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Il Centrosinistra chiama l'Ars per discutere una mozione di sfiducia nei confronti di Salvatore Cuffaro

L'opposizione chiede che venga rimosso il presidente della Regione Totò Cuffaro

21 giugno 2005

Il Centrosinistra chiama l'Assemblea regionale siciliana per discutere domani, mercoledì 22 giugno, la mozione di sfiducia al governatore Salvatore Cuffaro.
Le motivazioni, elencate in poco più di una cartella dai 28 deputati regionali firmatari, partono dai ''centomila siciliani che in in 3 anni hanno lasciato la regione per cercare lavoro'', e chiaramente sostengono che ''Cuffaro non è adeguato al compito di governare la Regione, anche per la delegittimazione che emerge dalla sua vicenda giudiziaria, la quale, fermo restando la presunzione di innocenza, ripropone al più alto livello la questione morale e il nodo dei rapporti mafia-politica''.

Secondo il centrosinistra ''l'economia siciliana è ferma: crollano produzioni e consumi. Le imprese che chiudono sono più di quelle che nascono. Ogni giorno le strade della Sicilia sono attraversate da proteste di ogni tipo. Agenda 2000 si avvia a un inesorabile fallimento con solo il 18% dei fondi spesi e nessun reale investimento d'innovazione e di modernizzazione''.
Nel documento i deputati dell'opposizione aggiungono che in Sicilia ''la sanità è considerata un affare e la Regione ha il siciliani, oltre a dover pagare i costi della malasanità con odiosi ticket, continuano a emigrare per curarsi. E proprio la sanità - si legge ancora nella mozione - è tra le cause prime del deficit finanziario della Regione e le scelte di politica sanitaria sono state piegate a un uso clientelare e di parte, favorendo processi di privatizzazione che, da un lato hanno aggravato il degrado della sanità pubblica, e dall'altro hanno favorito un sistema affaristico nel quale anche Cosa Nostra ha inserito i suoi interessi con risvolti tali da riproporre una seria questione morale''.

E alle nomine dei direttori delle Ausl, i deputati firmatari hanno dedicato un passaggio della mozione: ''Se da un lato - scrivono - rivelano una grave sottovalutazione dei problemi finanziari connessi alla gestione sanitaria, dall'altro calpestano elementari norme di trasparenza e di legalità. Parte dello stesso schieramento di maggioranza prende le distanze e manifesta una valutazione nettamente contraria alle nomine dei manager della Sanità, evidenziando uno sfaldamento del centrodestra e inducendo una paralisi delle istituzioni''.
Per i firmatari ''appare ormai improcrastinabile una svolta che liberi il campo da un governo prigioniero di condizionamenti e d'interessi poco trasparenti, che stanno bruciando risorse, corrompendo l'amministrazione e il rapporto con i cittadini, e gravando la popolazione attuale e le future generazioni di costi e di debiti insopportabili''.

E di lasciare libero il campo della presidenza, nel maggio scorso, ne aveva parlato lo stesso Cuffaro, ovviamente per motivi differenti da quelli elencati nella mozione del centrosinistra. Salvatore Cuffaro aveva infatti affermato: ''Dimissioni a fine febbraio ed elezioni ad aprile per dare alla Casa delle Libertà una regione in più per le politiche''.
''A febbraio - aveva detto Cuffaro, spiegando la sua scelta - mi dimetto per far coincidere i tempi tecnici con le elezioni regionali che io vorrei si facessero prima di quelle nazionali. L'idea è quella di andare alle urne a fine aprile e per fare questo non mi resta tecnicamente che dimettermi per ripresentarmi come Presidente. La Cdl in Sicilia vincerà e quindi daremo una mano concreta per attivare un processo virtuoso per la Casa delle Libertà in vista delle politiche''.

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21 giugno 2005
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