Il Mare di Palermo ha ritrovato il suo Castello. Ai palermitani il loro Castello a Mare

12 dicembre 2007















Giovedì 13 dicembre
2007, presso la Sala Conferenze del Convento della Magione (Via Teatro Garibaldi, 27), la Delegazione di Palermo del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, organizza un incontro aperto alla cittadinanza con il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo Dr.ssa Adele Mormino sui lavori di recupero del “Castello a Mare”. Interverranno anche i Dirigenti della Soprintendenza Dr.ssa Francesca Spatafora, a capo del Servizio per i Beni Archeologi e diretta Responsabile dei progetti esecutivi, e il Dr. Matteo Scognamiglio, Dirigente Responsabile del Servizio per i Beni Architettonici.
Con supporti multimediali saranno mostrati i progressi nei lavori di recupero e il risultato ad opera finita.

IL MARE DI PALERMO HA RITROVATO IL SUO CASTELLO
Il Castello a mare, dopo anni trascorsi dimenticato dai suoi concittadini, sta per riprendersi la scena del fronte a mare.

Il Castello di San Pietro o Castello a Mare sorge in quella che un tempo rappresentava la zona popolata più vicina al mare, di fronte Piazza XIII Vittime.
Una fortezza dal passato importante, costruita in epoca arabo-normanna, alla quale furono assegnate diverse funzioni oltre a quelle proprie della difesa dagli attacchi dal mare. Fu dimora per vicerè sotto il dominio spagnolo, per gli inquisitori durante la reggenza di Ferdinando il Cattolico, financo carcere: le sue celle ospitarono infatti intellettuali e poeti reclusi durante il periodo dell'inquisizione come Antonio Veneziano che vi perse la vita nel 1593. Il Castello fu anche scenario di tante battaglie come quella tra savoiardi e spagnoli nel 1718 o quella del 1734 che vide protagonisti gli austriaci e i borboni.
Il bastione nel corso dei secoli fu sempre più fortificato e la sua struttura originaria subì diversi rimaneggiamenti stilistici. Nessuna battaglia però ne stravolse l'assetto strutturale ed architettonico come riuscì, invece, a fare la mente umana che in parte lo distrusse per fare posto al porto.
L'opera di recupero vede la sinergia tra Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, Comune di Palermo e Autorità Portuale, e già rende possibile visitare da vicino il Castello, passeggiare attraverso percorsi ideati, visitare la parte della fortezza rivolta verso la città, il fossato di difesa, la Porta Aragonese ed il baluardo di San Giorgio con il suo caratteristico rivestimento con pietre prominenti. Le altre zone della fortezza sono ancora in fase di recupero.

Ma la sua restituzione alla cittadinanza si sogna ancor più prestigiosa. Nell'idea, oltre al compimento dei lavori, infatti, c'è la volontà di realizzare un passaggio pedonale che con un ampio spazio verde unisca il Castello all'attracco delle barche e che metta in contatto il Foro Italico e il Castello.

Parco del Castello a Mare
La storia - Del Castello a mare di Palermo non è, oggi, possibile avere notizie certe circa la sua origine. E' tuttavia plausibile supporre l'esistenza, fin dalle epoche antiche, di un presidio fortificato sulla penisola che da nord chiudeva l'accesso al porto dell'antica Panormos del quale si ha certezza di una prima fondazione in età musulmana.
La struttura tra il XII e il XIV secolo mantenne, probabilmente, una configurazione planimetrica in forma di quadrilatero; esistevano già la torre mastra, i fossati, le prigioni e la porta d'accesso al complesso. Nel XV secolo fu realizzata la nuova cinta che ampliò l'area del castello verso la città, inglobando anche una cappella.
Intorno al 1496 fu costruito il torrione cilindrico ubicato all'angolo ovest della nuova cinta muraria della fortezza, il cosiddetto Baluardo di S. Pietro. Sotto il dominio di Carlo V, la fortezza venne dotata di un nuovo sistema bastionato: sono di questa epoca i grandi baluardi degli angoli ovest e sud della cinta.
Il castello, dal 1553 al 1601, fu sede del tribunale dell'Inquisizione e delle sue carceri. Successivamente esaurito il suo ruolo difensivo, la struttura sopravvisse solo con funzione di controllo nei confronti della città.
Nel 1860, identificato dalla popolazione quale simbolo dell’abbattuto potere Borbonico, venne preso d’assalto e demolito in alcune sue parti. Dopo l'Unità d'Italia, il complesso fu adibito a caserma e tale rimase la sua funzione sino a quando, allo scopo di ampliare le infrastrutture portuali, se ne ritenne indispensabile l'abbattimento. Tra il 1922 e il 1923 fu compiuta la vandalica ed inutile demolizione cui, per le proteste degli intellettuali dell'epoca, si sottrassero i pochi resti visibili prima dell'inizio degli interventi di scavo e restauro delle strutture superstiti, realizzati dalla Sezione Archeologica della Soprintendenza di Palermo a partire dal 1988 per la riscoperta di uno dei complessi architettonici più noti e antichi della città.

Il progetto - Il progetto per la realizzazione del Parco del Castello a mare di Palermo è stato redatto dai tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali e Ambientali, a seguito dell'accordo di programma convenuto tra il Comune di Palermo, la Regione Siciliana Assessorato ai Beni culturali e la Soprintendenza ai Beni culturali, nell’ambito di un Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio promosso dal Comune di Palermo.
Le opere previste dal progetto sono costituite da:
a) Demolizione dei fabbricati e delle superfetazioni presenti sull'area dell'intervento.
b) Scavi per la rimessa in luce delle strutture superstiti del Castello a mare.
c) Restauro delle strutture superstiti, rimesse in luce.
d) Sistemazione dell’area del Parco, realizzazione del percorso didattico, recinzione dell'area.

www.fondoambiente.it

 

 

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12 dicembre 2007

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