Il presidente del FAI sull'8 per Mille che gli Italiani hanno dato inconsapevolmente all'Arte... della guerra

11 novembre 2006

''Sono rimasta strabiliata che l'8 per mille dato dai cittadini italiani per l'arte, la cultura e il sociale sia andato in gran parte per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo''.
Queste le parole di una comprensibilmente sconcertata Giulia Maria Crespi, presidente del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) aprendo a Roma il convegno nazionale sul tema ''La riscossa del patrimonio. Beni culturali, paesaggio e rilancio economico''.
''A rivelarmelo è stato Enrico Letta - ha aggiunto - il quale a suo tempo lo aveva riferito in una conferenza stampa ma era stato riportato solo in un trafiletto di giornale''.

Infatti, furono queste le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, lo scorso 31 agosto: ''Il Consiglio dei ministri di oggi ha affrontato la questione dell'8 per mille per quel che riguarda la quota statale [...] Questa quota all'incirca 110 milioni di euro, con le finanziarie degli anni scorsi è stata decurtata, e i fondi usati per altri scopi'', rispetto a quelli previsti: restauro dei beni culturali, lotta alla fame, assistenza ai rifugiati, calamità naturali.
Per questo, secondo il sottosegretario, ''abbiamo trovato soltanto 4,7 milioni di euro sugli oltre 100 che dovevano essere disponibili''. Una scelta, sottolineò Letta a proposito del precedente governo, ''che si commenta da sola, e che noi critichiamo''.
Questo, proseguì Letta, sempre quel 31 agosto, ''a fronte di 1.600 domande per oltre 630 milioni di euro''. Una situazione che ha costretto il governo Prodi a fare delle scelte: ''Abbiamo deciso di usare i 4,7 milioni di euro solo per un capitolo dei 4 per i quali vengono impiegate queste risorse: l'assistenza ai rifugiati e le calamità naturali''.

Ad intervenire al convegno del Fai anche il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli che ha sottolineato come una ''non buona capacità di spesa'' ha portato ad accumulare negli ultimi cinque anni due miliardi e 288 milioni di residui passivi, 763 milioni nel solo 2005. Il vicepremier ha detto che ''bisogna intervenire sull'organizzazione del Ministero, semplificare la macchina''.

Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, ha così commentato la vicenda: ''Sicuramente quando hanno firmato per l'8 per mille allo Stato non pensavano di andare a finanziare la missione in Iraq. Un grave inganno per gli italiani''. ''Se la denuncia della signora Crespi fosse vera - ha continuato Della Seta - si tratterebbe di un atto gravissimo non solo per l'effetto diretto, e cioè i soldi sottratti ai Beni culturali, ma anche per quello indiretto che si traduce nell'aumento della sfiducia dei cittadini verso le istituzioni''.

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11 novembre 2006

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