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Il petrolio scende, la benzina aumenta e i distributori vogliono fare sciopero

Mentre negli ultimi giorni i prezzi dei carburanti sono aumentati vertiginosamente, i benzinai confermano lo sciopero dall'8 all'11 novembre

06 novembre 2011

Secondo il Quotidiano Energia, il prezzo dei carburanti alla pompa giovedì scorso ha sfiorato 1,7 euro al litro (1,694) per la verde e 1,575 euro al litro per il diesel. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, sulla rete Q8 la benzina ha toccato la punta massima di 1,648 euro al litro (1,551 euro al litro per il diesel). La media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi, secondo quest'ultima fonte, segna 1,631 euro al litro, mentre quella del gasolio sale a 1,542 euro al litro.
Tutto ciò succede mentre il prezzo del petrolio è in calo. Due giorni fa ha chiuso a 94 dollari al barile.

Dall'altra parte, dal primo novembre, in Italia, ha cominciato a essere applicato l'ennesimo rincaro delle accise, a livello nazionale, pari circa a un euro. Aumento che è stato deciso dal governo nella riunione del 31 ottobre allo scopo di raccogliere i 65 milioni necessari a far fronte all'alluvione in Liguria e Toscana.
Secondo l'Unione petrolifera, è sempre la tassazione dei carburanti ad aver prodotto il picco della verde a 1,7 euro al Sud, dal momento che in alcune Regioni c'è stato un aumento delle accise di circa 2,5 centesimi. Dall'inizio dell'anno, sempre secondo l'associazione dei petrolieri, l'impatto della tassazione sarebbe pari a circa 8 centesimi, considerando il primo rincaro di marzo, il doppio ritocco di fine giugno e l'ultimo aumento di qualche giorno fa. Sul tutto graverebbe anche l'aumento dell'Iva al 21%.
Secondo i dati pubblicati proprio sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, il cosiddetto "stacco Italia", cioè il differenziale dei nostri prezzi rispetto a quelli europei, per la benzina super era pari a 4,6 centesimi all'inizio dell'anno ed è pari a 4,7 centesimi (+0,1) al 17 di ottobre. Stesso discorso vale per lo "stacco" sul gasolio che passa dai 3,3 ai 3,8 centesimi (+0,5) attuali.

Intanto si profila un lungo sciopero dei gestori degli impianti che dovrebbero restare chiusi dalla sera dell'8 novembre alla mattina dell'11. I sindacati dei gestori di impianti di benzina lo hanno confermato ieri, anche se il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia ha fissato una riunione al ministero martedì prossimo per cercare di evitare la protesta. Venerdì mattina il sottosegretario ha incontrato i sindacati, ma l'esito della riunione sembra essere stato interlocutorio, e in una nota Figisc e Anisa hanno detto che lo sciopero - contro i tagli alla rete di distribuzione e il mancato bonus fiscale da parte del governo - resta confermato.
"Al Ministero abbiamo espresso l'irrinunciabilità al provvedimento che, in caso di mancato rinnovo, costringerebbe alla chiusura migliaia di piccole gestioni, mettendo sul lastrico le imprese, le loro famiglie ed i loro dipendenti", ha detto nella nota Luca Squeri, in riferimento al bonus.
Il sottosegretario Saglia, per parte sua, ha annunciato che "lunedì invieremo a Faib, Fegica e Figisc un documento con una dichiarazione di impegno da parte del nostro ministero che soddisfi le loro richieste relative in particolare al bonus fiscale". In una nota, Saglia ha anche detto che i gestori verranno convocati martedì 8 novembre "per un confronto costruttivo sulle proposte del documento".
In mancanza di accordi, i sindacati hanno annunciato che gli impianti resteranno chiusi dalle 19.30 dell'8 novembre alle 7 dell'11 novembre.

[Informazioni tratte da Corriere.it, Reuters.it]

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06 novembre 2011
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