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Il governatore intercettato

I timori del presidente della Regione Raffaele Lombardo: "So di essere intercettato"

02 ottobre 2010

"So di essere intercettato. Come mai, però, non c'è nessuna intercettazione che mi riguardi direttamente?". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, conversando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova giunta. Il Governatore ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano di commentare indiscrezioni di stampa circa gli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Catania in cui Lombardo sarebbe indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. "Credo che il quotidiano 'La Repubblica' - ha aggiunto il governatore - attragga da qualche parte notizie che mi riguardano. Sono già stato ascoltato dal procuratore di Messina, Guido Lo Forte, che indaga sulla fuga di notizie da Catania relativa all'inchiesta. A questo punto chiedo alla Procura di Messina di dare un segno preciso sullo stato dell'indagine, perché anche oggi sono state pubblicate notizie che dovrebbero essere coperte da segreto d'ufficio".

Lombardo ha commentato infine la perquisizione avvenuta l'altro ieri nella redazione del quotidiano catanese free press Sud: "Ho detto di credere che atti coperti da segreto istruttorio siano in mano a giornalisti. Ieri probabilmente hanno sbagliato a fare le verifiche nella sede di questo giornale, dovevano andare da 'Repubblica'".
E proprio sulla perquisizione, o meglio, sul controllo preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Catania sui contenuti del free press Sud, ha parlato il direttore della testata giornalistica, Antonio Condorelli, sostenendo che l'iniziativa fa "seguito a una denuncia del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo". La notizia è stata confermata da fonti della Procura secondo le quali "l'esibizione di una copia è stata disposta in seguito all'ipotesi di divulgazione di atti pertinenti a indagini in corso coperti da segreto istruttorio che se pubblicati rischiano di compromettere l'esito di un'inchiesta ancora aperta". Il provvedimento è stato firmato dal procuratore capo Vincenzo D'Agata e dagli aggiunti Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro.
"Il presidente Lombardo e gli altri potenti di qualunque colore politico - ha commentato Condorelli - devono rassegnarsi all'esistenza di un nuovo free press senza padrini e senza padroni. A parlare saranno le carte come è avvenuto nel numero zero e come avverrà nei prossimi numeri di Sud compreso quello in corso di stampa".

Nel precedente numero il free press Sud aveva pubblicato l'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Catania dal primario dell'ospedale Cannizzaro, Alberto Lomeo, che si sarebbe rifiutato di firmare un referto di un collega di reparto che diagnosticava un aneurisma all'aorta al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Il leader del Mpa si sarebbe sottoposto ad accertamenti durante l'inchiesta aperta dalla Procura etnea in cui è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. La visita sarebbe stata effettuata cinque giorni dopo l'indiscrezione, poi smentita lo stesso giorno dai magistrati, di una probabile richiesta di arresto del governatore. Lombardo ha denunciato il free press chiedendo un risarcimento danni di 5milioni di euro.
Sul certificato medico la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta conoscitiva contro ignoti, senza iscritti nel registro degli indagati. Il 27 settembre scorso i sostituti titolari del fascicolo hanno sentito, come persona informata sui fatti, il professore Lomeo. L'ospedale Cannizzaro ha aperto una propria inchiesta interna e preparato una relazione che è stata depositata per conoscenza alla Procura di Catania.

[Informazioni tratte da Repubblica/Palermo, Ansa, La Siciliaweb.it]

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02 ottobre 2010
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