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Il primo processo a Berlusconi comincia con un rinvio...

Ieri al Tribunale di Milano il processo al premier sui diritti tv. Sicura la difesa del cavaliere: "Vinceremo i 4 processi"

01 marzo 2011

E' iniziato con un lungo rinvio il processo milanese sui diritti tv dove imputato è Silvio Berlusconi, non presente all'udienza di ieri. Per fare 'il punto' sulle liste testimoniali, il collegio presieduto da Edoardo D'avossa ha aggiornato i lavori all'11 aprile. I giudici hanno anche disposto che entro il 31 marzo le difese depositino una dettagliata capitolazione dei testi che intendono citare motivandone la presenza. Su ogni circostanza, ha però messo dei limiti il tribunale, non saranno consentiti più due testi. L'11 aprile saranno sentite le prime testimonianze chieste dai difensori di Gabriella Galetto più un teste dell'accusa.
Durante l'udienza di ieri c'è stato un confronto tra accusa e difesa sulle rogatorie rimaste in sospeso nell'ambito del processo milanese. L'accusa, rappresentata dal pm Fabio De Pasquale, chiede di avviare una rogatoria a Monaco per sentire tre testi e una seconda a Los Angeles. Per accelerare i tempi già in passato il Tribunale aveva suggerito di invertire l'ordine di produzione delle prove: non tutti i testi dell'accusa e poi quelli della difesa, quindi, ma anche il contrario. Una proposta sulla quale, ancora ieri, i legali di Silvio Berlusconi che nell'ambito del processo sui diritti tv deve rispondere di frode fiscale, si sono opposti. Poi il collegio si è ritirato in camera di consiglio per decidere.

Nessuno dei quattro procedimenti avviati a Milano nei confronti di Silvio Berlusconi preoccupa l'avvocato Piero Logo che con Niccolò Ghedini difende il presidente del Consiglio. "Sono 13 anni che assistiamo Berlusconi - ha detto il legale in una pausa dell'udienza sui diritti tv - e Berlusconi non è mai stato condannato. Non siamo preoccupati perché i processi li vinciamo". Per il legale, comunque, "non esiste un'esperienza pregressa di un imputato che abbia 4 processi contemporaneamente". Secondo il legale "bisogna fare un calendario tenendo conto degli altri processi" (e l'udienza di ieri, infatti, era dedicata al calendario delle udienze).
"Se ci impediscono di difenderci ci troveremo di fronte ad una situazione di eccezionale gravità", ha commentato invece Ghedini la decisione dei giudici che hanno chiesto a tutte le difese di predisporre una dettagliata capitolazione dei testi dichiarando che non saranno ammessi più di due testimoni per ogni circostanza. "Non è un bell'inizio", ha detto Ghedini fuori dall'aula. "Dopo sei anni di processo dove sono stati ascoltati i testi dell'accusa - ha aggiunto - oggi il tribunale dice di ridurre i testi delle difese. Questo non è un bel segnale perché non si capisce come si possano fare i processi con soltanto i testimoni dell'accusa".
Quella di ieri è stata la prima 'convocazione' dopo la sospensione del procedimento deciso lo scorso anno per attendere il verdetto della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento continuativo.

Intanto Silvio Berlusconi... - "Dopo la diaspora di Fini abbiamo una maggioranza meno grande ma possiamo fare le riforme che prima venivano bloccate dallo statalismo di Fini. In particolare, in materia di giustizia c'era un patto tra Fini e il sindacato dei magistrati, l'Anm, per bloccare le riforme. Questo spiega perché non è stata ancora fatta la riforma sulle intercettazioni". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è intervenuto così a un convegno a Milano. "Se una legge non piace al Capo dello Stato torna alla Camera e al Senato. Se poi non piace ai giudici di sinistra questi si rivolgono alla Corte costituzionale che la abroga".
Per Berlusconi "è necessaria una riforma istituzionale che non è mai stata fatta perché non avevamo la maggioranza al nostro interno. Bisogna poi ridurre della metà il numero dei parlamentari, in Parlamento lavorano solo 50 o 60 gli altri si fanno dare le indicazioni dai capogruppo". Quindi un nuovo affondo ai "vecchi comunisti" all'opposizione che vogliono "frontiere spalancate così i clandestini potranno votare per loro e intercettazioni a go-go".
Il Cavaliere ha detto di averne "piene le scatole" e ha rivelato il "sogno di tornare ad essere un cittadino privato" ma "i sondaggi dicono che ho il 51% delle preferenze e per questo non posso andarmene perché potrebbero pensare che io abbia disertato e non posso quindi finire la mia carriera politica con un giudizio negativo da parte di tutta l'Italia".

In precedenza, a un'altra iniziativa, sempre a Milano, il Cavaliere aveva confidato di non avere un cellulare "e non perché non possa averlo, ma perché esposto a ogni tipo di intercettazione. Per questo ho rinunciato da tempo ad avere un telefonino" ha affermato Berlusconi, sottolineando che "un paese in cui non si può parlare liberamente al telefono non è un paese libero e civile".
Ai militanti del Pdl il Cavaliere si è poi rivolto con una battuta. "Siete così simpatici che vi invito tutti al bunga bunga - ha detto Berlusconi - Temo però che rimarrete delusi, al bunga bunga non c'è niente di proibito ma solo quattro salti e quattro chiacchiere in allegria". E ai cronisti che gli chiedevano se fosse preoccupato per il 6 aprile, data di inizio del processo sul caso Ruby, il Cavaliere ha risposto: "Cosa c'è il 6 aprile?". "Sono l'uomo più processato d'Italia - ha lamentato - ci sono state 2.952 udienze. Quando mi dicono di farmi processare penso 'perdonali perché non sanno quello che dicono'".
Quanto alla maggioranza, "non è vero - ha rimarcato - quello che scrivono i giornali, la fiducia nei nostri confronti non è scesa. Il Pdl è al 30%, mentre il Terzo Polo se si allea con la sinistra prende meno del 10%. Fli poi è all'1,3%".

A stretto giro la replica di Fli. "E' incomprensibile l'accanimento con cui Berlusconi si occupa di Futuro e libertà - ha dichiarato il vice presidente Italo Bocchino - Se davvero a lui risulta che il nostro consenso sarebbe dell'1,3% non si comprende il perché di tanta attenzione". "Nonostante le polemiche interne derivanti dal Congresso - ha aggiunto Bocchino - Futuro e libertà è quotato tra il 5 e 7,2 per cento e nel momento in cui Gianfranco Fini scenderà in campo per rappresentare l'altro centrodestra, il vero centrodestra, concorrerà a raccogliere gli elettori delusi da Berlusconi che oggi si collocano nell'astensionismo e coloro che stanno ancora nel Pdl, ma con un 'mal di pancia' che presto li porterà a fare altre scelte".
Ieri il premier a Milano è stato contestato da un piccolo gruppo di persone che ne chiedevano le dimissioni. Capeggiato da Pietro Ricca, noto contestatore del premier, il gruppo è stato allontanato dai carabinieri dal marciapiede antistante la sede della Camera di commercio dove Berlusconi ha pranzato con alcuni ministri dopo l'incontro con alcuni esponenti dell'imprenditoria lombarda. I manifestanti inneggiavano alle sue dimissioni invitandolo con alcuni cartelli gialli a farsi processare.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing]

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01 marzo 2011
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