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Il più potente ''signore della guerra'' afgano e principale alleato dei Taliban ha deciso di non combattere più

20 luglio 2007

Il più temuto e discusso dei mujaheddin afghani, Gulbuddin Hekmatyar, leader del partito islamico Hezb-i-Islami e principale alleato dei Taliban nella guerra in atto contro la coalizione a guida americana (e da questi ricercato come terrorista), vuole deporre le armi e ''partecipare al processo politico'' insieme al governo di Kabul finora combattuto.
Con un comunicato, trasmesso da due televisioni private e fatto circolare a Kabul, Hekmatyar ha annunciato che i membri di Hezb-i-Islami ''hanno deciso di por fine alle violenze e ai combattimenti... la morte di afghani innocenti, di religiosi, di insegnanti, di civili, così come gli attacchi suicidi devono terminare. Lo Hezb-i-islam condanna tali atti e li considera come un complotto degli stranieri [...] Lo Hezb-i-islami ritiene che gli americani e i britannici si ritireranno dal Paese come hanno fatto i russi. Per installare un governo islamico dobbiamo cominciare a lavorare insieme con una lotta politica''.

I termini usati per annunciare la decisione non fanno però capire con esattezza se si tratti di una semplice tregua unilaterale o di una rinuncia definitiva all'uso della forza, ed inoltre non risulta possibile verificare l'autenticità della dichiarazione.

Chi è Gulbuddin Hekmatyar - Super ricercato per gli Stati Uniti, ma anche collaboratore della Cia ai tempi dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. Gulbuddin Hekmatyar, che oggi avrebbe rinunciato alla lotta armata, è nato nel 1948 a Imam Saheb, distretto della provincia settentrionale di Kunduz. Iscritto al partito comunista afghano quando era ancora adolescente, poi divenne uno dei primissimi ribelli islamici uscito dall'Università di Kabul, dove frequentò senza laurearsi la facoltà di ingegneria. Il suo partito, Hezb-e-Islami Afghanistan (il partito islamico dell'Afghanistan), raccoglieva il maggior numero di intellettuali di etnia pashtun.

Durante i dieci anni di occupazione sovietica, Hekmatyar guidò una della principali organizzazioni di mujaheddin da Peshawar, in Pakistan. La sua attività anti sovietica non sfuggì agli Usa, che via ISI gli fecero arrivare miliardi di dollari e di armamenti, compresi quegli Stinger che fino a qualche tempo fa venivano ancora utilizzati dai talebani. Dopo il crollo del regime filo sovietico di Najibullah nel 1992, Hekmatyar e le altre fazioni di mujaheddin fecero di Kabul il campo di battaglia per la loro lotta di potere. La città venne distrutta e migliaia di persone morirono.

Nel giugno del 1996 Hekmatyar concluse un accordo con i nemici tagiki e si insediò come primo ministro a Kabul, dove governava il presidente Rabbani. Un po' troppo per questo mancato ingegnere dedito al terrorismo, e l'ISI spostò il sostegno da Hekmatyar ai Talebani del Mullah Omar. Il vecchio mujaheddin fu costretto all'esilio in Iran.

Oggi che è uno dei grandi nemici degli Usa nella lotta al terrorismo ripete la necessità di una Guerra Santa contro la Potenza che un tempo lo aiutò. Dopo il crollo del regime dei Talebani nel dicembre 2001, Hekmatyar ha guidato la ribellione nel Nord e nell'Est dell'Afghanistan.
A maggio dello scorso anno, si era apertamente schierato con Al Qaeda, facendo sapere che era pronto a combattere agli ordini di Osama bin Laden. Con il Mullah Omar, al Sud, e bin Laden all'Ovest, i tre formano il cosiddetto ''Triangolo del Terrore''.
All'inizio del 2007 si è parlato di trattative in corso con il governo del presidente Hamid Karzai, ma Hekmatyar ha sempre smentito.
Hekmatyar ha due mogli, della sua stessa tribù, sei figlie e tre figli. Secondo fonti giornalistiche, una moglie vive in Iran e l'altra nel campo profughi di Shamshatoo a Peshawar. Parla dari (farsi), pashtu, inglese, urdu e arabo.

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20 luglio 2007
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