Il Documento di programmazione economica e finanziari (Dpef) è arrivato all'Assemblea regionale siciliana

18 ottobre 2006

Ieri pomeriggio è approdato in aula all'Assemblea regionale siciliana l'esame del Dpef, il Documento di programmazione economica e finanziaria.
Il disegno di legge, ha spiegato il presidente della Commissione Bilancio, Michele Cimino, prevede che ''la manovra finanziaria che il Governo della Regione intraprenderà, per il periodo 2007-2011, dovrà assicurare la copertura di un fabbisogno di 2.470 milioni di euro per il 2007, di 1.804 milioni di euro per il 2008 e di 1.419 milioni di euro per il 2009''.
Il Dpef ha evidenziato l'esigenza di una ''incisiva manovra correttiva'' dei conti pubblici regionali dell'esercizio in corso. E indica tra le criticità della gestione del bilancio regionale 2006: ''la difficoltà di reperire, rispetto agli esercizi passati, risorse aggiuntive; la difficoltà di monetizzare gli effetti derivanti dalla piena attuazione dell'articolo 37 dello Statuto; la crescita della spesa sanitaria che non si riesce a contenere entro i limiti stabiliti a livello nazionale; la esigenza di rispetto dei vincoli di bilancio imposti dall'obbligo di concorrere al risanamento della finanza pubblica ed al raggiungimento degli obiettivi comunitari e del Patto di Stabilità Interno''.

''La necessità della manovra correttiva dei conti evidenziata dal Dpef è dovuta fondamentalmente - ha detto Cimino nella relazione che accompagna il documento - al maggior fabbisogno di 1.652.000 migliaia di euro determinato dalla maggiore spesa sanitaria (1.152.000 migliaia di euro) e dai mancati introiti ex articolo 37 dello Statuto della Regione siciliana (500.000 migliaia di euro)''.
Per quanto riguarda il deficit sanitario 2006, gli ultimi dati forniti in Commissione Bilancio dal Governo, indicano invece un disavanzo minore, calcolato in 890.000 migliaia di euro. Le risorse complessive messe a disposizione dallo Stato per l'anno 2007 dovrebbero presumibilmente essere pari a 97 miliardi di euro, comprensivi di un fondo di accompagnamento di un miliardo di euro per sostenere il risanamento delle Regioni in atto non in linea con i livelli di spesa concordati. Alla Regione siciliana, sulla competenza 2007, dovrebbe essere assegnata dallo Stato una quota pari a 120 milioni di euro per il ripiano dei debiti pregressi.

Le Regioni che presentano elevati disavanzi nella sanità saranno sostenute con un ''fondo transitorio'' per consentire un rientro progressivo del deficit e con strumenti di affiancamento da parte del Governo nazionale per l'attuazione delle necessarie misure di razionalizzazione della spesa. Le soluzioni ipotizzate dal Governo regionale per l'azzeramento del deficit della sanità, da attuare in un triennio, prevedono la riduzione dei posti letto ''degenza acuti'', l'adeguamento del numero delle strutture per la lunga degenza, la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria, la riduzione della spesa farmaceutica con il coinvolgimento dei medici di base, il potenziamento della medicina territoriale per ridurre la ospedalizzazione impropria, la riconsiderazione dell'assetto delle Ausl con l'obiettivo della riduzione dei costi gestionali - soprattutto sul versante delle forniture di beni e servizi - che registrano, attualmente, differenze notevoli tra le nove province.
Per le Regioni che non raggiungeranno gli obiettivi di spesa concordati saranno confermati i meccanismi di responsabilizzazione finanziaria, tra cui l'aumento delle aliquote regionali dell'addizionale Irpef e Irap. Il Dpef propone che ''conseguentemente nel caso dell'effettivo venir meno di queste somme è prospettata, come alternativa, l'attivazione della procedura prevista da una norma contabile di carattere eccezionale che consente al Governo, al fine di effettuare pagamenti tassativamente previsti, di iscrivere somme in bilancio senza che le stesse abbiano corrispondenza nelle entrate''.

Inoltre, per completare la copertura del fabbisogno 2006 il Dpef indica ulteriori misure amministrative come, la riduzione della spesa corrente, la limitazione all'assunzione di impegni di spesa o all'emissione di titoli di pagamento e, ancora, le regolazioni contabili. ''Da valutare, infine, - ha affermato Cimino - l'ipotesi di tenere conto delle eventuali ricadute positive del maggior gettito rinveniente dalle entrate tributarie nel 2006 così come certificato dall'Agenzia delle Entrate''.

Fonte: La Sicilia

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18 ottobre 2006

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