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Il "Codice antimafia"

Il governo ha approvato un testo che racchiude "tutte le norme accumulate negli ultimi anni"

10 giugno 2011

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il Dlgs per Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia. L'approvazione definitiva del Codice antimafia era uno dei due provvedimenti (l'altro sono i decreti attuativi della riforma dei riti civili) indicati da Angelino Alfano pregiudiziali alle sue dimissioni da Guardasigilli per assumere il nuovo incarico di segretario del Pdl. "Si tratta di uno strumento agile e snello per tutti gli operatori del diritto che vorranno contrastare la mafia in modo efficace" ha dichiarato il neo segretario del Pdl, illustrando a Palazzo Chigi lo schema del nuovo Codice. "E' il completamento della strategia del nostro Governo fin dal suo insediamento: ricordiamo infatti che nel maggio 2008 a Napoli esordimmo con il primo pacchetto di contrasto alla criminalità organizzata - ha detto Alfano - Nel 2010 con il Consiglio dei ministri a Reggio Calabria abbiamo completato l'opera sostituendo le mille chiacchiere con tre direttrici di marcia: arresto dei latitanti, carcere duro, aggressione ai patrimoni criminali. Fatti non parole. Il codice - ha aggiunto - è un risultato atteso da decenni, è uno strumento agile e snello che può essere usato dagli operatori del diritto. Speriamo che Camera e Senato ce lo restituiscano presto per la firma definitiva".
"Il codice antimafia approvato mette insieme tutte le norme che si sono accumulate in questi ultimi anni"
ha detto il premier Silvio Berlusconi. Nel gennaio 2010, ha ricordato Berlusconi, "approvammo un piano straordinario antimafia in un Consiglio dei ministri a Reggio Calabria. La legge è stata approvata all'unanimità dal Parlamento e ci è stata data delega per ricondurre ad unità tutti i provvedimenti in materia".

Berlusconi ha poi spiegato: "Sono state messe insieme tutte le norme che si sono accumulate in questi ultimi anni", producendo un testo unico "in cinque libri e 131 articoli". Il provvedimento prevede l'adozione di un corpus unico di norme, suddiviso in cinque diversi libri: 1) La criminalità organizzata di tipo mafioso; 2) Le misure di prevenzione; 3) La documentazione antimafia; 4) Le attività informative ed investigative nella lotta contro la criminalità organizzata. L'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; 5) Modifiche al codice penale e alla legislazione penale complementare. Abrogazioni. Disposizioni transitorie e di coordinamento.
Le nuove misure legislative, che passeranno ora al vaglio del Parlamento, che ha 60 giorni di tempo, puntano a riordinare e razionalizzare le varie norme antimafia, con l'obiettivo di rendere più incisiva la lotta alla criminalità organizzata.
Il Governo dà così attuazione alla legge delega del 13 agosto 2010 che prevedeva l'emanazione di un Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, "con il precipuo compito di effettuare una completa ricognizione delle norme antimafia di natura penale, processuale e amministrativa, nonchè la loro armonizzazione e coordinamento anche con la nuova disciplina dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata".
Altre novità contenute nel testo varato dal Consiglio dei Ministri riguardano il procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione - il soggetto potrà richiedere che si proceda in pubblica udienza - e soprattutto la disciplina, completamente innovativa, di cinque aspetti della misura di prevenzione patrimoniale: revoca della confisca, rapporti tra sequestro di prevenzione e sequestro penale, tutela dei terzi, rapporti con le procedure concorsuali, effetti fiscali del sequestro. La revocazione della confisca sarà possibile solo in casi eccezionali come la falsità delle prove o il difetto originario dei presupposti. In tale caso sarà restituita, ad eccezione degli immobili di particolare pregio artistico o storico, solo una somma di denaro equivalente al valore del bene.


[Infromazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ing, Corriere.it]

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10 giugno 2011
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