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Il "caso Sicilia" continua a tener banco

Il "finiano" Granata da' il suo pieno sostegno al governo Lombardo, il coordinatore regionale del Pdl, Castiglione, ne denuncia il totale fallimento

26 aprile 2010


Fabio Granata

Ha espresso preoccupazione il deputato regionale del Pdl, Carmelo Incardona, dopo aver letto le affermazioni dell'on. Fabio Granata in un intervista concessa a Repubblica. "Il progetto politico del gruppo Pdl-Sicilia - ha detto Incardona - è nato per coerenza con la scelta dell'elettorato che nelle ultime elezioni regionali ha approvato il programma del presidente Berlusconi, con l'elezione di Raffaele Lombardo come presidente della Regione. È avvenuta per un fatto ritenuto contingente, in attesa della riunificazione delle due anime del partito nell'isola, che spero possa arrivare già martedì prossimo, per rilanciare l'attività del partito del presidente Berlusconi, la cui leadership è indiscussa ed indiscutibile [...] Da appartenente all'area ex An - ha aggiunto Incardona - ho sempre visto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, come punto di riferimento e condiviso le scelte. Ma le dichiarazioni dell'on. Fabio Granata, che auspica un ingresso in giunta del Pd nel caso in cui i miccicheiani non dovessero più sostenere il governo Lombardo, non le ritengo condivisibili, e per quanto mi riguarda Granata parla a titolo personale".

"Tranquillizzo immediatamente l'on. Incardona e quanti si sono allarmati per la mia intervista su Repubblica, scorporando una parte marginale dal complesso del mio ragionamento. Il messaggio principale è e resta quello di confermare il pieno sostegno al governo Lombardo, ritenendo tale obiettivo politico prioritario anche rispetto alla scelta delle alleanze" ha chiarito Fabio Granata, replicando a Carmelo Incardona. "Ho ribadito come sia strategico per la Sicilia e per il futuro dell'isola, garantire la maggioranza a questo governo - ha spiegato ancora Granata - anche nel caso in cui alcuni amici del Pdl Sicilia fossero richiamati all'ordine da Roma. La dichiarazione di oggi dell'on. Miccichè sul pieno sostegno a Lombardo da parte di tutto il PdL Sicilia mi conforta anche per la consueta chiarezza con cui tale posizione è stata espressa. Tutti tranquilli, dunque, nessun cambio di maggioranza nè alcun allargamento improvviso al Pd, in uno scenario politico che restava comunque solo un'ipotesi alla luce di quadri diversi da quelli che in queste ore si stanno consolidando".

Sul "caso Sicilia" è intervenuto anche uno dei coordinatori regionali del Pdl, Giuseppe Castiglione: "In Sicilia vorremmo che ci fosse compattezza e unità. Sono convinto che Gianfranco Miccichè, che ha sostenuto Berlusconi sin dall'inizio, al più presto possa trovarsi sulle nostre posizioni. Lui è infatti punto di riferimento importante in Sicilia per il premier e il Pdl". "La direzione nazionale del Pdl - ha aggiunto Castiglione - è riuscita sostanzialmente a far approvare senza particolari problemi il documento programmatico, nonostante le polemiche. È giusto e naturale che all'interno del partito ci sia un confronto e si dialoghi, e che ognuno possa esprimere la propria opinione".
Con l'Adnkronos Castiglione ha poi commentato l'intervista rilasciata ieri dal ministro Stefania Prestigiacomo in cui chiede a Lombardo di "fare un passo indietro". "Sul piano politico Lombardo deve certificare il suo fallimento alla guida della Presidenza della Regione Sicilia. Ovviamente la nostra è una valutazione politica che nulla ha a che vedere con le sue vicende giudiziarie - ha voluto precisare Castiglione - D'altro canto, Lombardo ha giocato per dividere i partiti. Ha diviso il Pd, lo ha fatto con l'Udc e pure con il Pdl. Adesso il suo intento è quello di portare il Pd nella Giunta, ma non lo potremo mai accettare...".
Poi, Castiglione ha aggiunto: "Noi abbiamo sostenuto Lombardo e lo rivendichiamo ancora oggi, pensando di fare un accordo forte. Abbiamo ceduto l'incedibile, cioè la Presidenza della Regione, proprio per avere un buon governo e non certo per avere poltrone. La nostra opposizione a Lombardo è maturata sulle cose da fare. E il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Parlo di una valutazione prettamente politica".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, Ansa, Adnkronos/Ing]

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26 aprile 2010
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