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Il legittimo impedimento è legge

Il Senato ha votato la fiducia sul ddl sul legittimo impedimento. Per il governo è il 30mo ricorso alla fiducia

11 marzo 2010

Il legittimo impedimento è legge. Ieri il Senato ha infatti votato la fiducia sul primo e secondo articolo del ddl, poi in serata è arrivato anche il voto finale. Nella prima votazione a favore hanno votato 168 senatori; 132 i contrari, 3 le astensioni. L'aula di palazzo Madama ha quindi votato a favore anche della seconda fiducia, quella relativa all'articolo 2. Per il sì si sono espressi 168 senatori della maggioranza, 132 i contrari (Pd, Idv e Udc) e 3 sono stati gli astenuti.
Il ddl sul legittimo impedimento riguarda le figure del presidente del Consiglio e i ministri ove imputati in procedimenti penali. Nei due articoli che lo compongono è previsto che durante il processo, il giudice rinvia l'udienza in presenza di legittimo impedimento ogni volta che sia richiesto dalla parte. Il rinvio può essere automaticamente di sei mesi qualora la presidenza del Consiglio attesti che l'impedimento è continuativo.

Per il presidente del Consiglio costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze il concomitante esercizio di una o più attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo.
Per i ministri costituisce legittimo impedimento l'esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio dell'udienza.
Le norme si applicano fino all'entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri, nonché delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e comunque non oltre diciotto mesi.

Le reazioni - Contro il ddl sul legittimo impedimento nell'aula del Senato è scoppiata la protesta dell'Italia dei valori. Tutti i dipietristi hanno indossato sopra la camicia una maglietta con scritto: "Berlusconi fatti processare!", oppure "Basta con le leggi-porcata!". In più, quando passano per la chiama richiesta per il voto di fiducia, consegnano il fascicoletto della Costituzione nelle mani del presidente del Senato, Renato Schifani.
"Sul legittimo impedimento votiamo contro. Ci saremmo astenuti come alla Camera ma il governo ha blindato il provvedimento con il voto di fiducia e quindi non possiamo far altro che votare contro". Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini ha spiegato il voto del suo partito sul provvedimento sul legittimo impedimento. "Avevamo presentato sette emendamenti per migliorare il testo - ha spiegato Casini - non è stato possibile discuterne. Non abbiamo altra scelta che votare no".

Ricorso alla fiducia: Governo a quota 31 - Con la doppia fiducia del Senato sul ddl che introduce il legittimo impedimento, il governo Berlusconi passa in pochi giorni a quota 31 fiducie (l'ultima, la n.29, risale solo a pochi giorni fa - il 4 marzo - ed era stata posta sul decreto Enti locali alla Camera). Con le due fiducie incassate ieri al Senato, il Berlusconi IV nel suo anno e dieci mesi di vita 'stacca' il Berlusconi II che nella XIV legislatura in quasi quattro anni (per la precisione 3 anni e dieci mesi) aveva fatto ricorso alla questione di fiducia 29 volte.
I precedenti voti di fiducia dell'attuale esecutivo sono stati, in ordine cronologico: il 25 giugno 2008 sul decreto fiscale (con le misure sull'abolizione dell'Ici per la prima casa e per la defiscalizzazione degli straordinari), il 15 luglio sul decreto sicurezza, il 21 luglio e l'1 e il 5 agosto sempre sul decreto manovra (al Senato e alla Camera), il 7 ottobre sul decreto scuola, il 22 ottobre sul decreto Alitalia, il 2 dicembre sul decreto sanità, il 7 gennaio 2009, sul decreto per l'università, il 14 gennaio alla Camera sul decreto anticrisi, il 27 gennaio al Senato sullo stesso provvedimento, due volte sul decreto milleproroghe, l'11 febbraio al Senato e il 19 febbraio alla Camera, il 2 aprile scorso sullo stesso decreto incentivi, con le norme sulle quote latte, a Montecitorio, il successivo 8 aprile, sullo stesso provvedimento al Senato, il 13 maggio, quando le norme del disegno di legge sicurezza sono state oggetto di tre votazioni, ed il 10 giugno, sul maxi emendamento al disegno di legge sulle intercettazioni.
Il 2 luglio, poi, sono state poste tre fiducie sul ddl sicurezza al Senato. Sul decreto anticrisi era stata votata la fiducia alla Camera il 24 luglio e al Senato l'1 agosto. Il 30 settembre era stata la volta del decreto correttivo delle misure anticrisi, che contiene le norme sullo scudo fiscale. Poi il 18 novembre sul decreto Ronchi, e il 16 dicembre scorso sulla legge finanziaria. Quindi l'11 febbraio 2010 sul milleproroghe al Senato e il 4 marzo alla Camera sul decreto enti locali.
In precedenza, il governo aveva avuto la fiducia sia alla Camera che al Senato al momento della sua formazione. Nella XIV legislatura, il governo Berlusconi II aveva totalizzato 29 voti di fiducia in tre anni e 10 mesi, ai quali vanno aggiunte le 21 fiducie del terzo governo Berlusconi, nei suoi nove mesi e mezzo di vita.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, ANSA]

- Che cosa cambia per Berlusconi imputato di Emilio Randacio (Repubblica.it)

 

 

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11 marzo 2010
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