Il boss Gambino è arrivato in Italia

Rosario Gambino venne indagato negli anni Ottanta dal giudice Giovanni Falcone

23 maggio 2009

Dopo il mancato arrivo di ieri legato a problemi di salute, l'esponente della mafia Rosario Gambino, espulso dagli Stati Uniti, è giunto questa mattina in Italia. Accompagnato da quattro funzionari del Servizio Centrale Operativo (Sco), appositamente recatisi negli Usa, Gambino, indagato dal giudice Giovanni Falcone e coinvolto in Italia nello storico processo "Pizza Connection", è arrivato con un volo di linea dell'Alitalia proveniente da Miami, atterrato all'aeroporto di Fiumicino alle 8.47.
L'arrivo è avvenuto proprio nel giorno del diciassettesimo anniversario dell'attentato in cui morì il giudice Falcone.

Come detto, l'arrivo di Gambino era atteso per ieri, venerdì 22 maggio, ma come già accaduto in passato, il suo trasferimento è stato rinviato all'ultimo momento. In un primo momento si era pensato che, dietro questo ennesimo rinvio, ci fosse la battaglia che i legali di Gambino stanno conducendo adesso in Italia, cercando di annullare l'ordine di cattura firmato ventinove anni fa dall'allora giudice istruttore Giovanni Falcone. Negli ultimi mesi, la difesa del boss ha fatto ricorso anche alla Cassazione, che ha disposto una nuova pronuncia del tribunale del riesame di Palermo: l'udienza si è già tenuta lunedì, adesso è atteso il responso.

Su Rosario Gambino, cugino del padrino Carlo Gambino e coinvolto nel presunto sequestro di Michele Sindona, che negli Usa è stato detenuto in un centro di raccolta per immigrati, pende comunque una condanna della corte d'appello di Palermo, a 14 anni, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il processo, concluso negli anni Ottanta, è proprio quello basato sulle indagini di Giovanni Falcone. All'epoca, il magistrato aveva scoperto che dalla Sicilia partivano carichi di droga diretti a New York: gli esponenti del clan Gambino-Inzerillo nascondevano i pacchetti di polvere bianca in contenitori metallici, "apparentemente contenenti dischi di musica - spiegava Falcone nel suo provvedimento - i pacchi venivano spediti all'indirizzo di un fantomatico Centro italiano Nastri Eighteenth Ave Brooklyn New York 11204 USA".

Gambino conserva anche il segreto del fiume di soldi che dagli Stati Uniti tornavano in Italia e venivano poi riciclati. Quel tesoro Giovanni Falcone non aveva mai smesso di cercare. Ecco perché i segreti di Gambino sono ancora attualissimi: negli ultimi anni gli investigatori del Servizio centrale operativo della polizia e della squadra mobile di Palermo hanno notato strani viaggi a Palermo di mafiosi italo americani e dei loro parenti. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile, perché sui Gambino-Inzerillo, gli "scappati", i perdenti della guerra di mafia del 1981, pendeva una condanna all'esilio imposta da Riina e Provenzano. Ma da quando la parabola dei corleonesi volge verso il basso, tante cose sono cambiate nell'universo mafioso. E i perdenti di un tempo tornano in Sicilia da imprenditori che hanno fatto fortuna oltreoceano. 
Nel febbraio 2008, polizia italiana ed Fbi hanno arrestato 90 boss che fra Palermo e New York organizzavano affari (LEGGI). Ma questa volta non si è trovato un solo grammo di droga. Cosa stanno organizzando dunque i nuovi padrini italo-americani?

Il figlio di Rosario Gambino, Tommaso, non ha mai smesso di viaggiare fra Los Angeles, dove risiede, e Palermo. Ufficialmente, solo per fare visita ad alcuni parenti. Ogni volta che è sbarcato in Italia è stato seguito con cura dagli investigatori. Così sono emerse delle telefonate con Claudio Lo Piccolo, il rampollo del potente gruppo di mafia che ha ereditato il potere dopo l'arresto di Provenzano. Ma anche Claudio, come Tommaso, è stato solo sfiorato dalle indagini. Seguendo Gambino junior, gli investigatori sono però arrivati a un insospettabile imprenditore palermitano, che gestiva un bar all'interno della sala Bingo Las Vegas, una delle più grandi d'Europa. Quella struttura è stata sequestrata nei mesi scorsi dal Tribunale Misure di prevenzione di Palermo, perché ritenuta un investimento per Cosa nostra. Forse, il primo affare dei nuovi imprenditori italo-americani: una grande macchina ricicla soldi.

Già condannato in Italia, Gambino ha ottenuto, su istanza dei difensori, il processo di revisione. Nei suoi riguardi è stato emesso nel 1980 un mandato di cattura da parte del giudice Giovanni Falcone. Il provvedimento è oggetto in questi giorni di nuovo esame da parte del Tribunale del riesame di Palermo, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione dell'ordinanza che ne dichiarava il persistere dell'efficacia. 

[La Siciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

- Gli Usa hanno espulso il boss Rosario Gambino (Guidasicilia.it, 03/04/08)

- L'espulsione del boss Gambino si tinge di giallo (Guidasicilia.it, 04/04/08)

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23 maggio 2009

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