Il piede conteso, ovvero: tragicomica di un piede morto e del suo triste padrone

Quando la realtà dei fatti supera i paradossi più alti della fantasia

08 febbraio 2003
La vicenda, tutta ''pirandelliana'', ha avuto come teatro il paese di Gioiosa Marea in provincia di Messina. Anche il nome del personaggio che ha vissuto la vicenda ha qualcosa, almeno nel nome, dei personaggi portati in scena dal Pirandello: Pietro Magistro.

Ma veniamo ai fatti: la novella potrebbe benissimo intitolarsi ''Il piede conteso''. Pietro Magistro ha 56 anni e da quasi vent’anni i suoi reni non funzionano più bene: vissuto con il fantasma della dialisi per anni, per ben tre volte lo hanno chiamato all’ospedale di Patti per effettuare il trapianto della speranza e, per ben tre volte, è stato rimandato a casa perché era stato preceduto da qualcun altro.

Adesso il nostro personaggio ha perso completamente la speranza e soprattutto… un piede. 
L'arto infatti sarebbe stato amputato per una cancrena ma, la cosa che più lo ha fatto arrabbiare è che oltre al danno c'è stata la beffa: è stato obbligato ad occuparsi del funerale e del seppellimento dell'arto amputatogli con tutte le spese del caso.

Di obbligo infatti si tratta, la legge a tal proposito parla chiaro: ''per organi espiantati durante gli interventi chirurgici, ci sia il conferimento ad apposite ditte, per lo smaltimento dei rifiuti mentre per gli arti l'obbligo è il seppellimento''.

Questa specie di dignità attribuita ad una parte del corpo, mentre la restante rimane ancora circolante fra gli umani, non è piaciuta affatto al signor Magistro e tantomeno alla moglie che, da un giorno all'altro, si è trovata ad andare in giro per gli uffici di Gioiosa Marea per preparare ''le carte'' per la sepoltura di una parte del marito.

Quello di cui si lamenta il signor Pietro è che nessuno lo aveva avvertito di quali sarebbero stati i suoi obblighi dopo l’amputazione del piede: ''per poco – afferma il signor Magistro – non mi sono visto ritornare indietro, dal personale medico, il piede incartato in un foglio di giornale''.

E così come l’abbiamo cominciata, richiamandoci all’opera di Pirandello, per chiudere la vicenda parafrasiamo il finale de ''Il Fu Mattia Pascal'':

Nel cimitero di Gioiosa marea, su la fossa di quel povero piede, c’è una lapide con su scritto:

COLPITO DA AVVERSI FATI
IL PIEDE DI PIETRO MAGISTRO
CAMMINATORE INSTANCABILE
QUI VOLONTARIO
RIPOSA

Di tanto in tanto Pietro Magistro si reca a trovare quel suo povero piede morto e sepolto. Qualche curioso lo segue da lontano, poi al ritorno, s’accompagna con lui, sorridendogli con compassione e guardando in basso, verso quella parte mancante, seppellita dentro un fosso.

FINE

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08 febbraio 2003

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