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Luca Parmitano ha portato la Sicilia nello spazio: l'astronauta catanese a bordo della navetta russa Soyuz

29 maggio 2013

La navetta russa Soyuz con a bordo l'astronauta siciliano Luca Parmitano si è agganciata alla Stazione spaziale internazionale (Iss). "Ciao mamma": è stato per la sua famiglia il primo pensiero dell'astronauta dell'Esa non appena è entrato nella Stazione Spaziale. Oltre alla madre, ha salutato la moglie Kathryn e la figlia Sara, di sei anni. Era così sorridente che qualcuno su Twitter l'ha definito "l'uomo più felice del pianeta". Parmitano ha anche riso divertito non appena ha visto il collega americano Chris Cassidy con i capelli rasato a zero, come i suoi, e si è complimentato con lui.

Partita alle 22:31 dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, la Soyuz ha completato il suo secondo viaggio 'rapido' verso la stazione orbitale, alla quale è arrivata in meno di sei ore anziché in due giorni. Un viaggio breve ma intenso perché non ha concesso nemmeno un minuto di relax, gli astronauti hanno a disposizione due ore di tempo libero per cenare, rilassarsi e prepararsi a otto ore di sonno.
La missione "Volare" è iniziata con ottimi auspici. Lancio perfetto, docking nominale e finalmente l'ingresso nella Stazione Spaziale Internazionale alle 6,00 circa di questa mattina, ora italiana, come da copione. Luca Parmitano è partito insieme al comandante russo Fyodor Yurchikhin e l'americana Karen Nyberg.

La Expedition 36-37 e la missione "Volare" - nome fortemente evocativo dell'Italia nel mondo grazie alla canzone che ha reso immortale Domenico Modugno - segnano anche il ritorno di un astronauta italiano sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). "Volare" è una missione di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana con la quale Luca Parmitano, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea e pilota sperimentatore dell'Aeronautica Militare, sarà in orbita per circa 178 giorni, il suo rientro sulla Terra, infatti, è al momento pianificato per novembre prossimo. Parmitano, maggiore dell'Aeronautica Italiana, è il primo della nuova generazione degli astronauti dell'Esa a essere stato assegnato a una missione sulla Iss. Durante la sua permanenza in orbita, avrà il compito di promuovere il futuro dell'esplorazione spaziale dell'Europa.

Le 'passeggiate spaziali' di Parmitano - Durante la missione, Luca sarà impegnato in più di 20 esperimenti scientifici per l'Agenzia Spaziale Europea e per l'Asi. Molti di questi esperimenti sono basati sul know how italiano, dovrà svolgere come membro di equipaggio della Iss un'ampia e articolata attività di sperimentazione, pianificata dal crew office della Nasa. Luca Parmitano sarà anche il primo astronauta italiano protagonista di due passeggiate spaziali, le delicate Eva, Extra Vehicle Activity, in programma nel mese di luglio, quando uscirà con l'astronauta americano Chris Cassidy.
Durante le sue due passeggiate spaziali, Parmitano si occuperà di importanti lavori di manutenzione sulle 'mura' esterne della Iss, sposterà e collocherà strumentazioni scientifiche poste al di fuori della Stazione e realizzerà attività preparatorie per l'arrivo nel prossimo anno del modulo russo Mlm.
Tra i record che faranno ricordare la missione "Volare" anche la velocità con cui Parmitano è arrivato sulla Iss: appena poche ore contro i due lunghissimi giorni di viaggio che hanno richiesto le precedenti missioni verso la Iss.

