I voti alla squadra italiana

20 giugno 2002
In carrellata ecco i voti all'Italia: dal formidabile Cannavaro allo strapotere del bomber nerazzurro; da un Totti a intermittenza alla sorpresa Zanetti.

L'Italia nel Mondiale di Corea e Giappone ha disputato in tutto quattro partite. Trapattoni ha dunque schierato 4 volte la sua formazione scegliendo tra i 23 convocati. Vediamo di riassumere in poche righe un giudizio sommario e per forza di cose lacunoso e incompleto per ciascuno di loro.

Buffon: ha subito tanti gol per essere il portiere della squadra italiana (5 in 4 partite), ma su nessuno ha particolari colpe. Anzi, nella sfida con la Corea para un rigore mettendo in condizione di non partire in salita. Una conferma.
Toldo: ingiudicabile
Abbiati: ingiudicabile

Panucci: per la nazionale una scoperta. Ha giocato un po' dovunque tra difesa e centrocampo, sempre con ordine e senso della posizione. Ha commesso qualche errore, ma nell'arco delle 4 partite ci può stare.
Cannavaro: superbo. Anche quando gli è mancato il gemello (si fa per dire) Nesta (contro la Croazia) ha saputo reggere il peso della nostra difesa in ogni circostanza. Con la maglia della nazionale difficilmente sbaglia una partita. La sua assenza è pesata contro la Corea.
Nesta: se la gioca con Cannavaro in quanto a primo della classe in difesa. Solo che lui è stato più sfortunato. Preciso negli anticipi, pulito ed esteticamente bello da vedere in campo. Anche lui è mancato contro la Corea.
Maldini: il capitano ha molto sofferto questo suo quarto Mondiale. Malino le prime tre partite, cominciava a dare segni di ripresa contro la Corea. Se si fosse andati avanti, chissà…
Materazzi: impossibile non legare il suo nome al ricordo della brutta sconfitta contro la Croazia. Non ha avuto prove d'appello.
Iuliano: non è Nesta né Cannavaro, ma con la Corea fa il suo dovere senza mai farsi prendere dalla frenesia o dall'emozione dell'esordio Mondiale. Complessivamente sufficiente.

Coco: contro la Corea dà tutto se stesso ed esce dal campo bendato come una mummia. Sulla fascia è veloce a proiettarsi in avanti, ma in copertura si perde un po'. Comunque sufficiente.
Zambrotta: gran lavoratore come al solito, dà il meglio di sé nel 4-4-2, quando cioè non è chiamato a sorvegliare 100 metri di fascia. La sua uscita contro la Corea ci è costata parecchio.
Di Biagio: era partito per essere il regista arretrato della squadra azzurra, ha giocato solo 68'. Sfortunato lui, ma sfortunata anche tutta la squadra azzurra che ha dovuto fare a meno di lui.
Zanetti: con Tommasi protagonista di un grande crescendo. I due sono stati i migliori in campo contro il Messico e contro la Corea. Hanno tenuto in piedi il centrocampo azzurro e spinto il baricentro della squadra verso la porta avversaria. Hanno fatto pesare il meno possibile l'assenza di Di Biagio.
Tommasi: vedi Zanetti
Di Livio: il decano dello spogliatoio ha sempre fatto il suo dovere quando è stato chiamato a tappare delle falle.
Gattuso: entra al posto di Del Piero al 15' di Italia-Corea e sa che questa è una grande responsabilità. Ma non ha soggezione della partita e interpreta bene il suo ruolo. Se segnasse il golden gol la sua foto finirebbe sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, ma non è fortunato.
Doni: molto criticato per la prova contro l'Ecuador si riscatta in parte nella partita contro la Croazia. Ma è una sconfitta e quindi la sua prestazione viene vista con occhio meno benevolo.

Totti: arriva al Mondiale con tanta voglia di fare e con una grande rincorsa atletica per recuperare dall'infortunio. Ha sprazzi di grande classe e momenti di buio. Anche nei minuti peggiori è comunque in grado di regalare palle che potrebbero cambiare i risultati, ma la fortuna non ci ha assistiti. Discontinuo.
Del Piero: entra e segna nell'incontro con il Messico. Il gol non sarebbe servito, ma è un segnale importante. Trapattoni lo schiera contro la Corea come uomo di collegamento tra centrocampo e attacco, a supporto di Totti. Fa diligentemente il suo compito, senza acuti. Però sarebbe stato tanto utile averlo nel finale di gara…
Vieri: che dire? 4 partite, 4 gol. Cosa chiedere di più a un attaccante? Fa il suo dovere in maniera egregia e dà come sempre tutto se stesso. Chapeau!
Inzaghi: avrebbe dovuto essere la spalla ideale di Bobo Vieri e invece gioca solo 66'. Non sono molti per giudicare un giocatore con le sue caratteristiche. Se si fosse andati avanti avrebbe potuto provare a diventare protagonista.
Montella: Anche lui gioca poco, 36'. Non sono buoni, ma non sono comunque sufficienti a esprimere un giudizio sensato.
Delvecchio: ingiudicabile.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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20 giugno 2002

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