Il lungo itinere del piano rifiuti siciliano

Poco prima della pensione Guido Bertolaso si è pronunciato sul piano rifiuti della Regione Siciliana

16 novembre 2010

Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, prima di lasciare il proprio posto per andare in pensione, ha trovato il tempo di firmare la nota con la quale il Dipartimento non ha ritenuto la sussistenza dei presupposti per "fornire l'intesa sul piano dei rifiuti della Regione siciliana". Non una vera e propria "bocciatura" però, infatti, Bertolaso ha scritto: "Si resta a disposizione per ogni forma di collaborazione volta alla necessaria implementazione del piano per assicurarne la tempestiva adozione".
Bertolaso, dopo avere sottolineato il ritardo con cui il piano è stato inviato al Dipartimento, ha fatto un elenco dei punti che ha ritenuto insufficienti. "Il documento - ha scritto il capo della Protezione civile - non contiene i cronoprogrammi cui commisurare il raggiungimento degli obiettivi per le diverse fasi, né quantifica la durata della fase emergenziale e di quella transitoria". Quindi ha suggerito di inserire subito nel piano la costruzione dei termovalorizzatori, nodo dello scontro politico tra il governatore Raffaele Lombardo e la sua ex maggioranza, ora all'opposizione, Pdl e Udc. "Nella fase a regime - ha scritto ancora Bertolaso - è prevista la realizzazione di impianti per la valorizzazione energetica dei rifiuti urbani residui; tenuto conto che i tempi occorrenti per pianificare, autorizzare e costruire gli impianti di termovalorizzazione non sono inferiori ai quattro anni, sarebbe opportuno che, laddove si optasse per la loro presenza nel ciclo, le relative attività fossero inserite nel piano e avviate fin dalla prima fase emergenziale".
Inoltre, tra i punti critici Bertolaso ha citato l'assenza della "stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento" sostenendo che "il tema delle raccolte differenziate non affronta gli aspetti economici dei diversi modelli organizzativi". In più, "la programmazione relativa all'ampliamento delle discariche pubbliche esistenti e/o nuove, sufficiente a soddisfare il fabbisogno per tre anni, sembra - ha concluso Bertolaso - oltremodo superiore ai tempi dettati dalla normativa regionale".

Nei giorni scorsi l'assessore regionale all'Energia e ai servizi di pubblica utilità, Giosué Marino, ha avviato a Roma, con il prefetto Franco Gabrielli, i primi approfondimenti sulle osservazioni formulate dalla Protezione civile nazionale, in merito al piano regionale dei rifiuti. "L'appuntamento - ha detto Marino - aveva un chiaro obiettivo: approfondire le considerazioni ed i rilievi fatti alla Regione siciliana, in modo da apportare tutti gli adeguamenti necessari al piano, in particolare, sul terreno degli interventi infrastrutturali". "Ci siamo confrontati - ha sottolineato l'assessore - con spirito di collaborazione, per l'individuazione delle infrastrutture e delle azioni da attuare e le relative integrazioni da apportare al documento presentato qualche settimana fa al ministero dell'Ambiente ed al dipartimento della Protezione civile".
Marino ha spiegato che "sono state messe a fuoco le ragioni che hanno prodotto, in atto, la mancata approvazione del documento". Gabrielli ha manifestato piena condivisione in ordine alla strategia di fondo del documento regionale pianificatorio dei rifiuti, rigorosamente incentrato sulla raccolta differenziata, sull'impiantistica finalizzata alla valorizzazione del rifiuto fino al conferimento della 'quantita' residuà negli altiforni complessi (cementerie e centrali elettriche), impianti di termovalorizzazione a tecnologia evoluta con potenzialità fortemente correlata alla quantità di rifiuto residuo. "Nella sostanza è stata richiesta dalla Protezione civile la definizione di un piano di dettaglio riguardo gli interventi infrastrutturali da realizzare e delle azioni da attuare", ha precisato Marino, che ha condiviso i punti messi a fuoco, utili a perfezionare il Piano. "Ci incontreremo ancora - ha concluso l'assessore - a stretto giro, per arrivare in tempi brevi alla definizione del documento per renderlo operativo prima possibile".

[Informazioni tratte da GdS.it, Ansa]

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16 novembre 2010

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