Il mare siciliano passa il test di Goletta Verde

Legambiente sostiene che la situazione dei mari siculi non desta eccessive preoccupazioni

15 luglio 2003
Lo stato di salute della balneazione siciliana per la stagione 2003 non desta eccessive preoccupazioni. "Su 48 prelievi effettuati sino a questo momento 31 sono risultati non inquinati, 14 leggermente inquinati, 1 inquinato, 2 gravemente inquinati". E' quanto emerge dalle analisi effettuate da Goletta Verde di Legambiente, la campagna di analisi e informazione sullo stato di salute dei mari italiani realizzata con il contributo di Vodafone Omnitel e Mare Pronto - Gruppo Arena. I risultati sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa che si è tenuta al Lido Gazebo di Priolo (SR) alla quale hanno partecipato Rossella Muroni, portavoce nazionale di Goletta Verde e Paolo Tuttoilmondo, presidente di Legambiente Siracusa.

"In sintesi, possiamo ritenere che la rapida fotografia scattata dai nostri biologi - dice Rossella Muroni - mostra una buona qualità per le acque di balneazione, non senza però qualche punto da tenere sotto controllo: su 17 punti di prelievo sono infatti 7 le località con un leggero inquinamento. Per Noto e Siracusa poi, si tratta di inquinamenti leggeri, dovuti alla presenza di concentrazioni ai limiti di enterococchi, il parametro microbiologico non ancora nella normativa italiana, ma già inserito nella direttiva europea sulle acque di balneazione in discussione al parlamento di Strasburgo, che Goletta Verde da tre anni utilizza per le sue analisi".

A fine luglio arriverà il ''Pietro Micca'', l'altra imbarcazione che ospita Goletta Verde: solcherà il mare della provincia di Messina, rendendo noti i dati sulla balneazione dell'ultimo tratto siciliano e partecipando al primo campeggio internazionale "Contro il Ponte sullo Stretto di Messina". "Nel mare siracusano - commenta l’Ass.ne Tuttoilmondo - come ogni anno si ripresentano i problemi legati alla mancata depurazione delle acque. Da anni Siracusa attende il completamento della rete fognaria e la depurazione delle acque dell'area nord della città e delle zone balneari a sud".

Giuseppe Giaquinta, a nome degli ambientalisti di Priolo, esprime un cauto ottimismo: "Ci rasserena sapere che dal mare del nostro territorio arrivano segnali rassicuranti per la stagione balneare: i dati dell'Arpa assicurano che nei sedimenti non ci sono metalli pesanti, nè problemi di inquinamento microbiologico. A mettere a rischio le nostre acque sono ancora una volta le scelte di politica industriale che insistono nella zona: con l'assurdo decreto in discussione in questi giorni, sull'abbattimento dei limiti per le acque di raffreddamento delle centrali elettriche si vuole alzare di due gradi il limite, portandolo da 35 a 37 gradi. Una soluzione che, aumenterebbe il riscaldamento del mare, aggravando una situazione già critica di inquinamento termico nel golfo di Augusta, dove ci sono quattro grosse centrali (Centrale Enel Marina di Melilli, Centrale Enel Tifeo, la centrale termoelettrica all' interno dell'Enichem e l'Isab Energy)".

Le bandiere nere ai "nuovi pirati del mare", amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all'ambiente marino e costiero, sono state assegnate in Sicila all'Eni "per le società Agip Petroli, ex Enichem (ora Syndial) e Polimeri Europa, responsabili dell'inquinamento delle falde idriche della zona e dello sversamento di mercurio nel mare antistante Priolo". Secondo Legambiente è necessaria un'indagine sugli altri impianti petrolchimici dell'ex gruppo Enichem, oggi Syndal, e di Polimeri Europa. Gli ambientalisti infine criticano il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, per «le omissioni nella demolizione delle case abusive nell'Oasi del Simeto e per l'approvazione della nuova variante della Plaja che prevede di costruire villaggi turistici e alberghi sulla costa".  

Fonte: La Sicilia

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15 luglio 2003

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