"Il ddl intercettazioni mette a rischio processi e confische"

Dopo i procuratori Grasso, Ingroia e Scarpinato, lancia l'allarme il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo

03 giugno 2010

"Molte indagini rilevanti per la successiva attività di sequestro e confisca hanno origine da indagini su procedimenti ordinari. E' chiaro che ogni restrizione dei poteri di indagine dell'autorità giudiziaria nei procedimenti ordinari e dei poteri di intercettazione refluirebbe automaticamente in una restrizione dei risultati".
Lo ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, parlando del ddl sulle intercettazioni tornato in commissione Giustizia al Senato.
"Tra procedimenti ordinari e procedimenti di mafia esiste un rapporto di reciproca influenza - ha aggiunto il capo del pool antimafia di Palermo - Non sono due mondi separati. Accade spesso che elementi rilevanti nascano in un ambito e poi vengano trasferiti nell'ambito diverso o che, comunque, ci siano delle connessioni probatorie". Messineo dice poi di "condividere pienamente l'allarme lanciato" nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa dal Procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato sul ddl Intercettazioni: "E' chiaro che una restrizione sui procedimenti ordinari fatalmente, prima o poi, finirà con il riverberarsi anche nei fascicoli di prevenzione e in generale nei processi contro la criminalità organizzata".
Il procuratore capo di Palermo, replica poi al sottosegretario dell'Interno, Francesco Nitto Palma, che nei giorni scorsi, da Palermo aveva ribattuto al Procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato che "i reati ordinari che sfociano in quelli mafiosi sono un'eccezione". "Anche quando numericamente le indagini in questione fossero delle eccezioni o comunque un numero ridotto - dice Messineo - il problema non è affatto numerico. E' che lo Stato deve dotarsi di tutti i mezzi possibili e non deve intenzionalmente autolimitarsi. Non è un problenma di numeri o statistche. Se c'è una sola possibilità che un reato ordinario possa avere delle refluenze di tipo criminale, questa va approfondita". [Adnkronos]

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03 giugno 2010

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