Il governo Crocetta ribadisce il suo no al Muos

La Regione siciliana ha avviato la revoca delle autorizzazioni per la costruzione del sistema radar della Marina Usa

06 febbraio 2013

Ieri mattina un gruppo di abitanti di Niscemi (CL) ha inscenato una protesta davanti a Palazzo dei Normanni di Palermo, sede dell'Assemblea regionale siciliana, per dire no alla realizzazione del MUOS, il sistema radar della Marina militare americana in fase di costruzione proprio in una riserva naturale alla periferia di Niscemi.
A guidare il presidio di protesta, oltre alle "mamme di Niscemi" anche il sindaco Francesco La Rosa: "Non vogliamo che Niscemi sia obiettivo primario incaso di guerra, non vogliamo sentir parlare di stazione di monitaraggio e non vogliamo neppure le 41 antenne già installate".
Proprio ieri la commissione Sanità dell'Ars ha convocato le commissioni parlamentari per una riunione per approfondire la questione del Muos di Niscemi.  Grandi assenti sono stati proprio gli americani, sebbene i commissari avessero contatto venerdì scorso l'ambasciata Usa per avere un loro rappresentante alla riunione.

Gli Stati Unititi sono stati "omissivi" sul Muos di Niscemi. E' questa l'accusa del Presidente della Commissione Sanità dell'Ars, Pippo Digiacomo, lanciata nel corso della commissione. "La mancata produzione di documentazione da parte degli Usa sul Muos di Niscemi non è una questione di segreto di Stato ma una vera e propria omissione", ha detto Digiacomo dopo avere ascoltato gli studiosi secondo cui il radar potrebbe provocare tumori e altri problemi di salute. Digiacomo ha anche redarguito duramente il direttore generale dell'Arpa Sicilia, Francesco Di Baucina: "perché avere fatto ricominciare i lavori al Muos senza intervenire?".

Ancora una volta la comunità scientifica ha sollevato molti dubbi sull'impatto che il sistema satellitare può avere sull'ambiente e la salute. I professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino hanno ribadito che i dati a disposizione delle attuali antenne (sono 46) presenti a Niscemi emettono onde ad alto rischio, mentre il docente dell'Università di Padova Angelo Levis, tra i massimi esperti del settore, ha sostenuto che la pericolosità delle radiazioni è supportata "ormai da un'ampia letteratura" e da numerose sentenze giudiziarie, compresa la Cassazione.
Rischi e perplessità che i professori Patrizia Livreri e Luigi Zanforlin, i due ingegneri dell'Università di Palermo che nel 2011 hanno dato parere positivo al Muos, non sono riusciti del tutto a fugare. I due studiosi sono stati criticati per non aver portato in commissione i dati in base ai quali hanno stilato la relazione fatta propria dalla Regione quando due anni fa firmò il protocollo d'intesa con l'allora ministro della Difesa Ignazio La Russa, dando l'ok al Muos.

La Livreri, vicina all'ex governatore Raffaele Lombardo e in passato consulente di Finmeccanica, ha opposto il "segreto professionale", polemizzando sul piano politico con i commissari. Poi ha rivelato che ad ingaggiare lei e Zanforlin è stata la società Urs di Milano, controllata dalla Urs corporation, gruppo internazionale che ha il quartier generale a San Francisco, negli States. Per Livreri, che dice di non sapere chi ha incaricato la Urs di occuparsi della consulenza, il Muos "è un sistema di telecomunicazioni innovativo e non un sistema d'arma di difesa", come viene valutato dai comitati "No Muos". In base a quali parametri i due ingegneri palermitani, che in passato hanno avuto rapporti con gli Usa, hanno dato parere positivo però rimane top secret.

Alla fine, incalzato dal MoVimento 5 Stelle, dal popolo del "No Muos" che ha cominciato a contestarlo e alla fine dalle commissioni Sanità e Ambiente dell’Ars, il governatore Rosario Crocetta ha deciso di passare dalla sospensione dei lavori, che comunque non era servita a fermare le ruspe nella riserva di Niscemi, all'avvio della revoca delle autorizzazioni per la costruzione del sistema radar della Marina Usa.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it]

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06 febbraio 2013

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