Il buio della crisi, la luce dei giovani

Aumentano i giovani che vogliono fare impresa, ma gli enti locali continuano a bruciare tante opportunità di lavoro

23 novembre 2013

La crisi è ancora forte e morde famiglie e imprese, ma qualche flebile segnale di rallentamento esiste. Non solo: ma potrebbe essere in qualche modo fronteggiata, creando posti di lavoro senza spendere un euro. Ma gli enti locali non rispondono alle proposte per produrre occupazione.
Il Report sull'andamento dell'artigianato nel terzo trimestre del 2013, presentato nei giorni scorsi, nella sede del consorzio Unifidi Imprese Sicilia, dai dirigenti della Cna di Catania (il segretario Salvatore Bonura, il presidente Sebastiano Battiato, il direttore Andrea Milazzo, con il direttore di Unifidi Gaetano Scalisi) lascia qualche speranza, ma ripropone il tema dell'incapacità delle istituzioni di rispondere al dramma di ogni giorno rappresentato da una crisi economica che propone i peggiori dati negli ultimi dieci anni.

La speranza arriva dall'"effervescenza imprenditoriale" dei giovani: lo ha sottolineato il segretario della Cna di Catania Salvatore Bonura, mettendo in evidenza i dati del Report. "Culla" di questo fenomeno il Mezzogiorno, compresa la Sicilia: 296 mila iscrizioni, oltre centomila di giovani sotto i 35 anni. In Sicilia, questa particolare classifica è guidata dalle province di Enna e Palermo con un'incidenza percentuale di imprese giovani sul totale del 16,4% e del 14,9%. La Cna di Catania sostiene questa "voglia di impresa" con misure concrete, consentendo ai giovani di iscriversi al consorzio fidi di garanzia assumendosi per il 50% l'onere delle iscrizioni. Non solo: ma anche organizzando corsi gratuiti di cultura d'impresa e - con forti riduzioni - corsi legati ad alcuni adempimenti legati alla sicurezza.
Comunque, si nota, in generale, un rallentamento della crisi: nel terzo trimestre del 2013, dal monitoraggio di 120 imprese viene fuori che in riferimento alla produzione, al fatturato e agli ordini sono dati in negativo, però con una leggera riduzione rispetto al secondo trimestre del 2013. "Lo stesso trend - ha detto Bonura - si registra nell'occupazione, sempre negativo, ma rispetto al secondo trimestre registriamo un rallentamento per quanto concerne la percentuale dei licenziamenti; non solo anche quelli che avevano programmato di licenziare non hanno dato seguito a questa intenzione."

Altra luce di speranza dal credito: "l'atteggiamento degli istituti di credito - ha spiegato Bonura - continua ad essere negativo rispetto alle istanze riferite alla richiesta di liquidità immediata delle imprese per la gestione. Ma c'è un'inversione di tendenza rispetto alle richieste finalizzate agli investimenti".
Seppure si registrino questi segnali di rallentamento, la crisi resta pesante: i tassi di crescita sono i più bassi degli ultimi dieci anni. Particolarmente in sofferenza - a livello nazionale, regionale e locale catanese - i settori delle costruzioni, del tessibile-abbigliamento, della filiera del legno, dei trasporti. Non a caso, le associazioni di categoria dell'autotrasporto si preparano al "fermo" per il 9 dicembre prossimo. "Tirano" ancora l'agroalimentare e le manutenzioni.

Di fronte a questo quadro fosco (seppure con qualche segnale di speranza) la Cna fa diverse proposte al governo nazionale e regionale: allentare la pressione fiscale; ridurre il costo del lavoro; snellire al massimo la burocrazia; utilizzare i fondi europei, finalizzati ad un piano straordinario del lavoro e dello sviluppo. Mancano, però, risposte dalle istituzioni, in particolari dagli enti locali, che potrebbero creare - senza mobilitare risorse economiche - le premesse per nuova occupazione.

"Noi come Cna - ha detto Bonura - abbiamo fatto nel passato delle proposte che se fossero state attuate avrebbero creato centinaia di posti di lavoro, senza spendere un euro. Esempio: il controllo delle caldaie, Catania è forse l'unica provincia non ha questo tipo servizio. Ci sono state incontri, promesse, ma alla fine non si è mossa foglia. Eppure si potrebbero creare quattro- cinquecento assunzioni con un semplice atto amministrativo. Dopo l'abolizione delle province, i relativi poteri sono passati ai comuni. Abbiamo avviato un ragionamento con il Comune di Catania ed altri comuni. Speriamo che sia una risposta concreta. Un'altra proposta - ha aggiunto Bonura - che combatterebbe il lavoro da un lato e dall'altro darebbe opportunità di lavoro a centinaia è quella del cosiddetto "affitto della poltrona" come sta accadendo a Milano. Anche qui, basta fare un atto amministrativo, una delibera, con la quale si dà la possibilità ai parrucchieri e alle estetiste di affittare la cabina del lavoro, la poltrona, che a causa della crisi non riescono ad utilizzare e dare in questo modo, invece, l'opportunità a quei giovani che non hanno la forza di mettere su un'azienda di mettere a lavoro in modo regolare. Anche qui si potrebbero creare centinaia di posti di lavoro e dare respiro a tante imprese".

Il segretario generale della Cna di Catania ha ribadito, per sostenere questa "effervescenza imprenditoriale", la necessità di rifinanziare le leggi di incentivazione per le donne e i giovani e quella di dimezzare i contributi Inps e Inail per tre anni. Nota dolente resta poi il credito agevolato. "Chiediamo alla Regione Siciliana - ha affermato Bonura - di nominare il consiglio d'amministrazione della Crias. Da due anni questo ente è commissariato. Sappiamo che il Presidente della Regione è particolarmente impegnato per l'affermazione della legalità, fatto che apprezziamo molto. A maggior ragione, ci sentiamo di dire un ente commissariato da due anni rappresenta una situazione di illegalità"[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it]

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23 novembre 2013

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