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Il governo Lombardo si spacca sulla Sanità

Approvato il ddl sui taglia alla sanità, senza il voto di sei assessori su 12

09 ottobre 2008

La Giunta regionale siciliana ha approvato ieri il disegno di legge sul "riordino del servizio sanitario regionale", uno dei provvedimenti del piano di rientro dal deficit della sanità (pari a 850 milioni di euro). Sui dodici assessori che compongono la giunta  solo la metà ha però votato a favore.

"Si tratta di un testo aperto a tutti quegli apporti costruttivi che le forze parlamentari sapranno dare nell'interesse dei cittadini e della Sicilia. E' un progetto organico, razionale, che guarda all'efficienza delle prestazioni e che risponderà a livello territoriale, in modo omogeneo per tutta la Sicilia, ai bisogni di salute di tutti i cittadini". L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha commentato così il ddl sul riordino del sistema sanitario. "Sono certo che l'Ars saprà trovare la giusta sintesi - ha detto ancora - pur nel rispetto rigoroso dell'impianto, delineato dal testo approvato e che ci viene imposto dal piano di rientro". "Ringrazio il presidente Lombardo e i colleghi di giunta - ha infine concluso l'assessore Russo - che si sono sottoposti ad un vero e proprio tour de force per permettere l'approvazione  del disegno di legge in tempi brevissimi, consentendo così alla Sicilia di essere ancora una volta puntuale con il 'tavolo romano' che nei prossimi giorni dovrà valutare i provvedimenti relativi al piano di rientro".

Comunque, come accennavamo all'inizio,  il governo di centrodestra di Raffaele Lombardo sui tagli nella sanità pubblica in Sicilia (manovra da oltre 70 milioni di euro), si è diviso. Al momento del voto hanno abbandonato la sala i componenti del governo Antonello Antinoro e Pippo Gianni dell'Udc, e Giovanni La Via del Pdl, mentre erano assenti per impegni istituzionali Luigi Gentile (Pdl), Francesco Scoma (Pdl) e Titti Bufardeci (Pdl), gli ultimi due a Roma.

La nuova normativa nel dettaglio - Il disegno di legge per il riordino del servizio sanitario regionale, si propone di mettere "il cittadino al centro del sistema - si legge in una nota dell'assessorato alla Sanità - e intende garantire un'assistenza sanitaria efficace, appropriata ed omogenea, partendo dal territorio e 'avvicinando' i servizi sanitari all'utente".
Il provvedimento prevede una nuova articolazione funzionale dell'assessorato che si svilupperà non più su cinque dipartimenti ma in due: il dipartimento regionale per la pianificazione strategica e quello per le attività sanitarie. Con l'entrata in vigore della nuova legge decadranno i manager e saranno nominati i nuovi direttori generali. Cesseranno le loro funzioni le attuali Ausl e le aziende ospedaliere: verranno istituite le Asp (aziende sanitarie provinciali) e le Ao (aziende ospedaliere) che diventeranno operative con la nomina dei nuovi manager. Il numero delle aziende passerà da 29 a 17, e poi a 14 con l'accorpamento delle aziende universitarie di Palermo, Catania e Messina con alcune aziende ospedaliere dei tre capoluoghi.

Per quanto riguarda il servizio di emergenza-urgenza del 118, il ddl prevede che il sistema, che mantiene l'articolazione in "territoriale di emergenza" e "sistema ospedaliero", avrà una centrale operativa  in ciascuno dei due bacini regionali (occidentale e orientale) dotata di risorse tecnologiche e professionali. E' prevista anche l'istituzione di un comitato regionale e sarà individuato un referente del 118 in ogni Asp. Le Aziende sanitarie opereranno in rete per garantire, con il sistema telematico, il collegamento e il coordinamento delle funzioni socio-sanitarie ed assistenziali per assicurare al cittadino l'appropriatezza del percorso di accoglienza.

Viene delineato un sistema di controlli per verificare l'adeguatezza dell'azione svolta dai manager rispetto agli indirizzi programmatici del piano sanitario e dei piani attuativi. Le Aziende devono verificare la qualità, la congruità e l'appropriatezza delle prestazioni, dei tassi di occupazione dei posti letto e dei livelli di utilizzazione delle dotazioni tecnologiche e attivano le procedure di "governo clinico" anche per contenere il "rischio clinico" connesso all'espletamento delle funzioni sanitarie. Sul sistema dei controlli vigilerà l'assessorato alla Sanità con un apposito ufficio.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it]

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09 ottobre 2008
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