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Il piano che ''divide'' tutti

Il piano di rientro delle spese della Sanità siciliana dell'assessore Russo ha spaccato l'Ars

21 novembre 2008

Ieri l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, e i tecnici dell'assessorato hanno illustrato ai componenti della commissione servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana il piano che prevede la rimodulazione della rete ospedaliera e il riordino della rete territoriale.
Il piano di Russo, che mai è stato accolto con entusiasmo (sia dal centrosinistra che dal centrodestra) negli ultimi giorni è stato nuovamente e fortemente criticato da alcuni esponenti del Popolo delle Libertà, dell'Udc e dell'opposizione. Le critiche maggiori al piano riguardano soprattutto la riduzione di 5.700 posti letto. "Ma i veri tagli saranno circa mille - ha spiegato l'assessore Russo nei giorni scorsi - non uno di più. Tutti gli altri letti in realtà non sono mai stati utilizzati per cui la loro eliminazione non cambierà nulla nel sistema di assistenza sanitaria".

La riforma dovrà essere approvata, come ha richiesto il ministero della Sanità, entro il 15 gennaio, in concomitanza con la programmata verifica dei conti (LEGGI). E' in arrivo intanto l'accreditamento della prima tranche di 211 milioni di euro relativa al mutuo trentennale di 2 miliardi e 800 milioni.
"Ho lavorato per rendere chiaro e trasparente il percorso da portare avanti - ha detto Russo al termine dell'incontro - Sugli obiettivi da raggiungere c'è convergenza, mentre è sul come che ancora ci sono divisioni. Credo comunque che si può trovare una sintesi. Per quel che ci riguarda la data importante a cui finalizzare la nostra attività è il 15 gennaio prossimo: il giorno della valutazione ministeriale".


Intanto in commissione sono stati depositati altri due ddl. Uno del Pdl, primo firmatario il capogruppo Innocenzo Leontini, e uno del Pd, primo firmatario Antonello Cracolici.
Per Leontini "restano ancora riserve e perplessità. C'è una forte divergenza fra la nostra posizione e quella dell'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. Credo comunque che ci sia margine per un dialogo costruttivo e produttivo. Da parte nostra, alla luce del dibattito rimangono dei dubbi. Abbiamo comunque grande rispetto per il presidente della Regione Lombardo che ha annunciato che farà nei prossimi giorni una verifica sul piano di rientro".
Alle perplessità di Leontini l'assessore Russo, ha replica con una mossa a sorpresa, ossia rivelando i contenuti di una lettera che il premier Silvio Berlusconi ha inviato al presidente della Regione Raffaele Lombardo per manifestare "il suo apprezzamento per quanto fatto finora per il risanamento dei conti della sanità siciliana".

Un gesto in risposta alle accese critiche e alle contrarietà già manifestate nei giorni scorsi dal Pdl che, come hanno scritto in una nota alcuni esponenti, "conferma il proprio appoggio al disegno di legge alternativo al piano dell'assessore Russo, del quale è il primo firmatario Leontini". Nota seguita da dichiarazioni di Leontini ben meno pacate rispetto a quelle sentite ieri: "Russo ha spacciato il sì al piano di rientro come un suo successo, ma la prima tranche di fondi (i 211 milioni, ndr) trasferiti dallo Stato in Sicilia altro non è che la conseguenza dell'applicazione del piano Lagalla. Il resto, dallo sconsiderato taglio dei posti letto alla riforma sanitaria che non separa Ausl e ospedali e non elimina gli sprechi, è tutto da discutere. Spero che Russo la smetta di farci passare per conservatori". "Quest'assessore non ci rappresenta - è stato l'affondo di Leontini - e siamo pronti a chiedere formalmente la sfiducia. Spero che Lombardo intervenga e ci dia chiarimenti utili su come andare avanti".
Comunque non tutto il Pdl è contro Russo, come ad esempio Franco Mineo, deputato vicino a Micciché ("assurdo fare opposizione alla nostra maggioranza") e un altro autorevole esponente della stessa corrente, il vicepresidente della Regione Giovanbattista Bufardeci che ha tentato di smorzare i toni: "Bisogna avviare il dialogo fra governo e maggioranza senza perdere neppure un secondo". Leontini stesso si è trovato allora costretto a diramare un altro comunicato per accontentare le "colombe" e sollecitare un incontro con Lombardo "alla presenza anche di Russo".
A questo punto Russo ha deciso di rendere nota la lettera scritta da Berlusconi nella quale, rispondendo al governatore Lombardo, il premier afferma che i tecnici ministeriali, e non solo, che hanno esaminato le carte del piano di rientro siciliano "hanno evidenziato che la Regione ha avviato processi di riorganizzazione del sistema sanitario caratterizzati da forte strategicità e innovazione".

Oltre al ddl della discordia firmato da Leontini, poco fa si accennava ad un altro ddl contropposto a quello di Russo e firmato da Antonello Cracolici. "Il taglio dei posti letto previsto da Russo è inaccettabile noi chiediamo - ha detto Cracolici - che non superi il numero di 2500, come previsto dal piano di un anno fa firmato dall'assessore Roberto Lagalla con il ministro Livia Turco. Per quanto riguarda la riduzione del numero della Asl la nostra proposta è similare a quella della giunta però contrastata dal centrodestra". Di tutt'altro avviso il parlamentare regionale del Pd, Dino Fiorenza: "Il piano di rientro rivoluzionerà il sistema sanitario siciliano e deve essere attuato nella sua interezza e subito. Non è possibile - ha continuato - frammentarlo in diversi momenti perchè si correrebbe il rischio di svuotarlo della sua efficacia per favorire vecchie logiche spartitorie. Apprezzo comunque la disponibilità dell'assessore alla sanità Russo di un confronto più intenso con la commissione  parlamentare".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

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''Un magistrato nel rione Sanità'' - Atto I (Guidasicilia.it)

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21 novembre 2008
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