Il 3 Ottobre del 1963

a Palermo qualcuno prendeva la letteratura italiana e la trasmutava. Il ''Gruppo '63'' compie 40 anni

03 ottobre 2003
Ecfrasi. Sopra il proprio ritratto
fioco la faccia, fusiforme il femore,
obeso l'occhio, ostricaceo l'orecchio,
marcio le mani, e le mascelle, e il mento,
eroso l'epicardio e gli epididimi,
zufolante le zanne, un zombi, un zero:

(Edoardo Sanguineti)

Il Gruppo '63, l'unico grande movimento d’avanguardia letterario italiano del secondo dopoguerra, compie 40 anni.
Dal 3 all'8 ottobre 1963, all’Hotel Zagarella di Santa Flavia (Palermo), una trentina di scrittori incontrandosi  in un convegno (su invito e di contorno al prestigioso festival di musica contemporanea "Settimana Internazionale di Nuova Musica" organizzato da Francesco Agnello, ndr.), impresse una svolta al dibattito letterario in Italia. Promosse la produzione di forme espressive avanzate rispetto a quelle tradizionali (con smembramenti linguistici, sarcastici collages, procedimenti asintattici, frammentazione del senso, sparizione del soggetto lirico tradizionale).
L'avanguardia '63 organizzò convegni con letture pubbliche, sperimentò esempi di poesia visiva, elettronica e virtuale - già in parte espressa, tra l'altro, nell'antologia poetica "I novissimi" (1961).
L'elaborazione teorica di questi contenuti avvenne principalmente tra le pagine della rivista "Il Verri".


Vivendo per capire perché vivo,
scrivo anche per capire perché scrivo:
e vivo per capire perché scrivo,
e scrivo per capire perché vivo:

(Edoardo Sanguineti)


Questo connubio tra letteratura e musica, elettronica e performance teatrali non sorprende e prelude all’intensa interculturalità che caratterizzerà il movimento fino alla fine.
C’erano stati dei precedenti. Tra il 1958 e il '59 gli esperimenti radiofonici di Umberto Eco e Luciano Berio, sul testo dell’Ulisse di James Joyce, avevano dato il "la" alla stesura di un saggio che costituì uno dei testi fondamentali della Neoavanguardia.
Opera aperta (1962) era, nelle parole di Umberto Eco, "...un’indagine di vari momenti in cui l’arte contemporanea si trova a fare i conti col disordine." Il concetto di apertura si riferisce alla "reazione dell’arte e degli artisti [...] di fronte alla provocazione del Caso, dell’Indeterminato, del Probabile, dell’Ambiguo, del Plurivalente; la reazione quindi della sensibilità contemporanea in risposta alle suggestioni della matematica, della biologia, della fisica, della psicologia, della logica e del nuovo orizzonte epistemologico che queste scienze hanno aperto." (Dall’introduzione alla I edizione del 1962).


«La lingua è uno strumento espressivo che dice sempre il contrario di quel che dice»

(Giuseppe Pontiggia)


Cosa rimane dell’esperienza del Gruppo '63?
Per Vittorio Gregotti, unico architetto del gruppo, resta l’abitudine a una continua riflessione sul ruolo stesso della pratica dell’architettura; un ripensamento della tecnica all’interno delle regole del mercato, una "cultura del dubbio", che si realizza nella rielaborazione continua delle stesse regole, dato che la realtà, alla fine, è in grado di digerire qualsiasi cosa; fondamentale, inoltre, l’aver ristabilito una centralità della realtà, con una notevole attenzione all’evoluzione tecnico-scientifica.
Per alcuni più giovani scrittori invitati a partecipare al convegno del 2003, resta lo stimolo all’apertura mentale e alla creatività che proviene dalla lettura giovanile di testi trovati a suo tempo "scandalosi", anche se i convenuti manifestano una certa riluttanza a raccogliere il testimone passato in eredità dall’avanguardia.


Del Gruppo 63 fecero parte i poeti: Nanni Balestrini, Corrado Costa, Alfredo Giuliani, Francesco Leonetti, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Lamberto Pignotti, Walter Pedullà, Antonio Porta, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti, Giuliano Scabia, Adriano Spatola, Patrizia Vicinelli;
I critici: Luciano Anceschi, Renato Barilli, Fausto Curi, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Angelo Guglielmi; gli scrittori Alberto Arbasino, Gianni Celati, Giorgio Celli, Furio Colombo, Enrico Filippini, Franco Lucentini, Luigi Malerba, Giorgio Manganelli, Nico Orengo, Giuseppe Pontiggia, Sebastiano Vassalli. L’editore Inge Feltrinelli; l’architetto Vittorio Gregotti; il regista Luigi Gozzi; gli autori della Scuola di Palermo: Roberto Di Marco, Michele Perriera, Gaetano Testa


Vivendo per capire perché vivo,
scrivo anche per capire perché scrivo:

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03 ottobre 2003

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