La missione di Parmitano potrebbe iniziare subito con un lavoro extra: una passeggiata spaziale non prevista per riparare un possibile danneggiamento a un sistema di guida per ancorare le capsule di rifornimento. Ad anticipare la possibilità del fuori programma è stato Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), poco dopo il lancio dell'astronauta.
Il malfunzionamento sarebbe a un particolare 'specchietto', un retroriflettore laser, necessario a guidare l'aggancio dell'Atv, il modulo di rifornimento che dovrà agganciarsi alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) nelle prossime settimane. La passeggiata spaziale extra per ripararlo, ha spiegato Saggese, è per ora una semplice eventualità e la certezza si potrà avere solo durante le fasi di avvicinamento del modulo di rifornimento. Se lo specchio dovesse essere danneggiato l'astronauta italiano dovrà completare le procedure di vestizione e depressurizzazione in maniera rapida e intervenire all'esterno della Iss. Proprio per questa eventualità un nuovo 'specchio' è stato trasportato dalla Soyuz e Parmitano ha ricevuto un addestramento specifico. Nel caso l'astronauta italiano dovesse intervenire per la sostituzione dello 'specchio', Parmitano dovrebbe quindi completare ben tre 'escursioni' all'esterno della Iss.
A bordo della Stazione Luca ha portato con sé, tra l'altro, anche la cuffia di nuoto della medaglia d'oro alle paraolimpiadi di Londra 2012, Cecilia Camellini. Simboli della forza, tenacia e della volontà come elementi per superare ogni ostacolo per raggiungere un obiettivo.

DA PATERNO’ ALLO SPAZIO di Eleonora Lombardo (Repubblica.it)

Non solo astronauta e primo siciliano in orbita, ma inquilino per sei mesi di un avamposto dell'umanità nello spazio. Luca Parmitano, maggiore dell'Aeronautica, 36 anni, di Paternò, è stato selezionato per lavorare sulla Stazione spaziale internazionale, un laboratorio grande quanto un campo di calcio nel quale si alternano astronauti europei, russi e americani che lavorano per ampliare la ricerca scientifica, tecnologica e medica. La missione di Luca Parmitano, ingegnere di volo, addestrato alla risoluzione delle emergenze, si chiama "Volare", in onore della canzone di Modugno. E con sé nello spazio si porta un po' di Sicilia "perché, anche se è banale dirlo, è vero che si può togliere un siciliano dalla Sicilia, ma non la Sicilia da un siciliano", dice Parmitano.
Ma quando le prospettive si allargano e le dimensioni con cui ci si confronta sono quelle spaziali, il senso di appartenenza acquista nuovi significati e la Sicilia che Parmitano si porta dentro non è semplice orgoglio regionalista: "Essere il primo siciliano nello spazio per me acquista senso solo perché la mia carriera è la prova che anche nascendo a Paternò, studiando, lavorando, non perdendo di vista i propri obiettivi, si può arrivare dove si vuole".

Parmitano parla di una caparbietà tutta siciliana, un modo ostinato di "cambiare il mondo a modo nostro" e di come partire da una terra che sicuramente pone più ostacoli alla realizzazione della propria vita lavorativa, soprattutto per carriere inedite come può essere quella di un astronauta, possa diventare una ragione più per farcela.
Figlio di un'insegnante di Francese e di un professore di Astrofisica, Parmitano è stato incuriosito geneticamente al mondo dello spazio e della scienza. "Il francese invece ho dovuto impararlo da solo", scherza.

Sposato, due bambine che chiama "bimbe del futuro" perché già "native digitali", spera per loro che la Sicilia sia in grado di preservare le sue bellezze naturalistiche e artistiche, ben sapendo che sono quelle più a rischio. "Per la Sicilia auspico al più presto un ricambio generazionale: è necessario che avvenga e che avvenga in tempi rapidi. Per il resto sono ottimista, non credo che la Sicilia soccomberà sotto il peso della globalizzazione".
Parmitano ottimista lo deve essere per mestiere: è stato addestrato a usare la paura come risorsa, lo stress per migliorare le proprie performance e il rischio come parte del suo mestiere. "Non guardo molto al futuro, abito il presente. Il futuro mi interessa in quanto è uno stimolo a spingere le cose nella direzione giusta".
E che questa sia una caratteristica siciliana, è difficile da credere. Una sicilianità straordinaria. "Sono fortunato perché da lassù non solo riuscirò a vedere la Sicilia, che è facilmente visibile per la sua forma, ma grazie all'Etna saprò in che direzione mandare i miei saluti".

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29 maggio 2013

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