Il Getty Museum si dice pronto a restituire la ''Venere di Morgantina'', ma per l'Atleta di Lisippo...

30 novembre 2006

Quelli del Getty Museum di Los Angeles, sostengono che l'Atleta bronzeo attribuito a Lisippo (conosciuto anche come il ''Giovane Vittorioso'') venne rinvenuta in acque internazionali nel 1964, quindi l'Italia non può assolutamente rivendicare la proprietà dell'opera.
Il ministro dei Beni Culturali italiano, Francesco Rutelli, conosce invece una storia diversa, e dice che questo, in realtà, venne rinvenuto sì nel '64, ma nelle acque di Fano, da alcuni pescatori che lo  nascosero in Italia e poi fatto espatriare illegalmente per essere rivenduto al Getty.
''Dicono - ha detto Rutelli - che è stato trovato in acque internazionali? Ebbene noi abbiamo i verbali dei carabinieri che sostengono il contrario, ovvero che la statua venne pescata in acque italiane al largo di Pesaro''.

Insomma, pur con qualche sviluppo, la querelle sulle opere che il museo americano non vuole restituire all'Italia continua.
Gli sviluppi riguardano, in particolare, la ''Venere di Morgantina'', rivenuta nel 1979 in uno scavo in provincia di Enna, che l'istituzione museale losangelina è pronta a restituire, se entro un anno non verrà provato che l'opera d'arte appartiene legalmente al museo californiano. Resta invece il veto sull'Atleta di Lisippo.
La nuova strategia del Getty è stata illustrata dal direttore del museo, Michale Brand, in un articolo apparso ieri sul Los Angeles Times. Il Getty - così come già indicato nella lettera inviata recentemente a Rutelli - continuerà a studiare ''l'origine e la storia della proprietà della statua di Afrodite per un anno. Se al termine di quell'anno non potremo dimostrare che la statua appartiene in tutta legalità al Getty, verrà restituita all'Italia''.

Brand si è anche detto pronto a riprendere i negoziati con l'Italia, oltre a ribadire l'invito a Rutelli a visitare la Getty villa di Pacific Palisades, a Los Angeles, che ospita sia la Venere sia il Lisippo.
E proprio ieri il ministro Rutelli si trovava a New York, dove ha incontrato il conservatore del Metropolitan, Philippe de Montebello. Il ''Met'', come anche il Fine Arts di Boston (dove sempre ieri Rutelli ha consegnato in prestito un capolavoro romano), ha accettato di restituire all'Italia una serie di capolavori trafugati. Non tutto è risolto però con New York: come scrive da Roma il New York Times, l'Italia, infatti, ha chiesto alla collezionista Shelby White, uno dei principali mecenate del Met, di restituire una ventina di opere trafugate, alcune delle quali avrebbero dovuto finire nei prossimi mesi nelle vetrine del Museo della Quinta strada.

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30 novembre 2006

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