri. I due sono madame Deneuve e monsieur Depardieu, le due D maiuscole del cinema d'Oltralpe. Dietro la macchina da presa André Téchiné.


Distribuzione Mikado
Durata 90'
Regia André Téchiné
Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Gilbert Melki, Malik Zidi
Genere Drammatico


I tempi cambiano: nessuna novità
Il destino di un pugno di personaggi si appresta a cambiare: laddove le loro vite sembrano vincolate da lacci e lacciuoli, limiti di natura diversa (il lavoro, la carriera, la famiglia, l'amore), questi si rivelano in definitiva tutti apparenti, si dissolvono presto e il mutamento delle condizioni, in un periodo di cambiamenti ben più radicali che investono il mondo, avverrà con naturalezza disarmante.
In un Marocco al bivio due culture si intrecciano o si distanziano a seconda dei casi (Antoine, francese, è disposto a servirsi della stregoneria locale per riconquistare Cécile e curare il suo malessere interiore; Samy, mezzo sangue, si guarda bene dal farsi cauterizzare, con un metodo empirico, la ferita provocata dal morso di un cane), si guardano con sospetto, mettono in gioco l’intimo o si respingono con freddezza.

Téchiné muove le fila di queste storie con impassibilità a tratti glaciale; la mobilissima camera a mano batte forse troppe strade e sembra non (voler) intaccare la patina iconica dei due attori principali; i disagi amorosi e familiari si ingarbugliano ma suonano sempre come meri inconvenienti tanto che alla fine la corte estenuante di un vecchio amore, un figlio che persevera nel suo disorientato stile di vita, l'abbandono di un marito, si affrontano con qualche lamentela, chiacchiere incrociate, al massimo un battibecco, subito sedato. E l'uscita dal coma del vecchio amante ritrovato verrà accolta da un sorriso sereno e un leggero incrociarsi di dita. I tempi cambiano e con essi le vite delle persone: è sempre avvenuto, perché stupirsene?

Luca Pacilio (Gli Spietati)

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07 settembre 2005
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