Il documento dello Sco sulla trattativa mafia-Stato

La Procura di Palermo acquisirà un documento del Servizio centrale operativo "dimenticato" per 18 anni

05 marzo 2011

La Procura della repubblica di Palermo acquisirà il documento dello Sco (Servizio centrale operativo) che già nel 1993 lanciava un allarme su un tentativo della mafia di avviare una "trattativa" con pezzi dello Stato.
I magistrati, che su vari fronti si occupano dei contatti tra boss e ambienti istituzionali, non conoscevano la relazione indirizzata alla Commissione antimafia presieduta all'epoca da Luciano Violante. Il procuratore aggiunto Antonino Ingroia ha detto che il suo ufficio è interessato a conoscere il contenuto del documento che sarà ufficialmente acquisito.

Nel settembre del 1993, anni prima che il pentito Giovanni Brusca facesse le prime rivelazioni sul presunto patto tra Stato e mafia per fermare le stragi, lo Sco mise nero su bianco in un documento, subito consegnato alla commissione Antimafia, il sospetto che Cosa nostra cercasse in pezzi dello Stato interlocutori per una possibile trattativa. Lo scopo era quello di risolvere due dei principali problemi che affliggevano allora le organizzazioni mafiose: pentiti e carcere duro.
Il rapporto riservato venne consegnato all’Antimafia, ma è rimasto negli archivi fino a qualche settimana fa. L'ex presidente della Camera, Luciano Violante, dichiara di non aver ricordo del documento dello Sco ma afferma di non essere stupito, infatti non sarebbe nuovo il tentativo di trattativa di cosa nostra con pezzi dello Stato. "Sono passati 18 anni. Non ho memoria del documento dello Sco in cui si parlava di un tentativo di trattativa di Cosa nostra con pezzi dello Stato. Ma non sono sorpreso: la mafia ha sempre cercato un’interlocuzione con le istituzioni". "Il vero problema - aggiunge Violante - è capire se poi Cosa nostra ha trovato una risposta, se poi cioè questi interlocutori istituzionali li ha trovati". "Su questo - conclude - non si possono tracciare giudizi. C’è l’Antimafia e ci sono i magistrati che stanno cercando di rispondere a questo interrogativo".

La Procura di Palermo, dunque, acquisirà il documento dello Sco. Nei prossimi giorni partirà una richiesta formale alla presidenza della Commissione. L’inchiesta sulla "trattativa" si incrocia con il processo nel quale è imputato il generale Mario Mori, ex comandante del Ros dei carabinieri. Con il capitano Giuseppe De Donno, Mori incontrò più volte Vito Ciancimino che aveva il compito di mediare un contatto tra gli organi investigativi e i boss Totò Riina e Bernardo Provenzano. In questi giorni Ingroia e il sostituto procuratore Nino Di Matteo hanno raccolto altri documenti e nuove testimonianze che saranno portati in aula alla ripresa del dibattimento, prevista per l’8 marzo.

Secondo il capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Antimafia, Luigi Li Gotti, l'ipotesi che contempla il documento dello Sco rimanda al boss di Cosa nostra Salvatore Cancemi e alle sue prime rivelazioni che avevano condotto anche ai nomi di Dell'Utri e Berlusconi e ai rapporti mafia-appalti. "In verità il documento e l’analisi dello Sco erano conosciuti e trovavano un aggancio nelle prime rivelazioni di Salvatore Cancemi (boss di Cosa nostra che si costituì per paura d’essere travolto dalle indagini sulle stragi) molto reticenti nella fase iniziale, per poi fare i nomi di Dell’Utri e Berlusconi, con un richiamo al rapporto mafia-appalti costituente un motivo di preoccupazione anche per Salvatore Riina. Torna centrale, nella trattativa, la misteriosa vicenda del detto rapporto mafia-appalti nella duplice versione: quella ripulita dai riferimenti ai politici nazionali e a grandi imprese del nord e quella emersa solo dopo la strage di via D’Amelio. Insomma - conclude il senatore Li Gotti - stiamo toccando i punti nevralgici della storia tragica del nostro Paese e degli interessi enormi che avevano attirato l’attenzione di Paolo Borsellino, trucidato proprio quando manifestò interesse per il rapporto mafia-appalti".

[informazioni tratte da Ansa, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno.it]

 

 

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05 marzo 2011

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