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Il 12 e il 13 giugno...

siamo chiamati a votare per il Referendum parzialmente abrogativo della Legge 40 sulla fecondazione assistita

11 giugno 2005

Non volendo più aggiungere altro sul referendum forse più difficile e complesso al quale il popolo italiano è stato mai chiamato a votare, e credendo che si abbia bisogno almeno di un giorno per metabolizzare la furia delle notizie che nelle ultime settimane ci ha investito (è comunque impossibile farlo un un giorno) riproponiamo un articolo pubblicato da Guidasicilia.it due giorni fa.

Nel nome del Popolo sovrano
Il 12 e il 13 giugno tutti gli italiani devono avere la possibilità di esprimersi in piena libertà

Quello che è accaduto e che sta accadendo, oramai a soli due giorni dal referendum sulla legge 40, ci sembra sia stato ed è la triste rappresentazione di quello che molti politici credono sia la democrazia.
Tutti devono avere la libertà di esprimere il proprio punto di vista, tutti devono avere gli stessi spazi, le stesse possibilità, la voce di ognuno deve avere il medesimo peso.
I presupposti sopraelencati ci sembra siano stati tutti rifuggiti puntualmente, sia dai sostenitori del SI, sia da quelli del NO, che da quelli dell'ASTENSIONE.
Non c'è stato il clima adatto per una giusta ed equa informazione, che doveva essere l'elemento fondamentale per mandare avanti le cause referendaria.
Sì, parliamo di assenza di clima adatto e non di mancanza di informazione, perché quella c'è stata e c'è tutt'ora, nei giornali, in televisione, su Internet. Ce ne quanta se ne vuole. E' mancata, e forse è stato un fatto voluto, la giusta organizzazione affinché tutta questa informazione si incanalasse in maniera produttiva ed, lo ripetiamo, equa. Chi doveva occuparsi di ciò si è ritrovato invece a scompigliare le carte, ad allacciare nodi piuttosto che scioglierli, a ricoprire ruoli che non gli competevano, e tutto ciò nel nome di una democrazia che secondo noi è stata solo violata.

Il referendum è un meraviglioso mezzo che sugge la sua linfa vitale dalla sovranità popolare, questo se viene malamente nutrito non ha possibilità d'esistere.
Questo referendum è stato, non solo malamente nutrito, ma maltrattato dall'interno, nella sua specificità, e dall'esterno nella sua generalità. E' stato maltrattato il referendum del 12 e 13 giugno (nello specifico) ed è stato maltrattato il referendum in quanto mezzo di opportunità sociale (nella sua generalità).
Ad un certo punto è stato difficile comprendere realmente cosa dice la legge 40 e le sue linee guida, difficile comprendere cosa dicono i quattro quesiti referendari, cosa sia la fecondazione medicalmente assistita, come funzione veramente e quali sono, oggettivamente, i pro e i contro dell'intera vicenda.
Il popolo è stato privato dalla possibilità di capire e, paradosso dei paradossi, nel mare magnum dell'informazione si è disperso, mentre politici, medici, scienziati e giornalisti, dalla prua di un sicuro transatlantico dissertavano su quale salvagente potesse essere il migliore da lanciare.
Ma in fondo non è solo così, perché l'attuarsi di una tale negativa situazione può essere un chiaro segnale di pericolo anche per loro: il sicuro transatlantico potrebbe urtare un iceberg e affondare miseramente.

Il popolo aveva bisogno di chiarezza. Gli italiani avevano bisogno di ascoltare le voci del SI, quelle del NO e quelle degli astensionisti. I cittadini avevano bisogno di ascoltare bene gli scienziati, ascoltare con attenzione i legislatori e quindi avere la possibilità di rispondere in piena coscienza al referendum.
Il popolo non aveva bisogno di minacce, né di allarmi, né di dissertazioni ultraspecialistiche. Non aveva bisogno che qualcuno gli dicesse quando andare a mare, né che qualcuno lo confondesse mischiando il sacro col profano o la politica con la religione.
Nessuno ha bisogno, mai, di essere ingannato o confuso. Tutti hanno l'esigenza di essere difesi e di difendere la democrazia, altrimenti tutto, proprio tutto, è stato inutile.

Si è mancato di rispetto ai cittadini italiani.

Ci auguriamo che tutti i cittadini, domenica 12 e lunedì 13 giugno, facciano quello che sentono di fare in piena libertà e che questa non venga manipolata, offesa o minacciata.

- Tutto sul Referendum del 12 e 13 giugno 2005

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11 giugno 2005
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