Il plenum del Csm ha deciso: Pietro Grasso è il nuovo Procuratore nazionale Antimafia

13 ottobre 2005

Pietro Grasso è il nuovo procuratore nazionale antimafia. Lo ha deciso il plenum del Consiglio superiore della magistratura, con il voto favorevole anche del vicepresidente Virginio Rognoni. Grasso lascia quindi la carica di procuratore capo di Palermo.
Il Csm ha dato via libera alla sua nomina con 18 voti a favore e cinque astensioni. Al vertice dell'ufficio di via Giulia, Grasso subentra a Pier Luigi Vigna, che ha lasciato l'incarico in agosto per raggiunti limiti di età.
La nomina di Grasso, che il diretto interessato non commenta, è stata salutata con ''grande soddisfazione'' per ''l'unanime giudizio positivo, di valore'', dal vicepresidente Rognoni. ''Ognuno di noi sa bene - ha aggiunto il vicepresidente del Csm - quali sono stati questi valorosi magistrati, numerosi, e fra questi c'è certamente Giancarlo Caselli. Questa è storia alta e nobile della magistratura italiana ed è bene che sia stata ricordata''. Rognoni ha poi colto anche l'occasione per ringraziare Piero Luigi Vigna che ''per tanti anni ha retto la Procura nazionale antimafia con intelligenza e sagacia'': a lui, ha detto ancora Rognoni, va ''il saluto e il ringraziamento del Csm per quello che ha fatto con tanta ostinazione e probità''.

A Palermo nel frattempo è già partito il toto nomine per il successore di Grasso. Il candidato su cui contavano in tanti era l'attuale Procuratore capo di Messina, Luigi Croce, ma la sponsorizzazione di An potrebbe nuocergli. Poi c'è il braccio destro di Grasso, Giuseppe Pignatone, ma anche Sergio Lari e Guido Lo Forte, ex del pool antimafia e sostenuto dalla corrente Unità per la Costituzione, quella a cui appartiene, ma anche di Md e i laici del centrosinistra. Ma c'è anche un outsider, Francesco Messineo, che ha sostituito Giovanni Tinebra come procuratore capo di Caltanissetta.

Chi è il nuovo Procuratore nazionale antimafia
Pietro Grasso, 55 anni, palermitano, è stato nominato capo della Procura della Repubblica di Palermo il 4 agosto 1999. La nomina era arrivata mentre era procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, a Roma. Grasso è entrato in magistratura nel 1969. Dalla metà degli anni Settanta si è occupato di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. E' stato anche titolare dell'inchiesta sull'omocidio del presidente della Regione, Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980).
Nel 1984 è passato alla carriera "giudicante" ricoprendo l'incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra (475 imputati), cominciato il 10 febbraio 1986 e concluso il 10 dicembre 1987 dopo una camera di consiglio di oltre un mese. Pietro Grasso (a fianco del presidente Alfonso Giordano) è stato l'estensore della sentenza (oltre 8 mila pagine) che comminò 19 ergastoli e oltre 2.500 anni di reclusione.
Dopo il maxiprocesso Grasso è stato nominato consulente della Commissione antimafia (presieduta da Gerardo Chiaromonte prima e poi da Luciano Violante), poi consigliere al ministero di Grazia e giustizia (Guardasigilli Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone alla Direzione Affari Penali) e componente della Commissione centrale per i pentiti.
Successivamente è stato sostituto e poi procuratore aggiunto presso la Procura nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993. A Palermo da procuratore della Repubblica dall'agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono stati arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne per migliaia di anni di carcere.

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13 ottobre 2005

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