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Il governo promette più sicurezza...

... ma con la nuova manovra finanziaria taglierà abbondantemente le spese per la giustizia

15 luglio 2008

Recentemente il governo ha annunciato che la nuova manovra finanziaria prevede tagli alla giustizia. Tre miliardi di euro in tre anni, fanno sapere dai sindacati di categoria. Inoltre, il Ministero dell'Interno, con una circolare datata 13 giugno, ha sospeso gli "accreditamenti per le manutenzioni ordinarie", che tradotto vuol dire che per quest'estate caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno con le lampadine fulminate, le telecamere spente, i tubi dell'acqua che perdono.
Così recita la circolare: "Gli accreditamenti predisposti da questo ufficio (ossia quello dei "Servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale" del Viminale, ndr) per le manutenzioni ordinarie degli immobili demaniali e privati adibiti a sedi delle caserme dei carabinieri e della polizia di Stato sono stati sospesi, poiché l'ufficio centrale di Bilancio ha comunicato che sono in corso di istituzione i nuovi capitoli di spesa. Nonostante la consapevolezza del disagio provocato dal ritardo delle aperture di credito al momento risulta impossibile provvedere all'emissione degli accreditamenti. Si prega pertanto di sospendere gli affidamenti dei lavori e delle manutenzioni".

Eppure della sicurezza il centrodestra ha sempre fatto il suo vessillo. Nel programma elettorale del Pdl si legge, al punto 3: "Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza e maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine". Finora, però, le cose stanno andando diversamente, e non soltanto per via dei tagli annunciati nella manovra finanziaria.
La circolare del Viminale "cade in un momento difficile - spiega Giorgio Innocenzi, segretario nazionale del sindacato di polizia Consap - da tutta Italia infatti ci arrivano segnalazioni di sedi inagibili, telecamere guaste, tubi rotti". Non solo. Il Consap ha denunciato il mancato pagamento delle indennità agli agenti impegnati nella vigilanza sui treni a lunga percorrenza: "Da quando è nato il servizio, otto mesi fa - racconta Innocenzi - agli agenti non è stata mai corrisposta l'indennità speciale (pari a 100 euro a viaggio), che è a carico delle Fs, in base ad apposita convenzione col Viminale".
Non è tutto. La squadra nautica di Porto Empedocle (Agrigento), impegnata nel contrasto all'immigrazione clandestina, nel 2007 ha ricevuto 18mila euro e nel 2008 solo 9mila per la manutenzione delle motovedette e il carburante (basta pensare che ogni rifornimento per le barche di altura "Squalo" costa circa 2mila euro e dura in media 6 giorni). "Tutte le squadre nautiche - ha spiegato Claudio Giardullo del Silp Cgil - hanno lo stesso problema: dallo stanziamento dell'anno 2007 pari a 1.200.000 euro, si è passati a soli 400mila euro per il 2008".

Il taglio delle spese per la giustizia, ha fatto già sentire i suoi effetti anche alla procura di Palermo, dove i magistrati non hanno neppure i soldi per comprare la carte per fotocopiare le richieste di misure cautelari. E spesso sono costretti a comprarla a proprie spese.
A lanciare l'allarme è il procuratore Francesco Messineo che parla di "risorse economiche centellinate". "Ne ho parlato col ministero più volte - ha detto Messineo - ma mi è stato risposto che mancano i fondi. Qui la situazione è drammatica. Il nostro è un compito arduo. e siamo in un momento fondamentale: in un colpo solo potremo perdere tutte le battaglie vinte finora contro la mafia, se lo Stato non utilizza i mezzi che potrebbe e dovrebbe impiegare". "Non riusciamo nemmeno a pagare le ditte che hanno effettuato le intercettazioni - ha aggiunto - Così non può andare. Se si vogliono portare a casa i risultati non si possono centellinare le risorse". 

Dal Viminale hanno però fatto sapere che sulla mancanza di liquidi per le spese di manutenzione di caserme, questure e procure, gli organi di informazioni hanno lanciato notizie allarmistiche. "Non c'è nessuna crisi ma solo un lieve ritardo degli accreditamenti per le spese di manutenzione", ha precisato con un nota il ministero dell'Interno. "Un ritardo - hanno sottolineato - determinato dall'attuazione della legge Finanziaria 2008 approvata dal Governo Prodi, che ha comportato una modifica dei capitoli di bilancio sui quali tradizionalmente gravano queste spese con la conseguente, temporanea, impossibilità di utilizzare i capitoli stessi per soddisfare le esigenze di mantenimento di commissariati e caserme". "Il Ministero dell'Interno e il Ministero dell'Economia - continua la nota - sono da tempo al lavoro per porre rimedio a questo disagio e, non appena completata la revisione contabile imposta dalla legge Finanziaria del Governo Prodi, la situazione tornerà alla normalità. Si stima che ciò avverrà entro una settimana. Contrariamente a quanto lasciato intendere dai giornali le forze dell'ordine sono assolutamente in grado di garantire la sicurezza dei cittadini e l'impegno del Governo sulla sicurezza è assicurato da un ulteriore fondo straordinario di 300 milioni previsto dalla Legge finanziaria 2009 attualmente in discussione alla Camera".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, La Siciliaweb.it, Adnkronos.com]

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15 luglio 2008
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