Il Centro Padre Nostro fondato da Don Pino Puglisi a Brancaccio (PA), ancora nel mirino della mafia

11 settembre 2007

La mafia a Palermo continua a lanciare i suoi messaggi terroristici e continua imperterrita a minacciare tutti quelli che non hanno proprio intenzione di piegarsi alla paura o a barattare la propria dignità col giogo di false promesse.
Da sempre nel mirino della mafia c'è il Centro Padre Nostro fondato da Don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso da Cosa nostra nel '93, che in questa ultima estate più volte è stato oggetto di intimidazioni.
Queste sono state l'argomento affrontato nel corso di una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Palermo Giosuè Marino.
L'ultimo atto intimidatorio denunciato dai volontari del Centro riguarda l'incendio di alcune sterpaglie nella zona dove dovrebbe sorgere un campo sportivo polivalente.

Alla riunione del comitato sono intervenuti il parroco di Brancaccio e successore di Don Pino Puglisi, padre Mario Golesano, e Antonio Di Liberto, presidente del Centro. Entrambi hanno lamentato il mancato avvio dei lavori di ristrutturazione di numerose strutture pubbliche a Brancaccio, fra cui alcuni edifici di via Hazon, di un lavatoio e di un centro per anziani, per i quali la Regione e il Comune si erano impegnati nel luglio scorso.
''Basta con la burocrazia fetente. Basta con le parole, vogliamo fatti. Brancaccio è stanca di aspettare'', ha detto Padre Golesano nel corso dell'incontro.

Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro ha annunciato che domani la giunta regionale si riunirà a Brancaccio in seduta straordinaria. ''Abbiamo deciso di dare un segnale concreto - ha spiegato il presidente - e il massimo apporto possibile del Governo della Regione, in risposta ai vili atti intimidatori''.
Il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha invece annunciato che con i fondi della Legge 285 sarà possibile costruire un campo polifunzionale: ''Una risposta concreta ai bisogni del quartiere - ha detto - e una risposta immediata ai gravi atti intimidatori subiti dal Centro''.

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11 settembre 2007

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